Secondo una recente ricerca di GTAIC, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia emergono come i cinque mercati europei più promettenti e attraenti per le forniture di piccoli frutti freschi del genere Vaccinium, in particolare mirtilli, nel 2026.
La classificazione si basa su un sistema di punteggio composito che combina diversi indicatori: crescita recente delle importazioni, livello dei prezzi, dimensione del mercato, dinamica della domanda e potenziale di espansione futura. Il risultato è una mappa delle opportunità per gli esportatori che cercano nuovi sbocchi commerciali in Europa.
La top 5 dei mercati più attrattivi
| Posizione | Mercato | Punteggio combinato | Potenziale mensile stimato |
|---|---|---|---|
| 1 | Paesi Bassi | 9,64 | 3,9 milioni US$/mese |
| 2 | Germania | 7,87 | 2,78 milioni US$/mese |
| 3 | Spagna | 7,80 | 2,45 milioni US$/mese |
| 4 | Regno Unito | 7,77 | 2,15 milioni US$/mese |
| 5 | Italia | 5,86 | 1,22 milioni US$/mese |
Paesi Bassi: il mercato più attraente
I Paesi Bassi si collocano al primo posto assoluto per attrattività, con un punteggio combinato di 9,64. Il mercato olandese rappresenta la maggiore opportunità potenziale per nuovi esportatori, con una crescita stimata pari a quasi 3,9 milioni di dollari al mese.
La posizione dei Paesi Bassi riflette sia il ruolo del paese come hub commerciale europeo, sia la forte crescita recente delle importazioni. Nell’ultimo anno il mercato olandese ha registrato il maggiore incremento assoluto del valore importato, confermando la sua centralità nella redistribuzione europea dei mirtilli e degli altri piccoli frutti del genere Vaccinium.
Germania: dimensione e capacità di assorbimento
La Germania è il secondo mercato più promettente, con un punteggio combinato di 7,87 e un potenziale stimato di circa 2,78 milioni di dollari al mese per nuovi fornitori.
Il mercato tedesco si distingue per dimensione, capacità di assorbimento e continuità della domanda. Insieme a Paesi Bassi e Spagna, presenta uno dei maggiori divari di fornitura pronti per essere coperti da nuovi operatori, soprattutto in presenza di prodotto competitivo per qualità, prezzo e continuità logistica.
Spagna: forte crescita e ruolo strategico
La Spagna raggiunge un punteggio combinato di 7,80 e offre un potenziale di fornitura aggiuntiva stimato in 2,45 milioni di dollari al mese.
Il mercato spagnolo è particolarmente interessante perché unisce due caratteristiche: da un lato è uno dei maggiori produttori europei di mirtilli, dall’altro mostra una domanda interna e una dinamica commerciale in forte espansione. Negli ultimi dodici mesi ha registrato uno dei tassi di crescita più sostenuti, confermando il suo ruolo di mercato non solo produttivo, ma anche commerciale.
Regno Unito: massimo punteggio nel potenziale export
Il Regno Unito si posiziona al quarto posto nella classifica complessiva, con un punteggio combinato di 7,77 e un potenziale mensile stimato di circa 2,15 milioni di dollari.
Il dato più rilevante riguarda il “Final Score” sul potenziale di esportazione puro: il Regno Unito raggiunge il punteggio massimo, 14 punti su 14, a pari merito con la Svizzera. Questo conferma l’elevata attrattività del mercato britannico per gli esportatori, anche in un contesto competitivo e logistico più complesso dopo la Brexit.
Italia: quinta in Europa, ma con una dinamica molto forte
L’Italia chiude la top 5 europea con un punteggio combinato di 5,86 e un potenziale mensile stimato in oltre 1,2 milioni di dollari per nuovi fornitori. Il suo punteggio finale per il potenziale di esportazione è pari a 12 punti su 14, un valore che conferma la crescente rilevanza del mercato italiano.
Il dato chiave: l’Italia non è ancora un mercato premium in termini di prezzo medio, ma è uno dei mercati europei con la crescita più rapida delle importazioni di piccoli frutti freschi del genere Vaccinium.
Italia: importazioni in crescita del 40,9% in valore
Negli ultimi dodici mesi analizzati, il valore totale delle importazioni italiane ha raggiunto 153,57 milioni di dollari, con una crescita del 40,87% rispetto ai 109 milioni di dollari del periodo precedente.
La crescita non è episodica: il trend di lungo periodo evidenzia un CAGR a cinque anni del 25,88%, segnalando una trasformazione strutturale del mercato italiano dei mirtilli e degli altri piccoli frutti del genere Vaccinium.
Anche i volumi mostrano una dinamica molto sostenuta. L’Italia ha importato 19.588 tonnellate negli ultimi dodici mesi, con un incremento del 45,17%, pari a oltre 6.000 tonnellate aggiuntive rispetto all’anno precedente.
