13 ago 2026

Prezzi dei mirtilli in Polonia: la soglia è 20 PLN/kg, pari a 4,65 €/kg

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Un sondaggio condotto a luglio evidenzia una forte convergenza sui livelli di prezzo ritenuti adeguati. Raccolta e manodopera pesano sempre di più sui costi.


Quale prezzo consente a un’azienda polacca produttrice di mirtilli di coprire i costi, affrontare i rischi della coltivazione e continuare a investire? Secondo un sondaggio condotto a luglio tra i lettori e i sostenitori del sito della Conferenza sui mirtilli, la risposta più frequente è 20 PLN/kg (circa 4,65 €/kg).

Il dato non rappresenta una previsione sull’andamento del mercato, ma esprime il livello di prezzo considerato accettabile dai produttori sulla base della struttura dei costi e delle esigenze economiche delle aziende agricole.

Vendite difficili e prezzi sotto pressione

Il confronto si è sviluppato nel corso di una stagione caratterizzata, secondo numerose testimonianze raccolte online, da difficoltà nella commercializzazione, minore interesse da parte degli acquirenti e una rapida riduzione dei prezzi durante il periodo di massima offerta.

Un articolo pubblicato da Jagodnik.pl sulla situazione del mercato ha generato decine di commenti da parte di coltivatori di diverse regioni della Polonia. Pur in presenza di esperienze aziendali differenti, dal dibattito sono emersi alcuni elementi ricorrenti.

I produttori hanno segnalato soprattutto la difficoltà di collocare il prodotto presso gli acquirenti e la notevole distanza tra prezzi alla produzione e prezzi al dettaglio. Un’altra considerazione riguarda l’evoluzione del mercato: produrre frutta di qualità elevata rimane essenziale, ma non è più sufficiente, da solo, a garantire un risultato economico soddisfacente.

Alcuni operatori interpretano queste difficoltà anche come una conseguenza della forte espansione degli impianti avvenuta negli ultimi anni, quando il mirtillo figurava tra le colture frutticole considerate più redditizie.

Il livello più condiviso è 20 PLN/kg, pari a circa 4,65 €/kg

Alla domanda su quale prezzo al chilogrammo sarebbe soddisfacente e permetterebbe una produzione redditizia, le risposte hanno mostrato una significativa convergenza.

La soglia citata più frequentemente è stata 20 PLN/kg (circa 4,65 €/kg). Secondo la maggioranza dei partecipanti, questo livello consentirebbe di coprire i costi, assicurare la continuità dell’attività e conservare risorse per eventuali investimenti.

Dal sondaggio sono emerse anche altre indicazioni:

  • 18 PLN/kg (circa 4,19 €/kg) come livello minimo di redditività;

  • 23–25 PLN/kg (circa 5,35–5,82 €/kg) come fascia capace di generare un reddito ritenuto soddisfacente;

  • 30–40 PLN/kg (circa 6,98–9,30 €/kg) per i mirtilli biologici.

Non tutti i produttori, tuttavia, ritengono opportuno individuare un unico riferimento valido per l’intera campagna. Le varietà tardive, i frutti di qualità superiore e il prodotto correttamente refrigerato dovrebbero, secondo alcuni intervistati, ottenere prezzi più elevati rispetto ai mirtilli commercializzati durante il picco dell’offerta.

Costi di produzione stimati in 14–15 PLN/kg

Le aspettative espresse dai coltivatori derivano soprattutto dalla struttura dei costi. Molti partecipanti al sondaggio hanno indicato un costo di produzione vicino a 14–15 PLN/kg, equivalenti a circa 3,26–3,49 €/kg.

Nel calcolo rientrano fertilizzazione, difesa fitosanitaria, irrigazione, ammortamento degli impianti e manodopera. Proprio la raccolta, sempre più costosa e difficile da organizzare, rappresenta una delle voci che incidono maggiormente sui bilanci aziendali.

Partendo da un costo compreso tra 14 e 15 PLN/kg (3,26–3,49 €/kg), un prezzo di 20 PLN/kg (4,65 €/kg) lascerebbe un margine lordo teorico di 5–6 PLN/kg, pari a circa 1,16–1,40 €/kg.

Tale differenza non costituisce semplicemente il guadagno del produttore: deve remunerare il capitale investito, coprire i rischi climatici e commerciali e finanziare il rinnovo e lo sviluppo dell’azienda.

La soglia indicata dal sondaggio appare quindi legata a valutazioni economiche concrete, più che a una generica aspirazione a prezzi più elevati.

Non esiste una soglia uguale per tutte le aziende

Il prezzo necessario per raggiungere la redditività può comunque variare sensibilmente. Resa per ettaro, età dell’impianto, varietà, sistema di raccolta, percentuale di prodotto commerciabile, confezionamento, refrigerazione e canale di vendita modificano il costo effettivo sostenuto da ciascuna azienda.

Anche il livello di 20 PLN/kg (4,65 €/kg) deve quindi essere interpretato come un riferimento condiviso dagli intervistati, non come una soglia universale applicabile a ogni produttore o a ogni tipologia di prodotto.

L’ampiezza dell’intervallo indicato per il biologico, compreso tra 30 e 40 PLN/kg (6,98–9,30 €/kg), mostra inoltre quanto possano incidere il metodo produttivo, le rese, i maggiori rischi e la capacità di valorizzare commercialmente una proposta differenziata.

Cresce l’interesse per vendita diretta e auto-raccolta

Le risposte evidenziano anche un cambiamento nelle strategie commerciali. Un numero crescente di aziende sta sviluppando la vendita diretta, proponendo il prodotto ai consumatori locali oppure organizzando iniziative di auto-raccolta.

L’accorciamento della filiera può consentire al produttore di trattenere una quota maggiore del valore finale, mentre il consumatore ha accesso a un prodotto più fresco. Si tratta però di un modello che richiede vicinanza ai centri di consumo, capacità organizzative, comunicazione e gestione diretta del cliente.

Un’altra possibilità indicata dai coltivatori è la trasformazione in succhi, confetture o prodotti surgelati. Questi sbocchi possono contribuire a valorizzare parte della produzione e a ridurre la dipendenza dal mercato del fresco, senza tuttavia eliminare la necessità di un’attenta organizzazione commerciale.

Un’indicazione per il futuro del settore polacco

Il sondaggio restituisce una voce relativamente omogenea: per una parte significativa dei coltivatori polacchi, circa 20 PLN/kg (4,65 €/kg) rappresentano un livello compatibile con una produzione economicamente sostenibile nelle condizioni descritte.

Il confronto segnala però anche una questione più ampia. Con l’aumento della capacità produttiva, la competitività non dipenderà soltanto dalla qualità dei mirtilli. Diventeranno sempre più importanti la programmazione dell’offerta, la segmentazione qualitativa, la conservazione, l’accesso a nuovi mercati e la costruzione di canali commerciali capaci di riconoscere le differenze tra prodotti.

Per i produttori polacchi, la sfida sarà quindi trasformare il prezzo ritenuto necessario in valore effettivamente riconosciuto dal mercato, differenziando la proposta e riducendo la pressione esercitata dai periodi di massima disponibilità.

Le indicazioni riportate derivano da un sondaggio condotto nel mese di luglio tra coltivatori di mirtilli e rappresentano le valutazioni espresse dai partecipanti, non una previsione dei prezzi di mercato. I controvalori in euro sono indicativi e sono stati calcolati al cambio di riferimento della Banca centrale europea del 10 agosto 2026: 1 euro = 4,2993 PLN. Banca centrale europea

Image by Stephanie Albert from Pixabay

Fonte: Jagodnik.pl


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