Cranberry: storia, caratteristiche e curiosità del re delle bacche USA

Il cranberry è il piccolo frutto più coltivato negli Stati Uniti. Con una tradizione pluricentenaria, fa ormai parte della vita e della cultura americana a tutti gli effetti, diventando parte integrante di eventi, campagne pubblicitarie e ricette, tra cui quelle iconiche del Thanksgiving Day.

Origine

I più antichi ritrovamenti di piante di cranberry americano (Vaccinium macrocarpon) sono localizzati nella parte nord del continente americano. Secondo l’Università del Massachusetts, originariamente si estendeva in zone con clima temperato, dalla costa nord-est alla parte centro nord degli Stati Uniti e nella parte sud-est e centro sud dello stato canadese.

Luogo di origine e di sviluppo dei cranberries negli Stati Uniti.
Luogo di origine e di sviluppo dei cranberries negli Stati Uniti.

Pare infatti che secoli fa il disgelo dei ghiacciai presenti in quell’area contribuì a creare diverse zone cave all’interno delle quali si sviluppò un ambiente paludoso ideale per la diffusione e lo sviluppo della pianta del cranberry. Secondo la Cape Cod Cranberry Growers Association (CCCGA), le popolazioni autoctone erano solite consumare e lavorare i cranberries secondo diverse esigenze, a partire da quelle alimentari, sino ad arrivare a quelle officinali e rituali.

Tuttavia la prima coltivazione risale al 1816, quando il Capitano Henry Hall – veterano di guerra – notò come le coltivazioni di cranberry ottenessero benefici se cosparse di sabbia durante il periodo di crescita. La nozione di questa tecnica si espanse in breve tempo, allargando notevolmente il territorio utilizzato per la crescita e la coltivazione della pianta. Già nel 1871, infatti, nacque la prima associazione e, ad oggi, si contano più di 40’000 acri (n.d.t pari a 16’187,426 ettari) coltivati solo sul suolo statunitense.

Diffusione

Grafico della percentuale di produzione di cranberries dei diversi continenti.

Ad oggi la diffusione delle coltivazioni di cranberry si situa in diverse parti del mondo, a partire dagli stati del Nord America, in Cile, nella zona meridionale del Canada, sino a Europa, Asia e Africa. Tuttavia, sebbene le coltivazioni si estendano ben oltre il suolo statunitense, la percentuale di produzione rilevata nei paesi europei, asiatici e africani raggiunge cifre esigue, rispettivamente 2,7% (Asia), 1,1% (Europa), sino ad un approssimato 0% (Africa). La quasi restante totalità di 96,2% viene prodotta ed esportata sul mercato dagli Stati Uniti principalmente nella parte nord del continente.

Stati americani produttori di cranberries. Foto di US Cranberries.
Stati americani produttori di cranberries. Foto di US Cranberries.
Grafico degli acri di piantagioni di cranberries negli Stati Uniti.
Grafico degli acri di piantagioni di cranberries negli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da US Cranberries, il solo stato del Wisconsin è responsabile del 61% della produzione statunitense, seguito dal Massachusetts con il 26%. Il restante 13% della produzione è infine condiviso dai restanti Stati e, complessivamente, contribuiscono a coprire un’area di coltivazione che, negli ultimi dieci anni, si attesta oltre i 40’000 acri totali.

AnnoSuperficie in produzione
(ettari)
201216.308
201316.996
201416.430
201516.753
201616.794
201716.571
201816.511
201917.077
202016.590
202116.266
Dati sulla superficie delle coltivazioni di cranberry negli USA nel 2021.

Da questa estensione territoriale è stata rilevata nel 2021 una produzione totale che va oltre i 6,5 milioni di barili (un barile pari a 115kg, ovvero più di 770’966 tonnellate) ai quali vanno aggiunti 1,8 milioni di barili acquistati dal mercato estero (pari al 22% della produzione interna). Questa valutazione risulta comunque minore rispetto agli anni precedenti. Infatti, nel 2016, la produzione ammontava oltre i 9 milioni di barili, costituendo pertanto un calo del 27% ca. in cinque anni.

