Nel Regno Unito i berries si confermano uno dei principali motori di crescita dell’ortofrutta, sostenuti da innovazione varietale, qualità, promozioni, formati più grandi e una comunicazione sempre più legata alla salute.
La classifica FPJ Big 50 Products 2026, elaborata da Fresh Produce Journal sulla base dei dati Worldpanel by Numerator relativi alle 52 settimane terminate il 17 maggio 2026, colloca tutti i principali berries tra i prodotti ortofrutticoli più rilevanti del mercato britannico.
Per la prima volta le fragole superano le mele e conquistano il primo posto, mentre i mirtilli entrano nella top five. I lamponi mantengono la dodicesima posizione e le more salgono di tre posti, registrando uno degli incrementi più elevati dell’intera classifica.
I berries valgono quasi 2,4 miliardi di sterline
Complessivamente, fragole, mirtilli, lamponi e more sviluppano vendite al dettaglio per circa 2,42 miliardi di sterline.
| Prodotto | Posizione 2026 | Valore delle vendite | Variazione in classifica |
|---|---|---|---|
| Fragole | 1ª | 1,11 miliardi £ | +3 posizioni |
| Mirtilli | 5ª | 762,8 milioni £ | +1 posizione |
| Lamponi | 12ª | 455,4 milioni £ | Invariata |
| More | 36ª | 90 milioni £ | +3 posizioni |
Il risultato assume particolare rilievo in un mercato britannico dell’ortofrutta fresca che vale complessivamente 14,9 miliardi di sterline, in aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente. I quattro principali berries rappresentano quindi oltre il 16% del valore complessivo del comparto.
Secondo Clara Tucker di Worldpanel, i berries continuano a dominare le dinamiche di crescita della frutta perché rispondono alla ricerca di prodotti versatili: possono essere consumati come spuntino salutare, utilizzati in diversi momenti della giornata e apprezzati da consumatori di tutte le età.
Fragole davanti alle mele grazie alla fascia premium
Le fragole raggiungono 1,11 miliardi di sterline e diventano il primo prodotto ortofrutticolo per valore nella GDO britannica, superando le mele, ferme a 1,05 miliardi.
Secondo David Buxcey di Angus Soft Fruits, l’aumento deriva in parte dalla crescita del prezzo medio, salito del 3,6% al chilogrammo, ma non può essere spiegato soltanto dall’inflazione. La domanda è stata sostenuta dalla premiumizzazione, dalle varietà dal gusto migliore e dalle proposte a marchio.
Anche i volumi sono cresciuti di quasi il 10%, grazie ad attività promozionali ad alta visibilità e all’innovazione nei formati. In particolare, le confezioni da 600 grammi e un chilogrammo stanno favorendo un consumo più frequente.
Il miglioramento della qualità organolettica delle varietà di nuova generazione avrebbe inoltre contribuito a far aumentare del 4,2% gli acquisti ripetuti.
Il comparto si sta quindi spostando da una crescita basata soprattutto sul prezzo verso un modello fondato su qualità e ampiezza dell’offerta. Isla Haslam di Driscoll’s UK invita inoltre il settore a superare una comunicazione concentrata esclusivamente sui benefici funzionali, costruendo un legame emotivo con il consumatore attraverso il gusto, l’esperienza sensoriale e il piacere del consumo.
Mirtilli nella top five per la prima volta
I mirtilli raggiungono 762,8 milioni di sterline, guadagnano una posizione e si collocano al quinto posto. È la prima volta che entrano tra i cinque prodotti ortofrutticoli più importanti della classifica FPJ.
Michela Yardley di BerryWorld attribuisce il risultato a una combinazione di confezioni più grandi, promozioni, marketing, comunicazione salutistica e sviluppo varietale.
La crescita dei volumi è stata favorita dal passaggio verso formati di maggiore capacità e da promozioni collocate in aree molto visibili dei supermercati, comprese le testate di gondola. Sconti collegati alle carte fedeltà e riduzioni di prezzo consistenti hanno contribuito ad ampliare gli acquisti.
