10 apr 2026

Il mirtillo premium non nasce per caso: alla Berry Area il confronto su opportunità e strategie per la filiera

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Nel mercato dei mirtilli, la qualità non è più soltanto un elemento distintivo: sta diventando il principale fattore con cui si definiscono valore, posizionamento e marginalità. In questo scenario, la costruzione del segmento premium non è il risultato di una semplice operazione commerciale, ma di un percorso complesso che coinvolge l’intera filiera, dal breeding fino allo scaffale.

Box evento

Mirtillo premium Sekoya: le opportunità per produttori e consumatori

Data e orario: 22 aprile 2026 · 10:20-10:40

Luogo: Berry Area, Macfrut

Partecipanti: Marius Sponholz (Sekoya), Carlo Lingua (RK Growers), Erminio Colombini (SanLucar)

Moderazione: Thomas Drahorad (Italian Berry)

Proprio questi temi saranno al centro dell’incontro in programma alla Berry Area di Macfrut il 22 aprile 2026 dalle 10:20 alle 10:40, dal titolo “Mirtillo premium Sekoya: le opportunità per produttori e consumatori”. A confrontarsi saranno Marius Sponholz (Sekoya), Carlo Lingua (RK Growers) ed Erminio Colombini (SanLucar), moderati da Thomas Drahorad (Italian Berry).

Breeding e marketing avanzano insieme

Negli ultimi anni il miglioramento varietale ha accelerato in modo evidente. I breeder stanno introducendo varietà sempre più performanti, capaci di rispondere meglio sia alle esigenze produttive delle aziende agricole sia alle aspettative dei consumatori. Calibro più elevato, gusto più intenso, migliore consistenza, maggiore croccantezza, colore più attraente e una pruina ben conservata sono solo alcuni degli attributi che oggi contribuiscono a innalzare il profilo qualitativo della categoria.

Parallelamente, il marketing lavora a un passaggio altrettanto decisivo: definire che cosa significhi davvero “premium” nel caso dei mirtilli. Non si tratta solo di selezionare un frutto migliore, ma di costruire un segmento riconoscibile, coerente e valorizzabile sul mercato. In altre parole, il premium non è una qualità astratta: è un insieme di caratteristiche precise che devono essere individuate, sviluppate, comunicate e infine rese comprensibili al consumatore.

Come nasce il segmento premium

Il percorso di creazione del segmento premium si sviluppa lungo alcune direttrici fondamentali: la definizione delle caratteristiche distintive del prodotto, lo sviluppo varietale, la segmentazione del mercato e la costruzione di un’offerta premium credibile e sostenibile. Nessuno di questi passaggi può essere affrontato in modo isolato.

Il segmento premium nasce infatti dall’interazione tra i diversi attori della filiera: breeder, produttori, marketer e retailer. Ognuno porta esigenze specifiche e una propria visione del valore. Il breeder guarda alla genetica e alle performance varietali; il produttore alla resa, alla gestione agronomica e alla sostenibilità economica; il marketer alla differenziazione e alla costruzione di un’identità di prodotto; il retailer alla leggibilità dell’offerta, alla rotazione e alla soddisfazione del consumatore finale.

Una filiera da allineare

La direzione del percorso dipende quindi da un equilibrio complesso. Costruire un segmento premium significa trovare un compromesso tra interessi differenti, ma anche chiarire chi orienta davvero le scelte. Il peso relativo dei diversi attori nella filiera condiziona infatti le priorità: ci sono mercati in cui il retailer guida la definizione del premium, altri in cui il brand ha un ruolo determinante, altri ancora in cui è il breeder a influenzare l’evoluzione della categoria attraverso nuove varietà e nuovi standard qualitativi.

È proprio su questo terreno che il confronto previsto alla Berry Area assume un particolare interesse. L’incontro dedicato al mirtillo premium Sekoya offrirà infatti l’occasione per approfondire quale contributo specifico possano dare i diversi protagonisti della filiera per raggiungere un obiettivo comune: far crescere un segmento premium capace di creare valore sia per i produttori sia per i consumatori.

Il contributo dei diversi attori

Per i breeder, la sfida è sviluppare varietà che uniscano attrattività commerciale e affidabilità produttiva. Per i produttori, significa interpretare correttamente il potenziale genetico e garantire standard qualitativi costanti. Per marketer e retailer, il compito è tradurre queste qualità in una proposta chiara, differenziata e remunerativa, capace di giustificare un posizionamento superiore e di essere compresa dal consumatore.

Quando lo standard si alza, il premium cambia

C’è però un ulteriore elemento che rende il tema ancora più attuale. Il breeding, innalzando progressivamente la qualità media della categoria, sta spostando verso l’alto l’asticella generale del mercato. Questo significa che alcune caratteristiche oggi considerate distintive del premium potrebbero domani diventare lo standard minimo atteso. La conseguenza è rilevante: la distanza tra segmento standard e segmento premium rischia di ridursi, imponendo una ridefinizione continua dei criteri di differenziazione.

Per marketer e retailer, questo cambiamento apre interrogativi strategici di primo piano. Come rendere ancora visibile e credibile il premium se la qualità media complessiva della categoria continuerà a crescere? Quali elementi dovranno entrare nella nuova definizione di segmento superiore? Probabilmente non basterà più puntare soltanto su gusto, aspetto e consistenza. Diventeranno sempre più importanti anche la costanza dell’esperienza di consumo, la riconoscibilità varietale, il packaging, la sostenibilità e la capacità del brand di trasferire fiducia e valore.

Le case history come riferimento

Le case history di maggior successo nello sviluppo del segmento premium, siano esse legate a specifici mercati, retailer o brand, mostrano del resto alcuni tratti comuni: una proposta ben definita, una filiera allineata sugli obiettivi, standard qualitativi rigorosi, continuità di fornitura e una comunicazione capace di rendere percepibile il valore aggiunto. Il premium funziona quando non è solo dichiarato, ma riconosciuto e confermato nell’esperienza di acquisto e di consumo.

Un confronto strategico per il futuro della categoria

L’incontro del 22 aprile alla Berry Area si inserisce dunque in un dibattito cruciale per il futuro della categoria. Il mirtillo premium non è una semplice fascia di prezzo, ma un cantiere aperto in cui si intrecciano innovazione genetica, strategie di marketing, posizionamento commerciale e aspettative del consumatore. Capire come governare questo processo sarà decisivo per accompagnare la crescita della categoria nei prossimi anni.


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