La coltivazione del mirtillo precoce in tunnel può anticipare la raccolta, aumentare le rese e migliorare alcune caratteristiche qualitative dei frutti. È quanto emerge da una prova condotta dalla Auburn University a Tallassee, nell’Alabama centrale, mettendo a confronto 15 cultivar allevate in pieno campo e sotto tunnel.
La sperimentazione assume particolare interesse perché si è svolta nella zona climatica USDA 8b, caratterizzata da inverni miti e da estati lunghe e calde. Sono condizioni generalmente favorevoli alla coltivazione di varietà Rabbiteye e Southern Highbush, ma nelle quali le gelate primaverili rappresentano uno dei principali fattori di rischio, soprattutto per le cultivar a fioritura e maturazione precoci.
I risultati mostrano che il tunnel, se affiancato da adeguati sistemi di riscaldamento e ventilazione, può diventare non soltanto una protezione contro il freddo, ma anche uno strumento per anticipare la finestra commerciale del mirtillo.
Quindici cultivar a confronto
La prova è stata realizzata presso l’unità sperimentale E.V. Smith Plant Breeding Unit di Tallassee. Gli appezzamenti sono stati preparati nel gennaio 2022, portando il terreno a un pH di circa 4,8 e incorporando corteccia di pino. Le piante sono state messe a dimora nel marzo dello stesso anno su aiuole rialzate, successivamente coperte con telo pacciamante nero.
I ricercatori James Spiers, Marlee Trandel-Hayse e Lucas Speer, del Dipartimento di orticoltura della Auburn University, hanno valutato le cultivar Southern Highbush Arcadia, Avanti, Bluecrisp, Chickadee, Colossus, Farthing, Gumbo, Indigocrisp, Keecrisp, Legacy, Meadowlark, New Hanover e Optimus, insieme alle due varietà Rabbiteye Krewer e Titan.
Bluecrisp e Colossus erano rappresentate da piante più giovani e di dimensioni inferiori rispetto alle altre cultivar, un elemento da considerare nell’interpretazione dei risultati produttivi.
La sperimentazione comprendeva due sistemi di coltivazione: pieno campo e tunnel. Il tunnel misurava 9,1 metri di larghezza, 29,3 metri di lunghezza e 4,3 metri di altezza. Per ciascun ambiente erano presenti 120 piante, per un totale di 240, distribuite secondo un disegno sperimentale a blocchi randomizzati con otto repliche.
Il tunnel da solo non basta contro le gelate
Una prima indicazione importante riguarda la protezione termica. Durante una gelata verificatasi il 15 marzo 2023, il tunnel non è riuscito da solo a mantenere una temperatura sufficiente a evitare i danni da freddo. Per il successivo evento del 20 marzo sono quindi stati introdotti due riscaldatori portatili a propano, che hanno assicurato una protezione adeguata.
Negli anni successivi il sistema è stato ulteriormente perfezionato, collocando dietro ogni riscaldatore un ventilatore per favorire la circolazione dell’aria calda. I lati del tunnel sono rimasti aperti durante l’anno e sono stati chiusi soltanto in occasione delle gelate.
La prova dimostra quindi che, nelle condizioni climatiche dell’Alabama centrale, la copertura non garantisce automaticamente una protezione sufficiente. Il controllo delle gelate richiede un sistema integrato formato da chiusura del tunnel, riscaldamento e ventilazione.
Rese superiori del 30% nel 2024 e del 15% nel 2025
All’interno del tunnel sono state rilevate temperature dell’aria e del terreno complessivamente superiori di 0,2-1 °C rispetto al pieno campo, mentre la radiazione fotosinteticamente attiva è risultata inferiore. Le temperature minime registrate durante le gelate, tuttavia, erano simili nei due ambienti quando non venivano utilizzati i riscaldatori.
Nonostante la maggiore precocità delle cultivar considerate, nel 2024 e nel 2025 non si sono verificati gravi danni primaverili in pieno campo. È stato quindi possibile confrontare i due sistemi senza che i risultati fossero fortemente condizionati dal gelo.
Le rese complessive sono risultate superiori sotto tunnel in entrambe le annate: circa il 30% in più nel 2024 e il 15% in più nel 2025. L’effetto non è stato però uniforme per tutte le cultivar, a conferma dell’importanza dell’interazione tra genetica, ambiente e sistema di coltivazione.
Optimus ha fornito uno dei risultati più evidenti, passando da 2.255 grammi per pianta in pieno campo a 3.508 grammi sotto tunnel nel 2024 e da 3.329 a 5.054 grammi per pianta nel 2025. Anche Keecrisp ha mostrato un vantaggio costante, con 3.024 grammi sotto tunnel contro 1.937 in campo nel 2024 e 3.358 contro 2.092 grammi nel 2025.
Tra le cultivar che hanno risposto positivamente al tunnel figurano anche Indigocrisp, Titan, Meadowlark, Chickadee, Bluecrisp e Farthing. Krewer ha raggiunto 3.300 grammi per pianta sotto tunnel nel 2024, rispetto a soli 988 grammi in campo, mentre nel 2025 ha ottenuto una resa maggiore in pieno campo.
