04 set 2026

Mirtilli: le tecnologie ARS-USDA contro i marciumi post-raccolta

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Una ricerca quinquennale dell’ARS-USDA ha valutato trattamenti pre e post-raccolta per prolungare la conservabilità dei mirtilli. Natamicina, acido peracetico e packaging a ventilazione ridotta hanno fornito i risultati più promettenti, mentre antitraspiranti e rivestimenti hanno mostrato limiti di efficacia o effetti indesiderati.


Ridurre i marciumi, limitare la perdita d’acqua e mantenere inalterata la qualità dei mirtilli durante conservazione e commercializzazione. È questo l’obiettivo del progetto New Approaches to Enhance Fresh Fruit Quality and Control Postharvest Diseases, condotto dai ricercatori dell’Agricultural Research Service del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (ARS-USDA) a Parlier, in California.

Il rapporto conclusivo, pubblicato nell’ambito dell’Annual Report 2025, riassume cinque anni di sperimentazioni su tecniche applicabili prima e dopo la raccolta. I risultati più interessanti riguardano l’impiego della natamicina, dell’acido peracetico e di confezioni con una superficie di ventilazione ridotta. Meno convincenti sono state invece le prove con antitraspiranti e rivestimenti superficiali.

Natamicina efficace anche a basse concentrazioni

La natamicina è una sostanza ad azione antifungina già riconosciuta negli Stati Uniti come sicura per determinati impieghi alimentari e autorizzata nel post-raccolta di alcuni frutti, tra cui gli agrumi. Al momento della ricerca, tuttavia, non risultava ancora registrata per l’uso sui mirtilli.

Nelle prove dell’ARS, la natamicina è stata applicata mediante irrorazione e immersione. Anche utilizzando una concentrazione pari a un quarto di quella prevista negli Stati Uniti per gli agrumi, il trattamento si è dimostrato molto efficace nel contenere i marciumi, senza effetti negativi rilevabili sulla qualità dei frutti durante la conservazione.

I dati ottenuti vengono utilizzati per sostenere la procedura di registrazione della sostanza per il trattamento post-raccolta dei mirtilli negli Stati Uniti. I risultati devono quindi essere letti nel relativo contesto normativo: un’eventuale applicazione commerciale in altri Paesi, compresa l’Unione europea, dipende dalle specifiche autorizzazioni vigenti.

Dalla nebulizzazione al trattamento in linea

I ricercatori hanno studiato anche differenti tecnologie di distribuzione. In una delle prove, mirtilli raccolti commercialmente e collocati in casse di plastica sono stati organizzati su pallet, sottoposti a nebulizzazione con natamicina e conservati in cella frigorifera per quattro settimane.

Rispetto alla nebulizzazione con sola acqua, il trattamento ha ridotto significativamente la presenza di frutti marci. È emerso però un problema di uniformità: i mirtilli situati nella parte superiore del pallet hanno ricevuto una protezione maggiore rispetto a quelli degli strati intermedi e inferiori.

L’aumento del volume della soluzione e della durata della nebulizzazione ha migliorato i risultati, probabilmente grazie a una distribuzione più uniforme. L’efficacia del trattamento dipende quindi non soltanto dalla sostanza utilizzata, ma anche dalla capacità dell’impianto di raggiungere tutti i frutti presenti nel pallet.

Un’altra sperimentazione ha confrontato l’irrorazione convenzionale con un sistema di spruzzatura elettrostatica. Entrambi i metodi hanno ridotto i marciumi in misura simile, ma la tecnologia elettrostatica ha richiesto meno acqua. Secondo i ricercatori, questo sistema potrebbe essere integrato nelle linee di lavorazione e confezionamento.

Risultati positivi anche con l’acido peracetico

L’acido peracetico è stato testato su due cultivar, mediante irrorazione e immersione e a differenti concentrazioni. Il trattamento ha ridotto significativamente i marciumi post-raccolta, con un’efficacia generalmente maggiore all’aumentare della concentrazione.

Nelle condizioni sperimentali adottate, l’acido peracetico non ha compromesso in modo significativo né i parametri qualitativi né le caratteristiche sensoriali dei mirtilli. Per l’ARS rappresenta quindi un altro strumento potenzialmente utile per contenere le alterazioni e preservare la qualità del prodotto fresco.

