24 apr 2026

Blueberry Life Cycle Assessment: il progetto USA che misura la sostenibilità dei mirtilli

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Misurare la sostenibilità non è più soltanto un esercizio teorico o reputazionale. Per il settore del mirtillo, sempre più esposto alle richieste della distribuzione, dei clienti e dei mercati internazionali, significa dotarsi di numeri, parametri e riferimenti credibili. È in questa direzione che si muove il nuovo Blueberry Life Cycle Assessment (LCA), il progetto lanciato dalla USHBC BerrySmart Sustainability Task Force insieme ai ricercatori della University of California, Davis.

L’iniziativa ha un obiettivo preciso: costruire una baseline nazionale sulla sostenibilità della coltivazione del mirtillo negli Stati Uniti, partendo dai dati raccolti direttamente nelle aziende agricole. Non quindi una narrazione astratta, ma una misurazione basata sulle pratiche reali adottate in campo. Il traguardo è duplice: da un lato fornire all’industria elementi solidi per sostenere claim di marketing credibili; dall’altro individuare con maggiore chiarezza le aree in cui concentrare ricerca, innovazione e strategie di mitigazione ambientale.

Una fotografia tecnica della produzione

Il questionario è costruito per raccogliere informazioni dettagliate sull’appezzamento o sull’area di produzione ritenuta più rappresentativa dall’azienda. Ai coltivatori viene chiesto di fornire dati effettivi, oppure stime attendibili per la stagione successiva, su una serie di parametri che coprono l’intero ciclo produttivo.

Tra i primi elementi rilevati ci sono le informazioni strutturali: superficie coltivata, varietà, densità di impianto e rese annue stimate. Da qui si passa alla gestione nutrizionale, con dati su quantità e modalità di distribuzione di azoto, fosforo, potassio, compost e altri ammendanti, così da valutare l’efficienza d’uso dei nutrienti.

Un capitolo importante riguarda i consumi energetici. Il progetto chiede di stimare l’impiego annuo di diesel, benzina ed elettricità, distinguendo i diversi utilizzi aziendali: raccolta, sfalcio, trattamenti, pompaggio e altre operazioni. Allo stesso tempo viene rilevata anche l’eventuale presenza di fonti rinnovabili, ad esempio pannelli solari utilizzati per alimentare le pompe irrigue.

Non meno rilevante è la sezione dedicata alla gestione delle potature. Gli organizzatori vogliono capire se il materiale legnoso viene cippato, compostato, reimpiegato come pacciamatura o destinato ad altre soluzioni, anche per stimare il possibile contributo in termini di ritorno del carbonio al suolo.

Acqua, cover crops e difesa: la sostenibilità entra nel dettaglio

Il tema dell’irrigazione è affrontato in modo particolarmente approfondito. Il sondaggio raccoglie informazioni sui mesi di utilizzo, sui sistemi adottati, come ala gocciolante o irrigazione soprachioma, sulle fonti idriche impiegate e sulle pratiche di pompaggio, distinguendo anche tra disponibilità di acque superficiali e sotterranee in annate più secche o più piovose. L’obiettivo è arrivare a una valutazione comparabile dell’efficienza idrica.

Un’altra area tecnica è quella delle cover crops. Il progetto prende in esame l’uso di graminacee, leguminose o altre colture di copertura e ne collega l’impiego agli obiettivi dichiarati dall’azienda: contenimento dell’erosione, miglioramento della fertilità e della struttura del suolo, sequestro del carbonio, supporto alla biodiversità e creazione di habitat per gli impollinatori.

La rilevazione entra poi nel merito della gestione integrata dei parassiti (IPM), raccogliendo dati sui fitofagi bersaglio, sulle attrezzature di irrorazione e sulle strategie adottate per ridurre l’impatto della difesa. Tra queste rientrano siepi per favorire gli insetti utili, sistemi di trappolaggio, controllo delle infestanti e applicazione di prodotti selettivi solo quando vengono superate soglie economiche di intervento.

Riservatezza e valore per il settore

Uno dei punti su cui gli organizzatori insistono maggiormente è la privacy. La partecipazione è volontaria e le singole risposte resteranno confidenziali: potranno essere consultate solo dai ricercatori della University of California, Davis e dallo staff autorizzato. I risultati finali saranno diffusi soltanto in forma aggregata, per esempio per stato o per contea.

Allo stesso tempo viene chiarito che il progetto non è collegato ad attività di controllo o a finalità regolatorie. L’intento dichiarato è esclusivamente quello di creare valore per l’industria del mirtillo, offrendo una base tecnica utile a raccontare con più precisione e autorevolezza la sostenibilità del comparto.

Perché la partecipazione conta

La raccolta di dati primari di questa qualità richiede inevitabilmente tempo e collaborazione da parte delle aziende. Per questo i promotori del progetto precisano che, dove non siano disponibili dati puntuali, sono accettate anche le migliori stime disponibili, purché attendibili. È previsto inoltre un supporto diretto per accompagnare i produttori nella compilazione del questionario.

Il punto, però, è più ampio. Più elevata sarà la partecipazione, più il quadro finale riuscirà a rappresentare la reale varietà dei modelli produttivi presenti nel settore americano del mirtillo. In altre parole, la qualità del risultato dipenderà dalla capacità dell’industria di mettere a sistema la propria esperienza agronomica, energetica, idrica e ambientale in una base dati condivisa.

Per il comparto si tratta di un passaggio strategico. In una fase in cui la sostenibilità è sempre più spesso richiesta come prerequisito commerciale, disporre di una valutazione LCA costruita su dati aziendali può fare la differenza non solo sul piano della comunicazione, ma anche su quello della credibilità tecnica. Per i produttori di mirtilli, il progetto promosso da USHBC e UCD non rappresenta quindi solo un’indagine, ma un tentativo concreto di tradurre in metriche verificabili ciò che molte aziende stanno già facendo in campo.

In questo senso, il Blueberry Life Cycle Assessment non si limita a misurare l’impatto ambientale della coltivazione: prova anche a definire un linguaggio comune con cui il settore possa presentarsi al mercato, valorizzare i progressi già compiuti e individuare con maggiore precisione dove intervenire per migliorare ancora.


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