DistrettoProduzione 2021 (in barrels)
Massachusetts, Rhode Island, Connecticut1.586.555
New Jersey570.315
Wisconsin, Michigan, Minnesota3.901.659
Oregon488.030
Washington157.499
Produzione totale6.704.058
Acquisti dall’estero1.860.046
% di prodotto estero22
Cranberry: produzione in barili (equivalenti a 95.47 litri), 2021 (USA).

Per quanto riguarda la produzione europea, invece, la maggior parte di essa interessa la zona Est del continente. Tra i primi produttori figurano Paesi come l’Ucraina, la Lettonia, la Romania e la Bielorussia che, tra gli altri, è quella che nel 2013 ha riportato di gran lunga la maggior estensione di territorio coltivato.

https://www.researchgate.net/figure/Area-harvested-of-cranberries-in-Europe-2013-2017-ha-Source-Food-2019_fig3_334392888
Area di sviluppo delle maggiori coltivazioni di cranberry in Europa tra il 2013 e il 2017. Fonte: Food, 2019.

Caratteristiche

La pianta di cranberry si presenta come una pianta strisciante con steli che vanno dai 30 ai 180 cm e che contribuiscono a formare una folto tappeto nel luogo di crescita. Durante il periodo di sviluppo la pianta presenta un fogliame di colore verde, con sfumature rosse durante il periodo di quiescenza.

Pianta di cranberry. Foto di CCCGA.
Pianta di cranberry. Foto di CCCGA.

Poichè sviluppatasi in terreni acquitrinosi, la pianta di cranberry si è adattata alle condizioni di tali terreni, beneficiando dei nutrimenti e delle condizioni umide di un terreno paludoso. La presenza di acqua permette il deposito di materia organica, alla quale si aggiungono strati sabbiosi (ogni 2-5 anni) con lo scopo di promuovere e rafforzare la produttività della pianta. Pertanto, l’ecosistema che circonda le coltivazioni di cranberry prende il nome di bogs (paludi).

Sezione di terreno in cui cresce la pianta di cranberry.
Sezione di terreno in cui cresce la pianta di cranberry.

Tuttavia, come nota uno studio dell’Università del Massachusetts, sebbene le caratteristiche di un terreno paludoso siano funzionali al corretto sviluppo della pianta, durante il ciclo di coltivazione – che va da maggio sino ad ottobre dell’anno seguente – queste condizioni si incontrano solo durante il periodo di quiescenza – dal periodo autunnale sino a quello primaverile- e, eventualmente, durante il periodo di raccolta – da settembre a fine ottobre. Nel periodo di maggiore sviluppo, infatti, un terreno asciutto permette alle radici della pianta di stabilizzarsi e crescere nel modo più corretto.

Il cranberry è caratterizzato da una grande biodiversità. Ad oggi, infatti, si contano più di un centinaio di varietà. Le principali e più diffuse, tuttavia, si identificano con la Vaccinium macrocarpon, ossia quella autoctona americana e la Vaccinium Oxycoccus, ossia quella europea. Quest’ultima differisce da quella americana per una serie di fattori, tra i quali la forma delle foglie – più triangolari – lo stelo – con presenza di tricomi – e la dimensione del frutto, che può risultare, nella maggior parte dei casi, di dimensioni minori.

Raccolta

Il periodo di raccolta del cranberry inizia a settembre ed entra nel suo pieno nel mese di ottobre. In particolare esistono due tecniche di raccolta, chiamate raccolta a secco e raccolta in acqua.

raccolta a secco (dry Harvest)

Con la raccolta a secco il cranberry viene raccolto direttamente tramite una macchina dalle fattezze simili ad un tagliaerba (dry harvest). Nella parte anteriore un componente meccanico simile ad un pettine si occupa di staccare le bacche direttamente dalla pianta, le quali terminano direttamente all’interno di sacchi posti sul retro della macchina tramite un insieme di cingoli.