Prezzi italiani: fascia intermedia, con lieve ripresa recente
Nonostante la forte crescita della domanda, l’Italia non rientra tra i mercati europei a prezzo premium. Il prezzo medio di importazione negli ultimi dodici mesi è stato pari a 7.840 dollari per tonnellata, in calo del 2,96% rispetto al periodo precedente.
Tuttavia, osservando gli ultimi sei mesi disponibili, emerge un segnale di recupero: il prezzo medio si è attestato a 8.220 dollari per tonnellata, con un aumento dell’1,93% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.
Chi fornisce il mercato italiano
Il panorama competitivo delle importazioni italiane è dominato da fornitori europei, alcuni dei quali operano sia come produttori diretti sia come piattaforme di riesportazione.
| Fornitore | Quota in valore | Valore export verso Italia | Variazione annua |
|---|---|---|---|
| Spagna | 40,29% | 61,87 milioni US$ | +45,43% |
| Paesi Bassi | 30,84% | 47,36 milioni US$ | +70,96% |
| Germania | 10,57% | 16,23 milioni US$ | n.d. |
| Polonia | 9,73% | quasi 15 milioni US$ | +70,44% |
| Francia | 5,46% | n.d. | -16,95% |
| Romania | 1,14% | n.d. | n.d. |
La Spagna è il primo fornitore del mercato italiano, con il 40,29% del valore e il 39,47% dei volumi. Le esportazioni spagnole verso l’Italia sono cresciute del 45,43%, raggiungendo 61,87 milioni di dollari.
I Paesi Bassi seguono con una quota del 30,84% in valore e una crescita particolarmente marcata: +70,96% nell’ultimo anno, per un totale di 47,36 milioni di dollari. Questo dato conferma il peso dell’hub olandese anche nelle forniture destinate al mercato italiano.
La Germania è il terzo fornitore, con il 10,57% del valore e il 9,42% dei volumi, pari a 16,23 milioni di dollari. Subito dopo si colloca la Polonia, con una quota del 9,73% e una crescita annua del 70,44%, fino a sfiorare i 15 milioni di dollari.
La Francia, con il 5,46% del mercato in valore, è invece l’unico tra i principali fornitori a mostrare una contrazione significativa, con un calo del 16,95%. Tra le forniture minori figura anche la Romania, con una quota dell’1,14%.
Mercati premium: Islanda e Svizzera in testa
Se l’obiettivo degli esportatori è la massimizzazione del prezzo medio, i mercati più interessanti non coincidono necessariamente con quelli più grandi o più dinamici. I paesi a maggiore prezzo premium sono Islanda, Svizzera, Norvegia, Danimarca e Lussemburgo.
In particolare, Islanda e Svizzera registrano i valori medi più elevati in assoluto:
- Islanda: 10.990 dollari per tonnellata, pari a 10,99 k US$/t;
- Svizzera: 10.910 dollari per tonnellata, pari a 10,91 k US$/t.
Questi valori indicano mercati di dimensione più contenuta, ma potenzialmente molto interessanti per forniture specializzate, segmenti premium, programmi varietali ad alto valore e prodotto con standard qualitativi superiori.
Altre opportunità: Polonia, Grecia, Serbia e Svezia
Al di fuori della top 5, la Polonia merita particolare attenzione. Pur non rientrando tra i primi cinque mercati per punteggio combinato, ha registrato uno dei maggiori aumenti assoluti del valore delle importazioni nell’ultimo anno.
Se invece si osservano i tassi di crescita percentuale più rapidi, i mercati più dinamici sono Grecia, Serbia e Svezia. Si tratta di destinazioni che possono offrire opportunità selettive, soprattutto per operatori capaci di presidiare nicchie in rapida espansione o finestre commerciali ancora poco servite.
Cosa emerge per gli esportatori
La fotografia dei mercati europei mostra una segmentazione sempre più netta. Da un lato ci sono mercati ad alta capacità di assorbimento, come Paesi Bassi, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia; dall’altro ci sono mercati premium, come Islanda e Svizzera, dove il valore unitario può essere più elevato ma i volumi sono più selettivi.
Per i fornitori, la scelta del mercato non può quindi basarsi su un solo indicatore. I paesi più attraenti sono quelli in cui si combinano dimensione della domanda, crescita delle importazioni, livello dei prezzi, stabilità commerciale e spazio per nuovi entranti.
In questo scenario, l’Italia rappresenta uno dei mercati più interessanti da monitorare: non è ancora un mercato premium, ma cresce a ritmi molto sostenuti, mostra una domanda in espansione e presenta un sistema distributivo sempre più aperto all’ampliamento dell’offerta di mirtilli e altri piccoli frutti freschi del genere Vaccinium.
In sintesi: nel 2026 l’Europa offre opportunità differenziate per gli esportatori di Vaccinium freschi. I Paesi Bassi guidano la classifica complessiva, la Svizzera e l’Islanda dominano sui prezzi premium, mentre l’Italia si conferma un mercato in forte accelerazione e sempre più rilevante nelle strategie di fornitura internazionale.

