10 ago 2026

Rabobank: la domanda globale di berries continuerà a crescere nonostante l’incertezza

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Tariffe, cambi e costi produttivi complicano le decisioni delle imprese, ma importazioni, salute e disponibilità annuale sosterranno ancora i consumi.

La domanda mondiale di berries è destinata a proseguire il proprio percorso di crescita, nonostante un contesto economico e commerciale caratterizzato da una crescente incertezza. A sostenerlo è David Magaña, Senior Analyst di Rabobank, intervenuto alla sedicesima edizione dell’Aneberries International Congress, svoltasi a fine luglio a Guadalajara, in Messico.

Secondo l’analista, fattori esterni come dazi, guerre commerciali e incertezze sul futuro dell’accordo USMCA tra Stati Uniti, Messico e Canada stanno rendendo sempre più difficile la pianificazione di lungo periodo per produttori ed esportatori.

Le decisioni di investimento dipendono oggi da numerose variabili, tra cui tassi di interesse, inflazione, andamento dei cambi e fiducia dei consumatori. La crescita della domanda, quindi, non elimina i rischi per le imprese, chiamate a operare in condizioni finanziarie e commerciali meno prevedibili.

Il cambio penalizza la competitività del Messico

Tra i fattori che incidono maggiormente sulla competitività delle esportazioni messicane figura il deprezzamento del dollaro rispetto alle altre valute.

Per gli esportatori, questa dinamica produce un effetto paragonabile a quello di un dazio indiretto: riduce i ricavi convertiti in valuta locale e, contemporaneamente, rende più pesanti i costi di produzione.

A questa pressione si aggiungono i rincari di fertilizzanti, energia e altri mezzi tecnici, destinati secondo Rabobank a rimanere una criticità finché persisterà l’instabilità internazionale.

Gli Stati Uniti dipendono sempre più dalle importazioni

Nonostante il quadro complesso, gli Stati Uniti continuano ad avere bisogno di volumi crescenti di prodotto estero per soddisfare il mercato dei berries freschi.

Per mirtilli, lamponi e more, una quota significativa dei consumi viene infatti coperta attraverso le importazioni, indispensabili per assicurare una presenza continuativa sugli scaffali.

«Il consumatore statunitense non accetta più la stagionalità. Oggi si aspetta di trovare frutta fresca dodici mesi all’anno e questo mantiene una forte dipendenza dalle importazioni», ha spiegato Magaña.

La disponibilità annuale è quindi diventata una condizione strutturale del mercato, capace di sostenere i flussi internazionali anche in presenza di tensioni geopolitiche e commerciali.

Mirtillo in crescita, più spazio per l’Europa

Il mirtillo rimane la categoria con il maggiore potenziale di crescita dei consumi a livello globale. Verso la fine del decennio, secondo le previsioni presentate da Rabobank, l’Europa dovrebbe acquisire maggiore importanza come destinazione delle esportazioni.

Parallelamente, l’Asia sta diventando un mercato sempre più rilevante. In particolare, la Cina sta aumentando rapidamente sia la produzione interna sia il consumo di mirtilli, contribuendo a modificare gli equilibri mondiali della categoria.

Per i Paesi esportatori, la crescita europea e asiatica potrebbe offrire nuove opportunità di diversificazione, riducendo almeno in parte la dipendenza dal mercato nordamericano.

Salute e farmaci GLP-1 modificano gli acquisti

Negli Stati Uniti la domanda di frutta fresca beneficia inoltre della crescente attenzione verso salute e benessere. I programmi pubblici per promuovere un’alimentazione più equilibrata e la diffusione dei farmaci GLP-1 per il controllo del peso stanno orientando gli acquisti verso alimenti caratterizzati da un buon profilo nutrizionale e da un maggiore contenuto di fibre.

I berries possono beneficiare di questa evoluzione grazie alla loro immagine salutistica, ma il mercato statunitense presenta una crescente polarizzazione.

Le famiglie con redditi più elevati acquistano prodotti premium, mentre una parte consistente dei consumatori ricerca soprattutto convenienza. Di conseguenza, si restringe lo spazio commerciale per le proposte di fascia intermedia, che rischiano di non distinguersi né per qualità percepita né per prezzo.

Fragole solide, pressione sui margini di lamponi e more

Le fragole messicane continuano a registrare una domanda sostenuta negli Stati Uniti, pur dovendo affrontare le incertezze legate alle indagini antidumping.

Per lamponi e more, invece, i volumi commercializzati risultano in crescita, ma i prezzi internazionali sono rimasti sostanzialmente fermi. Questa combinazione sta comprimendo la redditività dei produttori, alle prese con costi crescenti e condizioni valutarie meno favorevoli.

L’aumento dei consumi, pertanto, non si traduce automaticamente in un miglioramento dei risultati economici lungo la filiera.

La priorità diventa la competitività

Secondo Magaña, la sfida principale per il settore non sarà più soltanto stimolare la domanda, ma riuscire a soddisfarla preservando la competitività.

Per farlo saranno necessari maggiore efficienza produttiva, innovazione, controllo dei costi e qualità costante. In un mercato sempre più globale, il consumatore si aspetta infatti un’esperienza uniforme indipendentemente dalla stagione, dall’origine e dal momento dell’acquisto.

«L’opportunità esiste ancora, soprattutto per il Messico. A fare la differenza sarà la capacità di offrire un’esperienza di consumo uniforme, con frutta di alta qualità ogni giorno dell’anno», ha concluso l’analista di Rabobank.

Per le imprese del settore, il messaggio è chiaro: la crescita strutturale della domanda rimane un elemento favorevole, ma il valore potrà essere intercettato soltanto da filiere capaci di unire continuità dell’offerta, efficienza e affidabilità qualitativa.

Fonte: FreshFruitPortal


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