04 mag 2026

Regno Unito, costi in forte aumento per i produttori di piccoli frutti

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I produttori britannici di piccoli frutti si trovano ad affrontare una nuova fase di forte pressione sui costi, proprio mentre prende avvio la stagione 2026 nel Regno Unito. Secondo una nuova analisi diffusa da British Berry Growers e realizzata dai consulenti indipendenti di Andersons, gli aumenti stanno interessando in modo trasversale le principali voci di costo della produzione.

Il fenomeno riguarda l’intera categoria dei piccoli frutti — fragole, lamponi, mirtilli e more — e coinvolge i diversi sistemi produttivi, dalle coltivazioni in pieno campo alle produzioni protette, fino ai sistemi in serra riscaldata.

Aumenti diffusi su fertilizzanti, packaging, trasporti ed energia

I dati evidenziano un incremento rapido e significativo dei principali input agricoli. Tra le voci più colpite figurano fertilizzanti e prodotti per la difesa delle colture, con rincari compresi tra il 30% e il 40%. Anche il packaging registra aumenti tra il 10% e il 25%, mentre i costi di trasporto sono cresciuti tra il 15% e il 25%.

Particolarmente rilevante è l’impatto dell’energia: l’elettricità ha registrato aumenti tra il 10% e il 40%, mentre il gas naturale è cresciuto di circa il 60% dall’inizio di marzo.

Voce di costoAumento stimato
Fertilizzanti e difesa delle colture+30% / +40%
Packaging+10% / +25%
Trasporti+15% / +25%
Elettricità+10% / +40%
Gas naturalecirca +60%

Serre e produzioni riscaldate sotto maggiore pressione

La pressione risulta particolarmente acuta per le aziende che operano in serra o in sistemi produttivi riscaldati. In questi casi, l’aumento simultaneo di elettricità e gas naturale si somma a una base di costo già elevata, aggravando la sostenibilità economica della produzione.

Il rialzo del gas naturale, stimato intorno al 60% in poche settimane, rappresenta uno degli elementi più critici per le produzioni protette, soprattutto in una fase stagionale in cui la disponibilità di prodotto britannico inizia ad aumentare.

Nick Marston: “Pressioni da riconoscere lungo tutta la filiera”

Secondo Nick Marston, Chairman di British Berry Growers, il settore si trova nuovamente a fronteggiare aumenti rilevanti causati da dinamiche globali al di fuori del controllo diretto dei produttori.

“I produttori britannici di piccoli frutti stanno ancora una volta affrontando significativi aumenti dei costi determinati da eventi globali fuori dal nostro controllo”, ha dichiarato Marston.

Il punto più rilevante, secondo il presidente dell’organizzazione, è la combinazione tra dimensione e rapidità degli aumenti. “Abbiamo visto forti rincari su fertilizzanti, packaging e trasporti nel giro di poche settimane, proprio mentre la stagione britannica sta iniziando”, ha sottolineato.

Per le produzioni in serra, ha aggiunto Marston, l’aumento dei prezzi dell’elettricità e soprattutto del gas introduce “un ulteriore livello di costo su una base già elevata”.

Un impatto diretto sul costo di produzione dei berries britannici

British Berry Growers evidenzia come queste voci non rappresentino costi marginali, ma input essenziali per la produzione di piccoli frutti. Quando fertilizzanti, difesa, imballaggi, trasporti ed energia si muovono con incrementi di questa entità, l’impatto sul costo finale di produzione diventa immediato.

“Sono input fondamentali”, ha osservato Marston. “Quando aumentano a questi livelli, l’effetto sul costo di produzione dei berries britannici è diretto”.

Il messaggio rivolto alla filiera è chiaro: con l’avvicinarsi del picco stagionale, queste pressioni dovranno essere riconosciute lungo tutta la supply chain, dal campo alla distribuzione.

Un segnale anche per il mercato europeo

Il caso britannico conferma una tendenza più ampia che interessa il comparto europeo dei piccoli frutti: la crescita della domanda e la valorizzazione della categoria si confrontano sempre più spesso con una struttura dei costi fragile, esposta a energia, logistica, materiali di confezionamento e input agronomici.

Per i produttori, la sfida riguarda sia l’efficienza tecnica che la capacità della filiera di trasferire e riconoscere correttamente i maggiori costi in un mercato dove qualità, continuità di fornitura e origine locale restano elementi centrali di competitività.


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