Il Perù continua a rafforzare la propria centralità nel commercio internazionale dei mirtilli freschi. Nella stagione 2025/2026, le esportazioni hanno raggiunto quota 380 mila tonnellate, con un incremento del 21,5% rispetto alle 313 mila tonnellate spedite nella campagna precedente.
Il risultato finale è rimasto al di sotto delle prime attese, che indicavano una possibile stagione da 400 milioni di chili, ma conferma comunque una fase di espansione solida per uno dei principali fornitori mondiali di mirtilli.
Picco delle spedizioni nel quarto trimestre
Secondo le analisi condivise da Fernando Cillóniz Benavides di Inform@cción, la campagna ha seguito il modello ormai consolidato del Perù: una disponibilità distribuita durante tutto l’anno, ma con una forte concentrazione dei volumi nel quarto trimestre.
Ottobre si è confermato il mese più rilevante, con 90,8 milioni di chili esportati. A seguire settembre, con 75,7 milioni di chili, e novembre, con 66,2 milioni di chili.
Questa finestra commerciale resta strategica per il posizionamento del prodotto peruviano sui mercati internazionali, in particolare nei mesi di controstagione rispetto all’emisfero nord.
A livello territoriale, La Libertad mantiene il ruolo di principale motore della filiera peruviana del mirtillo. La regione ha esportato 189,7 milioni di chili, in crescita del 17,5% su base annua, arrivando a rappresentare quasi il 50% delle spedizioni complessive.
La sua capacità produttiva, unita alla continuità dell’offerta, continua a sostenere in modo decisivo le performance nazionali.

Lambayeque e Ica accelerano la crescita
Se La Libertad resta dominante, la crescita più dinamica arriva però da altre aree produttive. Lambayeque ha raggiunto 89,5 milioni di chili esportati, con un aumento del 27,7%.
Ancora più marcata la progressione di Ica, che tra le principali regioni produttrici ha registrato il tasso di crescita più elevato. Le spedizioni sono arrivate a 50,4 milioni di chili, pari a un incremento del 47,9% rispetto alla stagione precedente.
Questo sviluppo riflette l’impatto dei nuovi impianti realizzati negli ultimi anni e lascia prevedere un peso crescente di Ica nelle prossime campagne. Anche Áncash ha contribuito all’espansione, con 21,8 milioni di chili esportati e una crescita del 20,2%.
L’evoluzione geografica delle esportazioni mette in evidenza una progressiva diversificazione della produzione peruviana. La Libertad resta il baricentro del settore, ma l’avanzata di Lambayeque, Ica e Áncash conferma un ampliamento della base produttiva nazionale.
Gli investimenti in nuovi impianti, in particolare nell’area di Ica, indicano che il potenziale d
i crescita non è ancora esaurito.
Prospettive positive, ma resta l’incognita meteo
Guardando alla campagna 2026/2027, le prime previsioni restano orientate a un ulteriore aumento dei volumi esportati. Tuttavia, il clima rimane una variabile determinante: un eventuale fenomeno di El Niño potrebbe influenzare la produzione e la capacità di spedizione.
Per il mercato globale dei mirtilli, il Perù si conferma comunque un attore chiave: continuità di fornitura, superfici in espansione e crescente diversificazione regionale ne rafforzano il ruolo come pilastro della filiera internazionale.
Fonte testo e immagini: stories.agronometrics.com