Più problematiche sono risultate le prove con perossido di idrogeno ionizzato, applicato mediante nebulizzazione. La concentrazione più elevata ha ridotto i marciumi, ma ha provocato fitotossicità sui frutti; quella più bassa non ha danneggiato i mirtilli, ma non ha garantito un controllo efficace delle alterazioni. Alle dosi esaminate, il rapporto tra efficacia e sicurezza del trattamento è stato dunque insoddisfacente.

Meno ventilazione per limitare perdita di peso e raggrinzimento

Una parte della ricerca si è concentrata sulla perdita d’acqua, uno dei principali fattori di deprezzamento commerciale dei mirtilli durante conservazione e distribuzione. Riducendo la superficie delle aperture nelle confezioni clamshell, i ricercatori hanno ottenuto una diminuzione significativa della perdita di peso.

Le confezioni meno ventilate hanno inoltre prodotto una marcata riduzione del raggrinzimento e un aumento della consistenza dei frutti al termine della conservazione e della simulazione commerciale.

La ventilazione ridotta, tuttavia, deve essere gestita insieme al controllo dei marciumi. L’ARS indica come strategia efficace l’abbinamento tra confezioni con aperture ridotte e un trattamento antifungino applicato prima del confezionamento, come natamicina o anidride solforosa nelle condizioni autorizzate.

I rivestimenti alterano la pruina

Risultati meno favorevoli sono arrivati dai rivestimenti post-raccolta. Nessuno dei prodotti esaminati – chitosano, Semperfresh e caseinato di sodio – ha migliorato complessivamente i parametri qualitativi. Il chitosano ha mostrato un’azione inibitoria nei confronti dei marciumi, ma tutti i rivestimenti hanno rimosso parzialmente o completamente la pruina, modificando l’aspetto esterno del frutto.

Questo effetto non è secondario. Nelle prove sensoriali associate allo studio, una forte rimozione della pruina ha peggiorato la percezione dei mirtilli da parte dei consumatori. La ricerca conferma quindi il valore commerciale dello strato ceroso superficiale, che viene interpretato anche come indicatore di freschezza e di limitata manipolazione.

Trattamenti pre-raccolta: effetti limitati sui marciumi

Sul fronte pre-raccolta, l’ARS ha valutato sostanze capaci di stimolare i meccanismi naturali di resistenza della pianta. Benzotiadiazolo e silicato di potassio, applicati quattro volte durante la stagione, hanno ridotto i marciumi rispetto al controllo rispettivamente in una e in due delle tre annate di prova.

L’efficacia contro le patologie post-raccolta è stata quindi definita limitata e non costante. In due annate, però, entrambi i trattamenti hanno determinato un aumento dei solidi solubili e una riduzione dell’acidità titolabile. Secondo i ricercatori, potrebbero dunque avere un potenziale nella gestione della maturazione, più che nel controllo diretto dei marciumi.

Non hanno invece dato risultati utili gli antitraspiranti. Il trattamento Parka, formulato per integrare la cuticola dei frutti, non ha modificato la qualità post-raccolta delle due varietà esaminate. Vapor Gard ha invece inibito fortemente la maturazione. Il progetto non ha pertanto individuato un antitraspirante adatto all’impiego sui mirtilli.

Una strategia integrata per il post-raccolta

I risultati non indicano una singola soluzione capace di risolvere tutti i problemi della conservazione. Evidenziano piuttosto la possibilità di combinare diversi interventi: trattamento antifungino, distribuzione uniforme e a basso consumo d’acqua, corretta ventilazione delle confezioni e salvaguardia della pruina.

Prima dell’applicazione su scala commerciale restano da definire autorizzazioni, dosaggi, compatibilità con le linee di confezionamento e prestazioni sulle diverse cultivar. La ricerca dell’ARS-USDA mostra tuttavia come la gestione del post-raccolta possa contribuire ad ampliare la shelf life dei mirtilli, ridurre gli scarti e sostenere l’invio del prodotto verso mercati più lontani.

Image by Samuele Schirò from Pixabay

 Redazione 

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