La cooperativa Sant'Orsola, unica in Italia, è tra le cinque aziende partner di Bioconfarm, il progetto di punta voluto e sostenuto dalla Commissione Europea per favorire la diffusione in agricoltura di buone pratiche mirate alla sostenibilità e veramente alternative all'uso dei fitofarmaci, pratiche sperimentate e validate dalla cooperativa stessa.
Pergine Valsugana, Villaggio dei Piccoli Frutti, venerdì 11 settembre 2026. Ne ha dato notizia stamane Andreas Moser, il responsabile del progetto europeo, aprendo oggi il primo workshop di Bioconfarm, ospitato nell'auditorium della cooperativa a Cirè di Pergine.
Sant'Orsola è stata scelta per l'intero settore dei piccoli frutti del Continente per essere una Living Farm Lab (laboratorio vivente in agricoltura) e come parte attiva del Digital Hub (polo digitale) in costruzione e destinato a raccogliere tutte le buone pratiche delle cinque aziende europee del progetto per diffonderne la conoscenza tra i produttori europei. Le altre aziende partner si trovano in Spagna (olivicoltura), in Germania (coltivazione di patata e cipolla), in Francia (viticoltura) ed in Slovacchia (colture erbacee estensive, tra cui frumento, orzo, mais, girasole e colza).
Alla Sant'Orsola si fa sperimentazione continua per trovare strumenti utili da trasferire nella produzione incampagna e per affrontare i cambiamenti climatici e di mercato, ha ricordato il direttore generale Michele Plancher nel suo saluto di apertura rivolto al centinaio tra ricercatori provenienti da vari Paesi europei, soci produttori e tecnici presenti in auditorium.
Anna Aldrighetti, la specialista nella protezione dei piccoli frutti della Sant'Orsola, referente italiana del progetto, organizzatrice e guida del workshop odierno, ha spiegato che “Bioconfarm nasce con l’obiettivo di creare un punto di incontro concreto tra ricerca e produzione, mettendo alla prova soluzioni e innovazioni nelle reali condizioni di coltivazione dei piccoli frutti. Sant’Orsola come Living Farm Lab, promuove non solo un luogo di sperimentazione, ma uno spazio di confronto, apprendimento e trasferimento di conoscenze, con l’obiettivo di contribuire a un’agricoltura sempre più sostenibile, resiliente e competitiva”.
Michele Plancher (direttore generale) e Anna Aldrighetti (specialista protezione piccoli frutti) - Sant'Orsola
Ha aggiunto Paolo Zucchi, il coordinatore dell'area produzione, ricerca e sviluppo della cooperativa: “Il workshop è l’opportunità di mostrare concretamente ciò che Sant’Orsola è per sua natura: una Living Farm Lab. La ricerca trova applicazione diretta nei campi dei soci, che attraverso i loro feedback contribuiscono a orientarne i successivi sviluppi. Un processo di co-creazione che permette di adattare l’innovazione alle reali esigenze produttive e di renderla sempre più sostenibile”.
Le difficoltà di raccordare il mondo della ricerca e della sperimentazione con il produttore agricolo e le prospettive future sono state il focus della tavola rotonda finale guidata da Aldrighetti, cui hanno partecipato tecnici della Fondazione Mach di San Michele all'Adige e delle aziende produttrici di settore.
Le otto buone pratiche sperimentate e validate dalla cooperativa Sant'Orsola per Bioconfarm
Nel corso della mattinata sono state presentate da ricercatori ed esperti del settore, tutti introdotti da Aldrighetti, otto buone pratiche sperimentate nelle campagne trentine presso soci produttori della Sant'Orsola per la eliminazione dell'uso di fitofarmaci. Nel pomeriggio le stesse sono state dimostrate ai partecipanti al workshop nei campi di soci in Alta Valsugana.
Tra queste, un robot killer testato nelle campagne circostanti Levico Terme da soci della stessa. Emette fasci di luce UV-C capaci di contenere e distruggere lo oidio, il ragnetto rosso e la botrite, come tecnologia fisica innovativa per il contenimento dei patogeni e dei parassiti.
Altre tecniche sostenibili illustrate sono la "Attract and Kill" per il controllo della Drosophila suzukii,
L'uso di Lobularia maritima come pianta di servizio per favorire la presenza degli insetti utili e potenziare il controllo biologico naturale, l'utilizzo del chitosano per la gestione della botrite, l'impiego di estratto di semi di lupino per il contenimento dell’oidio della fragola, l'uso di acido ortosilicico per migliorare la gestione della botrite, l'mpiego dell’aglio come repellente naturale per il controllo dell’antonomo.
Sant'Orsola diventa Living Farm Lab
Il progetto ha assegnato alla Sant'Orsola, con le sue 635 aziende produttrici associate al lavoro in cinque regioni italiane, anche il compito di essere un Living Farm Lab ovvero un laboratorio vivente a disposizione del mondo agricolo. Il Living Farm Lab rappresenta un modello innovativo di collegamento tra ricerca, conoscenza e pratica agricola. Si tratta di aziende agricole reali che diventano luoghi di sperimentazione applicata, confronto e condivisione delle esperienze, permettendo di avvicinare le soluzioni validate dalla ricerca alle esigenze quotidiane degli agricoltori, accelerando i processi di innovazione.
In costruzione il Digital Hub di Sant'Orsola e dei partner di Bioconfarm: sarà pronto nel 2027
Nell’ambito di Bioconfarm è in fase di sviluppo un Digital Hub, una piattaforma digitale contenente tutte le buone pratiche dei cinque partner europei, dedicata alla loro raccolta, sono soluzioni già validate, con l’obiettivo di favorire la loro conoscenza e l’adozione da parte degli agricoltori. Sarà completa nel 2027 e disponibile nei siti aziendali di ogni partner del progetto.
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