07 gen 2026

Largo consumo e frutti di bosco: come cambia la spesa delle famiglie italiane nel 2026

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Il panorama del largo consumo in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un approccio all'acquisto sempre più selettivo e consapevole.

Nonostante un clima di generale cautela economica, dove circa il 69% delle famiglie presta particolare attenzione ai prezzi, i dati più recenti evidenziano un paradosso virtuoso per alcune categorie specifiche: i frutti di bosco si confermano infatti tra i protagonisti indiscussi della crescita nel comparto ortofrutticolo.

Cambiano le abitudini

Il comportamento d'acquisto degli italiani ha subito una mutazione strutturale. Oggi si tende a contenere la spesa media per singolo atto d'acquisto, riducendo il numero di unità inserite nel carrello (-12,8%), ma aumentando significativamente la frequenza di visita nel punto vendita (+17,9%).

In questo contesto di "frammentazione" della spesa, i prodotti ad alto valore aggiunto mostrano una resilienza sorprendente. Un ruolo determinante in questa evoluzione è giocato dai target senior, come i Baby Boomers e i cosiddetti "Re-constructors", che negli ultimi tre anni hanno registrato una crescita della spesa nel settore del largo consumo molto più alta rispetto alle fasce d’età più giovani, con punte di incremento superiori al 19%.

Il mirtillo e i frutti di bosco

All'interno della macro-categoria della frutta, che ha visto una crescita complessiva a valore del 9,8% nell'ultimo anno, il segmento dei frutti di bosco (escluse le fragole) spicca per performance eccezionali. I dati indicano che la penetrazione di mercato per questi prodotti è aumentata del 14,9%, segnalando che un numero sempre maggiore di famiglie ha iniziato a inserirli regolarmente nella propria dieta.

Ancora più rilevante è il dato sul volume per acquirente, che ha fatto segnare un balzo del +21,3%. Questa dinamica è stata favorita anche da una leggera flessione del prezzo medio al chilo (-3,8%), un fattore che ha reso prodotti come il mirtillo più accessibili, incentivando un consumo più frequente e volumi d'acquisto più consistenti.

Il mirtillo, in particolare, si inserisce in questo trend come uno dei pilastri della categoria, beneficiando di una frequenza d'acquisto che per l'intero comparto dei piccoli frutti è cresciuta del 14%.

Confronto tra categorie

Mentre i frutti di bosco e le fragole mostrano indicatori tutti positivi, altre categorie più tradizionali della frutticoltura italiana, come gli agrumi o le drupacee (pesche, nettarine, ecc.), mostrano segnali di contrazione sia in termini di penetrazione che di volume per acquirente.

Le ragioni di questo spostamento preferenziale risiedono in diversi fattori chiave:

  • Contenuto di servizio: I piccoli frutti sono percepiti come pronti all'uso e adatti a nuovi momenti di consumo (snacking, colazione).
  • Percezione salutistica: La solidità scientifica legata alle proprietà nutrizionali sostiene la domanda costante.
  • Fedeltà al prodotto: Il tasso di riacquisto (repeat rate) per i frutti di bosco si attesta su livelli molto alti, superiori al 72%, indicando una soddisfazione del consumatore che trascende la variabile prezzo.

Prospettive per il comparto

L'attuale scenario delineato dai dati evidenzia come il mercato non sia più guidato esclusivamente dalla quantità, ma da una ricerca di qualità e costanza. La stabilità dei volumi totali di frutta acquistati annualmente per acquirente (circa 104 kg) suggerisce che è in atto una redistribuzione delle preferenze: il consumatore sta sostituendo prodotti "commodity" con opzioni più gratificanti.

In conclusione, la traiettoria dei frutti di bosco riflette un comparto in piena maturazione agronomica e commerciale. La capacità di questa categoria di intercettare le esigenze di target altospendenti e di adattarsi a ritmi di acquisto più frequenti ne sottolinea la centralità strategica.

Più che una semplice tendenza passeggera, l'evoluzione dei consumi verso i piccoli frutti rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui il valore viene percepito e acquistato nel reparto ortofrutta.

Fonte: https://it.yougov.com/


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