Il marketing e le esposizioni secondarie hanno inoltre permesso di associare il mirtillo a un numero crescente di occasioni di consumo: colazione, snack fuori casa e lunchbox. A questa strategia si affiancano confezioni più pratiche, come vaschette da snack e contenitori richiudibili tipo shaker.
La comunicazione legata alla salute, compresi i messaggi sul contenuto di fibre, sta aumentando la consapevolezza dei consumatori. Parallelamente, l’innovazione varietale sta migliorando gusto e uniformità del prodotto, favorendo la frequenza di riacquisto.
Lamponi: la crescita passa dalle nuove varietà
I lamponi mantengono la dodicesima posizione, con vendite pari a 455,4 milioni di sterline. Il prezzo medio è cresciuto del 5,7% al chilogrammo, ma anche in questo caso l’incremento del valore non dipende soltanto dal prezzo.
Il mercato è sempre più guidato dal miglioramento della qualità e dall’innovazione genetica. Frutti migliori consentono di sostenere prezzi più elevati e incoraggiano il passaggio verso le fasce premium.
La crescita dei volumi rimane più contenuta, ma è favorita da promozioni mirate e da una migliore percezione del valore, soprattutto nelle confezioni di fascia base e intermedia. Con una penetrazione limitata al 51%, il lampone dispone ancora di un significativo potenziale per raggiungere nuovi consumatori.
I programmi di breeding stanno lavorando su varietà più forti e resilienti, con miglioramenti in termini di sapore, consistenza e conservabilità. L’obiettivo è mantenere un’elevata qualità organolettica durante finestre di fornitura più lunghe, un fattore considerato decisivo per sostenere gli acquisti ripetuti.
Resta tuttavia una criticità nella stagione di importazione, quando la disponibilità per il mercato britannico è condizionata dalla domanda degli altri Paesi europei.
Le more crescono del 26,4% in valore
Pur partendo da dimensioni inferiori, le more sono tra i prodotti più dinamici dell’intera classifica. Le vendite raggiungono 90 milioni di sterline, con un aumento del 26,4% in valore e del 14,4% in volume. Il prodotto sale così dalla trentanovesima alla trentaseiesima posizione.
È il secondo anno consecutivo in cui la crescita del valore supera il 25%. Isla Haslam riconduce questa dinamica alla combinazione tra pressioni sui costi e gestione strategica della categoria. L’aumento dei prezzi medi è stato accompagnato dall’impegno del settore nel garantire qualità premium e continuità della fornitura, favorendo il passaggio verso prodotti di fascia superiore.
La domanda beneficia anche della crescente attenzione per un’alimentazione basata su prodotti naturali e poco trasformati. Le more vengono percepite come un alimento a basso contenuto calorico e ad alta densità nutrizionale, caratteristiche che potrebbero risultare particolarmente interessanti anche per i consumatori che utilizzano farmaci per la perdita di peso.
Il marchio può inoltre svolgere una funzione di garanzia in una categoria nella quale il consumatore ha storicamente incontrato una qualità variabile. Secondo Haslam, la crescita più efficace si verifica quando marca e private label operano in modo complementare.
Salute, qualità e promozioni ridisegnano la categoria
Dalle quattro categorie emerge un’indicazione comune: la crescita dei berries britannici non è più riconducibile soltanto all’inflazione. Il mercato sta premiando gli investimenti in gusto, consistenza, shelf life, assortimento e praticità delle confezioni.
La premiumizzazione continua a svilupparsi nonostante la pressione sui bilanci familiari perché il consumatore associa i prodotti migliori a maggiore qualità, durata e affidabilità. Anche i marchi possono intercettare questa domanda, offrendo una rassicurazione che non riguarda esclusivamente i consumatori più abbienti.
La distribuzione sta contemporaneamente ampliando la segmentazione dell’offerta. Lidl, ad esempio, ha affiancato berries di marca alle linee standard e premium, proponendo alternative per diverse disponibilità di spesa.
Promozioni, carte fedeltà e formati più grandi rimangono leve importanti, ma il dato più significativo è la progressiva trasformazione dei berries da acquisto occasionale a categoria trasversale, capace di occupare più momenti di consumo e di combinare salute, piacere e praticità.

