08 mag 2026

Grecia, nuova opportunità per i piccoli frutti: dalla crescita del settore alla precisione tecnica

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Intervento di Jorge Duarte, agronomo e titolare di Hortitool Consulting, al Berries Workshop di FRESKON 2026.

La Grecia sta entrando in una nuova fase di sviluppo per il settore dei piccoli frutti. Per molti anni la fragola ha rappresentato la principale coltura berry del Paese, sostenuta da produttori strutturati, esperienza nell’export e una domanda consolidata sui mercati europei. Oggi, però, lo scenario sta cambiando: mirtilli, lamponi, more e altri piccoli frutti stanno guadagnando spazio nelle discussioni tecniche, nelle strategie commerciali e nei nuovi piani di investimento.

Secondo Jorge Duarte, agronomo e titolare di Hortitool Consulting, questa evoluzione non è casuale. I piccoli frutti intercettano alcune delle tendenze più forti del mercato europeo: consumo salutistico, praticità del prodotto fresco, packaging premium, nuove genetiche e programmi di esportazione ad alto valore.

In questo contesto, il Berries Workshop di FRESKON 2026, organizzato in collaborazione con la rivista Froutonea, si inserisce in un momento strategico per il comparto ortofrutticolo greco. L’incontro del 25 aprile 2026 ha riunito interventi tecnici, confronto di mercato e una sessione finale di domande e risposte con relatori e operatori del settore.

Dalla potenzialità industriale alla precisione agronomica

Il contributo di Jorge Duarte, intitolato “Physiology, Stress, and Profitability in Blueberry Cultivation Systems”, ha posto al centro una domanda chiave per il futuro del mirtillo in Grecia e in altre aree produttive emergenti: come tradurre la fisiologia della pianta in una gestione colturale redditizia?

Il mirtillo è una coltura ad alto valore, ma non è una coltura semplice. La sua redditività dipende da decisioni prese molto prima della raccolta: scelta varietale, progettazione della zona radicale, strategia irrigua, equilibrio della fertirrigazione, gestione del suolo o del substrato, potatura, carico produttivo, controllo climatico e timing di raccolta.

Quando questi elementi non sono allineati, la pianta risponde con stress. Questo stress può manifestarsi successivamente attraverso crescita debole, calibro insufficiente, maturazione irregolare, minore consistenza, riduzione del prodotto confezionabile o shelf life più breve. Quando i sintomi diventano visibili, una parte della marginalità è spesso già stata persa.

Lo stress management come leva economica

Per Duarte, il futuro tecnico del mirtillo deve essere costruito attorno a due concetti: precisione e prevenzione. Nella produzione moderna di piccoli frutti, la gestione dello stress non è solo un tema fisiologico, ma anche uno strumento economico.

Una pianta ben bilanciata converte le risorse in resa, qualità e continuità produttiva. Una pianta stressata, invece, consuma input ma restituisce meno valore. In altre parole, la precisione agronomica non riguarda solo la performance vegetativa, ma incide direttamente su redditività, qualità commerciale e capacità di rispondere alle aspettative del mercato.

Questo approccio è particolarmente rilevante per la Grecia. Il Paese dispone di diversi vantaggi competitivi: prossimità ai mercati europei, esperienza nell’export ortofrutticolo, diversità climatica e crescente interesse per colture ad alto valore. Tuttavia, l’espansione dei piccoli frutti richiede disciplina tecnica.

Non basta aumentare gli ettari

Secondo Duarte, per la Grecia non sarà sufficiente aumentare le superfici coltivate. Il passaggio decisivo sarà lo sviluppo di sistemi produttivi tecnicamente robusti, commercialmente realistici e adattati alle condizioni locali.

La fragola ha già aperto la strada. Mirtilli, lamponi e more possono seguire, ma solo se le decisioni agronomiche saranno collegate in modo coerente alle aspettative del mercato e alla performance economica delle aziende.

Il rischio, per le aree emergenti, è quello di interpretare i piccoli frutti come una semplice opportunità di diversificazione colturale. In realtà, si tratta di produzioni ad alta intensità tecnica, nelle quali ogni scelta — dalla varietà al substrato, dall’irrigazione alla raccolta — contribuisce a determinare il risultato finale.

Una crescita da strutturare

La filiera greca dei piccoli frutti ha quindi l’opportunità di passare da una fase di sperimentazione a una fase di crescita strutturata. Questo significa costruire competenze, definire modelli produttivi coerenti, selezionare aree e sistemi adatti, e collegare la gestione agronomica agli obiettivi commerciali.

Il futuro dei piccoli frutti in Grecia non sarà definito soltanto da quanti ettari verranno piantati. Sarà definito soprattutto da quanto bene ogni coltura verrà compresa, gestita e consegnata al mercato.

Per le nuove aree produttive, il messaggio di Jorge Duarte è chiaro: il potenziale esiste, ma la competitività passerà dalla capacità di trasformare la fisiologia della pianta in precisione tecnica, qualità costante e redditività reale.


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