Il settore egiziano del mirtillo sta vivendo una fase di rapida espansione, posizionandosi come un attore emergente di rilievo nel panorama globale.
Con un aumento significativo della superficie coltivata e l'ingresso di importanti operatori internazionali, l'Egitto si sta ritagliando uno spazio strategico, sebbene non privo di sfide
Crescita esponenziale e investimenti strategici
La crescita del settore è impressionante: nel 2020, la superficie dedicata alla coltivazione del mirtillo in Egitto era di soli 40 ettari. Nel 2024, questa cifra è balzata a 250 ettari, un incremento di oltre il 500% in quattro anni.
La produzione totale di mirtilli nel 2024 ha raggiunto le 700 tonnellate metriche, interamente destinate al mercato del fresco.
Questo sviluppo è stato catalizzato dall'interesse di diverse aziende internazionali che hanno registrato i loro primi raccolti commerciali in Egitto nel 2024.
Tra queste, spiccano un gruppo con sede negli Stati Uniti, parte di un programma genetico globale in rapida crescita, e un'azienda sudamericana che utilizza genetiche di origine australiana. La presenza di quasi tutti i maggiori attori globali del mirtillo in Egitto sottolinea il potenziale riconosciuto a questa regione.
Foto: AgriVenture
Storicamente, i progetti egiziani non superavano i 5-8 ettari, ma questa tendenza sta mutando rapidamente, con l'avvio di operazioni su scala molto più ampia.
La maggior parte delle aziende agricole è strategicamente situata lungo il fiume Nilo, tra Il Cairo e Alessandria, beneficiando della vicinanza a risorse idriche e infrastrutture.
Vantaggi competitivi e posizionamento sul mercato
L'Egitto gode di diversi vantaggi che lo rendono attraente per la coltivazione del mirtillo.
La vicinanza ai mercati europei e mediorientali, la disponibilità di acqua, manodopera e terreni pianeggianti, unita a una consolidata tradizione agricola orientata all'esportazione, pongono il Paese in una posizione favorevole.
Si prevede che la stagione di raccolta egiziana, una volta pienamente sviluppata, ricalcherà in gran parte quella del Marocco, con l'obiettivo di raggiungere il picco di produzione a febbraio.
Questa tempistica è cruciale per soddisfare la domanda dei mercati dell'emisfero settentrionale durante i mesi invernali.
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Nonostante la latitudine simile al Marocco, il settore egiziano ha il potenziale per servire diversi mercati, data la distanza significativa tra le due regioni.
L'interesse da parte dell'Europa è elevato, e i volumi limitati finora esportati sono stati distribuiti tra Regno Unito, Paesi Bassi, Francia e Malesia, tra gli altri.
Sfide e prospettive future
Nonostante l'entusiasmo, il settore egiziano del mirtillo deve affrontare diverse sfide.
Attualmente, il volume di produzione dell'Egitto è probabilmente inferiore allo 0,5% di quello del Marocco, indicando che c'è ancora molta strada da fare per raggiungere una scala comparabile.
Una delle maggiori difficoltà risiede nella ricerca di talenti locali qualificati.
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Come sottolineato da un esperto del settore, le genetiche contribuiscono per circa il 30% al successo di un progetto, mentre il restante 70% dipende dalla gestione agricola e dalla post-raccolta.
Questo evidenzia la necessità di sviluppare competenze e know-how a livello locale.
Un hub promettente, ma ancora in costruzione
In sintesi, l'Egitto si sta affermando come un promettente hub per la produzione di mirtilli, grazie a condizioni favorevoli e ingenti investimenti.
Tuttavia, per realizzare appieno il suo potenziale, sarà fondamentale superare le sfide legate alla scala produttiva e allo sviluppo delle competenze, consolidando la sua posizione come fornitore affidabile e di qualità nel mercato globale.
Foto: Agriventure
Fonte: elaborazione Italian Berry su 2025 IBO Report

