09 set 2026

Mirtilli surgelati, negli USA salgono a 17 i casi di E. coli: richiamo esteso a Walmart

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Il focolaio statunitense di E. coli O145:H28 associato a mirtilli surgelati biologici ha raggiunto 17 casi e sei ricoveri. L’aggiornamento di settembre ha esteso il richiamo a un mix di piccoli frutti a marchio Great Value venduto da Walmart in 16 Stati.


Si allarga negli Stati Uniti il caso di sicurezza alimentare che coinvolge mirtilli biologici surgelati di origine cilena. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato il 3 settembre dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sono state identificate 17 persone colpite da E. coli O145:H28 in due Stati, Florida e Georgia.

Sei pazienti, pari al 35% dei casi confermati, sono stati ricoverati. Non sono stati segnalati decessi. Le persone coinvolte hanno un’età compresa tra 2 e 88 anni, mentre l’insorgenza delle infezioni è stata registrata tra maggio e l’inizio di agosto 2026.

Il dato rappresenta un aggravamento rispetto al primo aggiornamento di luglio, quando le autorità sanitarie riportavano 12 casi e quattro ricoveri. Il numero effettivo delle persone colpite, precisano i CDC, potrebbe essere superiore, perché molti pazienti guariscono senza ricorrere alle cure mediche o senza essere sottoposti a test specifici.

Il legame con i mirtilli surgelati

L’indagine epidemiologica ha evidenziato una relazione significativa con il consumo di mirtilli surgelati. Tra le 13 persone intervistate, 11, pari all’85%, hanno dichiarato di aver consumato il prodotto nella settimana precedente l’insorgenza dei sintomi.

La percentuale è nettamente superiore al 24% di consumatori di piccoli frutti surgelati rilevato nell’indagine di riferimento FoodNet utilizzata dalle autorità statunitensi. Il sequenziamento genomico ha inoltre mostrato una stretta correlazione genetica tra i batteri isolati nei pazienti, indicando una fonte comune delle infezioni.

La ricostruzione della filiera condotta dalla Food and Drug Administration (FDA) ha individuato come fornitore dei mirtilli biologici surgelati l’azienda Frutas y Hortalizas del Sur S.A., con sede a San Carlos, in Cile. L’indagine rimane tuttavia aperta e le autorità stanno ancora cercando di determinare l’origine precisa della contaminazione.

A settembre il richiamo raggiunge Walmart

La novità principale di settembre è l’estensione del richiamo a un lotto di Great Value Organic Triple Berry Blend, miscela surgelata contenente fragole, more e mirtilli e commercializzata da Walmart.

Il provvedimento riguarda le confezioni da 10 once, circa 283 grammi, con codice lotto 6040 01-6 e termine minimo di conservazione del 9 febbraio 2028. Il prodotto è stato distribuito nei punti vendita Walmart di 16 Stati americani.

Secondo la comunicazione pubblicata dalla FDA, al momento dell’estensione del richiamo non risultavano casi di malattia associati specificamente al mix Great Value. Il ritiro è stato disposto in via precauzionale sulla base delle informazioni emerse dalla tracciabilità dei mirtilli impiegati nella miscela.

L’ingresso di Walmart amplia sensibilmente la portata commerciale del caso. Il richiamo iniziale interessava infatti soprattutto la catena regionale Publix, mentre Great Value è uno dei principali marchi del distributore statunitense.

Il richiamo era iniziato a luglio

Il primo provvedimento risale al 3 luglio e riguardava un lotto di GreenWise Organic IQF Blueberries in confezioni da 10 once, distribuito nei supermercati Publix di otto Stati.

Il 29 luglio Publix aveva poi ampliato autonomamente il richiamo a tutti i lotti di quattro referenze GreenWise: mirtilli biologici interi e mix biologici di piccoli frutti, nei formati da 10 e 48 once. Il provvedimento aveva quindi superato il singolo lotto inizialmente indicato dal produttore.

Nel corso di una valutazione regolatoria condotta da remoto presso lo stabilimento cileno, la FDA aveva espresso preoccupazioni anche per almeno un altro lotto di mirtilli impiegato in ulteriori prodotti GreenWise. L’autorità statunitense aveva inoltre inserito i prodotti dell’azienda cilena nell’Import Alert 99-35: le successive spedizioni di mirtilli surgelati presentate all’ingresso negli Stati Uniti possono essere trattenute senza esame fisico fino alla dimostrazione del superamento delle criticità.

Un caso circoscritto al surgelato negli Stati Uniti

È importante delimitare correttamente la portata dell’allerta. Il focolaio riguarda specifici prodotti biologici surgelati commercializzati negli Stati Uniti. Le comunicazioni di FDA e CDC non indicano un coinvolgimento dei mirtilli freschi, del mercato europeo o di prodotti presenti nella distribuzione italiana.

Il riferimento al biologico descrive la categoria commerciale dei prodotti richiamati, ma non dimostra che il metodo di produzione biologico sia la causa della contaminazione. Allo stato attuale le autorità non hanno ancora reso pubblica una causa definitiva.

La vicenda richiama comunque l’attenzione su una caratteristica particolare del comparto surgelato: la lunga conservabilità può lasciare le confezioni nei congelatori domestici per molti mesi. Per questo FDA e CDC invitano i consumatori statunitensi a controllare con attenzione marchio, formato, lotto e data riportati sulle confezioni, anche quando i prodotti non sono più presenti nei punti vendita.

Le implicazioni per la filiera

Per gli operatori, il caso evidenzia soprattutto l’importanza di una tracciabilità che arrivi fino agli ingredienti utilizzati nei mix. L’estensione a un prodotto composto da fragole, more e mirtilli mostra infatti come una criticità riferita a una sola materia prima possa coinvolgere altre referenze, insegne e territori distributivi.

Diventano quindi centrali la separazione dei lotti, la verifica dei fornitori, la gestione dei prodotti a lunga conservazione e la capacità di ricostruire rapidamente dove ogni partita sia stata impiegata. La dimensione internazionale della filiera rende inoltre necessario coordinare produttore, industria di trasformazione, retailer e autorità di Paesi diversi.

Alla data del 9 settembre, l’indagine statunitense risulta ancora in corso. Gli sviluppi più recenti non modificano la natura circoscritta dell’episodio, ma ne aumentano la rilevanza per l’intero settore: cinque nuovi casi, due ulteriori ricoveri e il coinvolgimento di una delle maggiori catene mondiali trasformano un richiamo inizialmente limitato in un banco di prova per i sistemi di prevenzione e tracciabilità dei piccoli frutti surgelati.

 Redazione 

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