Marco Antolini produce piccoli frutti a Verona dal 2012. Dopo dieci anni, nell’ambito di un progetto di ampliamento, decide assieme al fratello Riccardo di progettare e realizzare un impianto che permettesse la raccolta meccanica dei mirtilli.
In questa intervista esclusiva Marco Antolini analizza con Italian Berry la sua esperienza diretta nella meccanizzazione delle fasi di raccolta, un’attività ancora poco diffusa in Italia ma che, in altri Paesi produttori come gli Stati Uniti, rappresenta già il 50% del raccolto.
La raccolta meccanica dei mirtilli: i presupposti
Come nasce l’azienda agricola e come avete deciso per la raccolta meccanica?
L’azienda agricola nasce nel 2012 per mia iniziativa, con una produzione iniziale dedicata ai piccoli frutti, in particolare lamponi, more, mirtilli e ribes, su una superficie complessiva di circa 1,5 ettari.
Successivamente, nel 2022, la conduzione dell’azienda è passata all’azienda agricola Relais al Dosso di Antolini Riccardo. In questa nuova fase, insieme a mio fratello, abbiamo deciso di ampliare la coltivazione dedicandoci a una superficie di circa 4 ettari di mirtillo, con l’obiettivo di realizzare un impianto innovativo e predisposto alla raccolta meccanizzata.

Quali difficoltà avete incontrato inizialmente?
Arrivare alla realizzazione di un impianto in grado di garantire una buona efficienza nella raccolta meccanizzata non è stato semplice. È stato necessario affrontare diverse difficoltà tecniche, organizzative ed economiche, ma grazie alla determinazione nel credere nel progetto e al costante lavoro di perfezionamento siamo riusciti a raggiungere un primo importante risultato.
Quale ruolo ha avuto in questo processo la commercializzazione e gestione tecnica del prodotto?
Al nostro fianco, in questo percorso, abbiamo il supporto dell’azienda Bruno Srl, che ci affianca principalmente nella fase di commercializzazione e nello sviluppo delle strategie di filiera.
Un elemento distintivo dell’azienda è la costante attenzione alla ricerca delle migliori soluzioni per le realtà agricole con cui collabora. I tecnici di Bruno Srl sono continuamente impegnati nell’analisi delle esigenze produttive e nello sviluppo di approcci innovativi, con l’obiettivo di supportare gli agricoltori nel miglioramento delle proprie coltivazioni.

L’azienda offre un servizio completo che comprende l’assistenza tecnica specializzata, il supporto nello sviluppo varietale di tutte le principali colture di piccoli frutti e un comparto commerciale strutturato, sempre presente al fianco delle aziende agricole.
Un ruolo importante è svolto anche nella gestione delle certificazioni necessarie per operare con i principali clienti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), garantendo una filiera controllata, trasparente e conforme alle normative vigenti e agli standard qualitativi richiesti dal mercato.
La collaborazione con partner qualificati rappresenta quindi un elemento fondamentale per affrontare le sfide future del settore, permettendo alle aziende agricole di svilupparsi attraverso un modello basato su innovazione, qualità e sicurezza della filiera.
Scegliere la raccolta meccanica
Facciamo un passo indietro: quali sono stati i motivi principali che l’hanno portata a introdurre la raccolta meccanica del mirtillo nella sua azienda?
La prima motivazione riguarda, senza dubbio, la necessità di ridurre i costi della manodopera. Tuttavia, la sfida principale è rappresentata dalla costante diminuzione del prezzo riconosciuto ai produttori, una dinamica che si accentua di anno in anno.
Tale situazione è influenzata anche dalle profonde differenze nel costo del lavoro tra i diversi Paesi europei, dove le condizioni economiche e normative rendono il personale più competitivo in alcune aree rispetto ad altre.
La seconda motivazione, non meno importante della prima, è la convinzione che le aziende agricole debbano intraprendere un percorso di innovazione tecnologica. L’adozione di soluzioni avanzate rappresenta infatti un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza operativa, ottimizzare l’impiego delle risorse e accrescere la competitività del settore.
Il fattore manodopera
In un contesto italiano caratterizzato da costi elevati e crescente difficoltà nel reperire manodopera, la raccolta meccanica è stata una scelta strategica o una necessità?
Negli ultimi anni, alla luce dell’evoluzione del mercato, la raccolta meccanizzata sta diventando una scelta sempre più necessaria per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole.
Tuttavia, dal punto di vista tecnico e produttivo, ritengo che una quota della raccolta manuale rimarrà indispensabile ancora per molti anni.
Il primo aspetto riguarda la maturazione del prodotto. I frutti non raggiungono la piena maturazione in modo uniforme e, di conseguenza, sono necessari più passaggi di raccolta.
Non tutti questi possono essere effettuati con le macchine, poiché si rischierebbe di arrecare maggiori danni alle piante e di aumentare la percentuale di mirtilli ancora acerbi raccolti, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del prodotto.
Un secondo elemento è rappresentato dall’attuale livello di sviluppo della tecnologia. Sebbene le macchine oggi disponibili abbiano raggiunto risultati molto interessanti e siano in continua evoluzione, non sono ancora in grado di sostituire completamente la raccolta manuale. I progressi sono significativi, ma il percorso di sviluppo tecnologico è ancora lungo.
Infine, occorre considerare l’impatto delle condizioni di raccolta sulla qualità del frutto. Il prodotto raccolto manualmente tende a mantenere una migliore consistenza anche nelle ore più calde della giornata.
Al contrario, la raccolta meccanizzata richiede di operare nelle fasce orarie più fresche, al fine di preservare la qualità del mirtillo e ridurre lo stress del frutto durante la raccolta.
Per questo motivo, nella nostra azienda la raccolta meccanizzata viene effettuata nelle prime ore del mattino, indicativamente dalle 4:30 alle 8:30; successivamente le operazioni proseguono con la raccolta manuale, che consente di completare il lavoro in modo più selettivo e di mantenere elevati gli standard qualitativi.
Investimenti e requisiti strutturali
Quali investimenti e adattamenti colturali sono stati necessari e quale superficie minima ritiene indispensabile per rendere economicamente sostenibile questa tecnologia?
Per iniziare con la raccolta meccanizzata è necessaria una superficie minima di almeno 4-5 ettari, in quanto le macchine per la raccolta del mirtillo oggi in commercio hanno un costo molto elevato.
La raccolta meccanizzata richiede inoltre molte accortezze, a partire dall’impianto di copertura e sostegno delle piante, che non deve essere troppo basso, in quanto la macchina passa a cavallo del filare.

