Quando lo sforzo fisico diventa intenso, l’organismo entra in una fase di forte sollecitazione metabolica. Durante l’esercizio, infatti, il corpo produce specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto, note come RONS: molecole utili in piccole quantità per favorire l’adattamento muscolare, ma potenzialmente problematiche quando si accumulano in eccesso, contribuendo a stress ossidativo e fatica.
Il fenomeno si amplifica quando l’attività avviene in altitudine o in condizioni di ridotta disponibilità di ossigeno. In questi contesti, la capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi può diminuire e la forza muscolare può risultare compromessa.
Il ruolo dei frutti di bosco nella risposta antiossidante
I frutti di bosco, e in particolare il mirtillo, si distinguono per l’elevato contenuto di polifenoli. Tra questi, le antocianine — responsabili della tipica colorazione blu-violacea — sono considerate composti bioattivi di grande interesse per il loro potenziale antiossidante e antinfiammatorio.
Queste sostanze sono associate anche a benefici sulla salute cardiovascolare, con effetti osservati su parametri come pressione sanguigna e rigidità arteriosa. In un’ottica di nutrizione funzionale, il mirtillo si conferma quindi un alimento di particolare rilievo per chi pratica attività fisica in condizioni impegnative.

Mirtillo e metabolismo muscolare: cosa indica lo studio
Uno studio condotto su corridori esperti ha valutato gli effetti di quattro giorni di integrazione con polvere di mirtillo, in quantità equivalente a circa 500 grammi di frutti freschi al giorno. La prova prevedeva 30 minuti di corsa in condizioni di ipossia.
Il risultato più significativo riguarda il lattato ematico. Gli atleti che avevano assunto mirtillo hanno registrato, dopo l’esercizio, un incremento del lattato sensibilmente più contenuto rispetto al gruppo placebo: circa il 15% in meno.
La distanza totale percorsa non ha mostrato variazioni rilevanti, ma la risposta metabolica più moderata suggerisce che il mirtillo possa contribuire ad attenuare gli squilibri prodotti dallo sforzo intenso in condizioni di scarso ossigeno.
Antocianine, endotelio e flusso sanguigno
Secondo l’interpretazione dei risultati, il beneficio potrebbe essere legato alla capacità delle antocianine di sostenere la funzione dell’endotelio, cioè il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Un endotelio più efficiente può favorire una migliore circolazione verso i muscoli e facilitare la rimozione degli scarti metabolici generati durante l’attività fisica.
Un aspetto rilevante riguarda anche la variabilità individuale. Gli atleti che hanno mostrato una maggiore disponibilità di ossido nitrico, vasodilatatore naturale, in risposta all’integrazione sono stati anche quelli con la riduzione più marcata del lattato.

Dose e tempi: due fattori decisivi
Lo studio evidenzia l’importanza del protocollo di assunzione. I benefici metabolici sono stati osservati con una dose elevata di antocianine, pari a circa 1008 mg al giorno, con l’ultima somministrazione effettuata due ore prima della prova.
Questo dato rafforza l’idea che i frutti di bosco possano esprimere al meglio il loro potenziale quando inseriti in una strategia nutrizionale precisa, bilanciata e coerente con il tipo di prestazione richiesta.
Uno sguardo al futuro della nutrizione funzionale
Quattro giorni di consumo di mirtillo non hanno modificato direttamente la velocità di corsa o la resistenza massima in ipossia. Tuttavia, la riduzione dello stress metabolico osservata nello studio indica un possibile ruolo dei frutti di bosco nella gestione della fatica muscolare.
Per sportivi, nutrizionisti e operatori della filiera, il mirtillo si conferma molto più di un semplice frutto: è un ingrediente ad alta densità nutritiva che unisce naturalità, funzionalità e innovazione alimentare. In un mercato sempre più orientato al benessere e alla performance, i piccoli frutti possono occupare uno spazio crescente nelle strategie alimentari dedicate alla salute quotidiana e allo sforzo fisico intenso.
Fonte: Brandenburg JP, Giles LV. Blueberry supplementation reduces the blood lactate response to running in normobaric hypoxia but has no effect on performance in recreational runners. J Int Soc Sports Nutr. 2021 Mar 30;18(1):26. doi: 10.1186/s12970-021-00423-7. PMID: 33781280; PMCID: PMC8008513.
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