Dry harvest di cranberries. Fonte: Massachusetts Cranberries.

raccolta in acqua (Wet harvest)

Campo di cranberry durante la raccolta in acqua.
Campo di cranberry durante la raccolta in acqua.

Con la raccolta in acqua, al contrario delle condizioni asciutte del terreno, viene effettuato un vero e proprio allagamento del sito di raccolta (wet harvest). La notte prima, infatti, il livello dell’acqua viene portato a circa 50cm di altezza. In seguito, si staccano meccanicamente i frutti dalle piante, i quali, grazie alle cavità interne, sono in grado di galleggiare sul livello dell’acqua. Questi, poi, sono raccolti, caricati sui camion e spediti ai differenti centri di lavorazione.

Salute

Mangiare cranberry, anche quotidianamente, fornisce notevoli benefici alla salute. Secondo l’associazione amercianna dei produttori di cranberry (CCCGA), queste bacche contengono molteplici sostanze nutritive tra cui le proantocianidine, importanti antiossidanti che apportano diversi benefici alla salute. Tra questi figurano:

  • Riduzione delle infezioni
  • Promozione della salute cardiovascolare
  • Protezione del tratto urinario
  • Riduzione delle infiammazioni associate a malattie croniche e all’invecchiamento
  • Supporto dell’apparato digerente

Inoltre, nei cranberries si troverebbero anche ulteriori sostanze fitochimiche e probiotiche, la cui funzione, assieme a quella degli antociani, è proprio quella antiossidante. Ancora, oltre ad avere un notevole apporto calorico, studi hanno confermato che consumare cranberries quotidianamente – persino in quantità minime – sia una sana abitudine in grado di migliorare la condizione fisica di ognuno di noi.

Quantità consigliate di cranberry per ottenere benefici alla salute.
Quantità consigliate di cranberry per ottenere benefici alla salute.

I cranberry nella tradizione americana

A pochi anni dalle prime coltivazioni il cranberry si è affermato nel mercato USA come un prodotto versatile, sponsorizzato, venduto ed utilizzato in campo gastronomico in maniera estensiva. Dal 1912, ad esempio, i cranberry considerati difettosi (cioè non vendibili al dettaglio) sono stati trasformati in una pratica gelatina in scatola, utile per uno spuntino o per le ricette più disparate.

Gelatina di cranberry.
Gelatina di cranberry.

Impossibile non citare l’iconico Thanksgiving Day, al quale da secoli viene associata la presenza del cranberry. Questa bacca viene infatti consumata sia sola che come condimento per tutte le portate e le pietanze della festività, tra cui l’immancabile tacchino.

Popolarità

Negli Stati Uniti il cranberry non viene solo considerato come il frutto ‘americano’. Al contrario, la popolarità e la visibilità che ha ottenuto durante gli anni hanno permesso ad associazioni e produttori di operare notevoli campagne pubblicitarie a favore di eventi dediti alla promozione di questo piccolo frutto. Ad esempio, viene incentivata la visita presso aziende, coltivazioni e luoghi di lavorazione del prodotto, con veri e propri tour organizzati in grado di consentire – ad esperti del settore o meno – la possibilità di osservare e vivere appieno l’esperienza della coltivazione e della raccolta.

In più, diverse associazioni, siti ed enti si occupano di promuovere una sempre più ricca campagna di promozione del prodotto legata alla sfera culinaria, fornendo lezioni, rubriche, ricette e e-book per ampliare la conoscenza e l’utilizzo di questo piccolo frutto all’interno della nostra dieta.

Video di CCCGA.
Foto di Cranberry Institute.

Foto: fahrwasser on Freepik.


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