Noi abbiamo optato per un impianto di copertura molto alto: i pali raggiungono 4,80 metri fuori terra, con una distanza di 3 metri tra i pali lungo la fila e di 10 metri tra una fila di pali e l’altra. Sopra abbiamo installato una classica rete antigrandine.
All’interno abbiamo collocato tre filari di mirtillo con la relativa palificazione di sostegno. Per la raccolta meccanizzata abbiamo utilizzato più fili di sostegno, ma l’elemento più importante è costituito da tre fili di diametro elevato, che servono a mantenere le piante il più strette possibile nei primi 30 centimetri. Ogni vaso è stato fissato in modo che non si sposti durante il passaggio della macchina.
Tutto questo è stato possibile anche grazie all’aiuto dell’azienda Vario System, che ci ha assistito durante la progettazione dell’impianto.
Costi e ritorno dell’investimento
Rispetto alla raccolta manuale, quanto cambia il costo di raccolta per chilogrammo e in quanto tempo si può ammortizzare l’investimento?
Il divario tra i costi della raccolta manuale e quelli della raccolta meccanizzata è estremamente significativo. Per comprenderne l’entità, basti considerare che un operatore esperto riesce a raccogliere mediamente tra i 7 e gli 8 kg di mirtilli all’ora.
A questo va aggiunta una percentuale di scarto, stimabile intorno al 2%, dovuta alla presenza di frutti non perfettamente maturi, sovramaturi oppure caduti a terra durante le operazioni di raccolta.
Una raccoglitrice meccanica, nelle corrette condizioni operative, è invece in grado di raggiungere una capacità di raccolta compresa tra i 250 e i 300 kg all’ora.
Per ottenere queste prestazioni è però fondamentale intervenire nel momento ottimale di maturazione del frutto. Ciò significa rispettare intervalli di raccolta analoghi a quelli previsti per la raccolta manuale, posticipando eventualmente il passaggio di uno o due giorni al massimo.
Attendere periodi troppo lunghi tra una raccolta e la successiva comprometterebbe infatti sia la qualità del prodotto sia l’efficienza della raccolta meccanizzata.
Dal punto di vista economico, i vantaggi sono particolarmente evidenti. Sulla base della nostra esperienza aziendale, l’investimento nella macchina raccoglitrice può essere ammortizzato in circa tre anni grazie alla consistente riduzione del costo della manodopera.
Attualmente, il costo della raccolta manuale si attesta mediamente intorno ai 2,50 €/kg, mentre il costo della raccolta meccanizzata, comprensivo dell’ammortamento della macchina, è pari a circa 0,95 €/kg. Questo si traduce in un risparmio di circa il 62% rispetto alla raccolta esclusivamente manuale.
È importante sottolineare che, allo stato attuale della tecnologia, la raccolta meccanizzata non può ancora sostituire completamente quella manuale.
I primi due stacchi, infatti, presentano spesso una maturazione non perfettamente uniforme e richiedono ancora la selettività garantita dalla raccolta effettuata dagli operatori.
L’approccio più efficace consiste quindi nell’integrare le due tecniche: la raccolta manuale viene impiegata nelle prime fasi della campagna, mentre quella meccanizzata interviene successivamente, quando la maturazione è più omogenea.
Questo modello organizzativo consente di mantenere elevati standard qualitativi e, al tempo stesso, di ottenere una riduzione complessiva dei costi del 42%, rappresentando oggi una delle strategie più sostenibili sia dal punto di vista economico sia da quello produttivo.
La seconda parte dell’articolo, “Raccolta meccanica dei mirtilli: qualità, scarti e scelte agronomiche e varietali”, verrà pubblicata il 7 agosto 2026.