Tavola 1. Produzione totale stagionale stimata (g per pianta) di 15 cultivar di mirtillo coltivate in pieno campo e sotto tunnel nelle stagioni 2024 e 2025. I valori delle celle rappresentano le medie dei minimi quadrati, calcolate per ciascuna cultivar mediante un modello PROC GLIMMIX a due fattori (anno × ambiente), applicato alle produzioni stagionali complessive per pianta (n = 8 piante per cella). I valori in grassetto indicano, per ciascun anno, l’ambiente con la resa più elevata. I valori p di tipo III derivano dal modello misto applicato a ciascuna cultivar.
| Cultivar | 2024 Campo aperto | 2024 Tunnel | 2025 Campo aperto | 2025 Tunnel |
|---|---|---|---|---|
| Gumbo | 2,727 | 3,362 | 3,975 | 4,222 |
| Optimus | 2,255 | 3,508 | 3,329 | 5,054 |
| Krewer | 988 | 3,300 | 4,503 | 4,030 |
| Arcadia | 2,698 | 2,019 | 3,763 | 3,724 |
| New Hanover | 2,393 | 2,525 | 4,253 | 2,969 |
| Indigocrisp | 1,941 | 2,260 | 2,417 | 3,812 |
| Keecrisp | 1,937 | 3,024 | 2,092 | 3,358 |
| Avanti | 1,758 | 3,112 | 2,214 | 2,344 |
| Legacy | 1,241 | 1,646 | 3,693 | 2,788 |
| Titan | 615 | 1,874 | 2,023 | 2,976 |
| Meadowlark | 923 | 1,458 | 1,859 | 2,745 |
| Chickadee | 1,512 | 2,164 | 1,085 | 1,488 |
| Bluecrisp | 757 | 1,449 | 1,582 | 2,090 |
| Farthing | 1,153 | 1,424 | 743 | 1,936 |
| Colossus | 460 | 161 | 791 | 556 |
La raccolta si sposta da maggio ad aprile
Uno dei risultati più rilevanti riguarda l’anticipo fenologico. Sotto tunnel sia la fioritura sia la raccolta sono iniziate prima. Arcadia, Avanti, Chickadee, Indigocrisp, Meadowlark e Optimus hanno fornito produzioni consistenti già in aprile in entrambe le annate.
Per le stesse cultivar, in pieno campo il picco produttivo è stato invece raggiunto nel mese di maggio, con rese molto limitate o assenti in aprile. Il tunnel ha quindi determinato un effettivo spostamento della finestra di raccolta, con potenziali vantaggi nei mercati che riconoscono un premio alle produzioni precoci.
Nel 2024 Krewer, Gumbo, Avanti e Optimus sono risultate tra le cultivar più produttive sotto tunnel. Nel 2025 le rese maggiori nello stesso ambiente sono state ottenute da Optimus, Gumbo, Indigocrisp, Arcadia e Krewer.
In pieno campo, Gumbo, New Hanover, Optimus e Arcadia si sono collocate tra le più produttive nel 2024. Nel 2025 i risultati migliori sono stati raggiunti da Gumbo, Krewer, New Hanover, Legacy e Arcadia.
Frutti più grandi e meno spaccature
Il peso medio dei frutti è risultato generalmente superiore sotto tunnel per quasi tutte le cultivar e in entrambe le annate. Il contenuto in solidi solubili, utilizzato come indicatore della concentrazione zuccherina, è rimasto invece sostanzialmente simile nei due ambienti.
La copertura dalla pioggia ha inoltre ridotto sensibilmente la presenza di frutti spaccati rispetto al pieno campo. Secondo i ricercatori, questo effetto può tradursi in una minore incidenza degli scarti e dei problemi di marciume associati alle precipitazioni.
Non sono stati osservati i fenomeni di stress termico estivo inizialmente temuti. A questo risultato ha probabilmente contribuito la gestione del tunnel, mantenuto aperto lateralmente per la maggior parte dell’anno.
Optimus e Arcadia per la precocità, Gumbo per il pieno campo
Optimus e Arcadia si sono distinte per la raccolta particolarmente precoce e per le buone rese ottenute sia sotto tunnel sia in pieno campo, negli anni in cui non si sono verificate forti gelate primaverili.
Le cultivar a fioritura più tardiva hanno invece mostrato una maggiore adattabilità al pieno campo. Tra queste, Gumbo viene indicata dai ricercatori come la scelta più interessante per ottenere buone produzioni nel mese di maggio.
Indigocrisp, Keecrisp e Bluecrisp si sono distinte per la consistenza soda e “croccante” del frutto, una caratteristica apprezzata da produttori e consumatori. Secondo gli autori, questo profilo potrebbe renderle adatte anche alla raccolta meccanica e a una maggiore conservabilità post-raccolta. Le tre cultivar hanno ottenuto buoni risultati sotto tunnel e prestazioni pari o superiori alla media anche in campo.
La sostenibilità economica dipende dal mercato
Il principale interrogativo riguarda la convenienza economica del sistema. I tunnel richiedono un investimento iniziale significativo, al quale devono aggiungersi i costi dei riscaldatori, dei ventilatori e della gestione energetica durante gli eventi di gelo.
In compenso, la struttura offre una forma di assicurazione produttiva contro le gelate e può generare rese maggiori, frutti di pezzatura superiore, meno scarti dovuti a spaccature e marciumi e, soprattutto, una produzione più precoce.
La convenienza deve quindi essere valutata in funzione della scala aziendale, della frequenza degli eventi climatici avversi e della capacità del mercato di remunerare il prodotto raccolto in anticipo.
I risultati vanno letti nel contesto della zona USDA 8b di Tallassee. Questa classificazione descrive principalmente le temperature minime invernali e non esaurisce tutti gli aspetti del clima locale. Tuttavia, la combinazione tra inverni miti, estati lunghe e calde e rischio di gelate tardive rende la prova particolarmente indicativa per gli areali in cui la coltivazione di Southern Highbush molto precoci può offrire opportunità commerciali, ma richiede sistemi affidabili di protezione primaverile.
Fonte: Southern Region Small Fruits Consortium

