I 14 ibridi di frutti di bosco da non perdere

Anche nella categoria dei piccoli frutti ci sono vari ibridi che si stanno imponendo all’interesse dei produttori e dei consumatori, tra cui il loganberry, il boysenberry e vari altri.

Ma di cosa si tratta? In botanica l’ibridazione è un processo tramite il quale si incrociano diversi organismi (vegetali o animali) allo scopo di modificare alcuni caratteri, farne emergere di nuovi, costituire nuove varietà. Si tratta di un processo noto da tempo e che, senza fare uso di tecniche di ingegneria genetica, sta alla base dei processi di miglioramento varietale anche più moderni.

Nel reparto ortofrutta troviamo abitualmente vari ibridi, alcuni molto antichi e altri veramente insospettabili: sapevate ad esempio che l’arancio è un incrocio tra mandarino e pomelo e che l’uva Italia venne inventata nel 1911 dall’agronomo Alberto Pirovano, incrociando i vitigni Bicane e Moscato d’Amburgo? Oppure che il pregiato e famoso Radicchio di Treviso deriva da una serie di incroci che hanno come base l’umile cicoria selvatica?

Anche la fragola, regina della categoria dei berries, è un ibrido derivato dall’incrocio tra varietà europee e varietà americane di fragoline di bosco.

Più in generale, l’ibridazione può avere come risultato:

  • ibridi tra specie diverse all’interno dello stesso genere, note anche come incroci o ibridi interspecifici; un esempio è il pluot, un incrocio tra prugna e albicocca (entrambi del genere Prunus);
  • ibridi tra diverse sottospecie all’interno di una specie, noti come ibridi intraspecifici come la mela Royal Gala che deriva da un incrocio tra due varietà di mele (Golden Delicious e Kidd’s Orange) appartenenti allo stesso;
  • ibridi tra diversi generi, noti anche come ibridi intergenerici come gli agrumi Citrange (incrocio tra Poncirus e arancio) e Citrumelo (incrocio Poncirus e pompelmo);
  • Ibridi tra diverse famiglie, estremamente rari e solo nel regno animale.

Adesso lasciamo da parte la botanica e veniamo al concreto: l’ibridazione (che può avvenire anche spontaneamente) ha lo scopo di rendere disponibili nuovi frutti che abbiano caratteristiche interessanti per il produttore (ad esempio la resistenza a diverse avversità) o per il consumatore (come colore, gusto, dimensione, serbevolezza). In certi casi queste caratteristiche vengono adeguatamente sottolineate con azioni di marketing mirate: un nome accattivante, una presentazione efficace spesso contribuiscono in maniera determinante al successo di un nuovo prodotto.

Boysenberry - ibridi di lampone e mora della California
Il boysenberry è un ibrido ottenuto incrociando il lampone con la mora della California

I principali ibridi di frutti di bosco

Nella categoria dei piccoli frutti, oltre al caso già citato della fragola, negli ultimi anni si sono affermati alcuni ibridi, in particolare:

Boysenberry (mora della California x lampone)
Loganberry (mora nordamericana x lampone)
Pineberry (Fragaria chiloensis x Fragaria virginiana)
  • Vetchberry (mora x lampone)
  • Sunberry (mora x lampone)
  • Chuckleberry (ribes rosso x uva spina x jostaberry)
  • Youngberry (mora x lampone x dewberry)
  • Olallieberry (mora x youngberry)
  • Marionberry (mora x mora)
  • Silvanberry (marionberry x boysenberry)
  • Framberry (fragola x lampone)

Si tratta di frutti che hanno spesso caratteristiche molto interessanti ma che non hanno una distribuzione ampia a causa di alcuni difetti che ne hanno limitato il successo come scarsa conservabilità, bassa produttività, suscettibilità alle condizioni climatiche.

Ma se questi fattori spesso non scoraggiano gli appassionati e i piccoli produttori che vedono in questi ibridi un’occasione unica per diversificare la produzione e proporre ai propri clienti e amici delle bacche esclusive, deliziose e ancora poco conosciute.

Le piante di molti di questi ibridi sono disponibili presso i vivai italiani specializzati in piccoli frutti:

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Per approfondire:

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Photo: Geoffrey Whiteway

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