Jamie Petchell, Co-Titolare e Direttore di Global Plant Genetics, illustra in esclusiva a Italian Berry il posizionamento di OBG-Astoria, OBG-Belair™, OBG-Sirocco™ e OBG-Raptor™, dai primi risultati sperimentali alle strategie di licensing.
Global Plant Genetics (GPG) e Oregon Blueberry hanno presentato a una platea internazionale di vivaisti, produttori, consulenti, operatori commerciali e specialisti del settore quattro nuove varietà di mirtillo: OBG-Astoria, OBG-Belair™, OBG-Sirocco™ e OBG-Raptor™.
Il debutto internazionale è avvenuto durante l’Oregon Blueberry Open Day, organizzato per mostrare i più recenti risultati di un programma genetico che comprende varietà sia high chill sia low chill. L’obiettivo dichiarato è sviluppare genetiche in grado di combinare qualità del frutto, consistenza, sapore, regolarità produttiva, redditività per il produttore e soddisfazione del consumatore.

Global Plant Genetics gestisce lo sviluppo commerciale internazionale del programma Oregon Blueberry al di fuori di Stati Uniti e Canada. Italian Berry ha intervistato Jamie Petchell, Co-Owner and Director di Global Plant Genetics, per approfondire lo stato delle sperimentazioni, i primi dati quantitativi e le prospettive di introduzione delle quattro cultivar in Europa e nell’area mediterranea.
Le quattro varietà sono già in prova fuori da Stati Uniti e Canada? Quali sono le prospettive per l’Italia e il Mediterraneo?
«OBG-Astoria, OBG-Belair™, OBG-Sirocco™ e OBG-Raptor™ stanno entrando in una fase più ampia di valutazione internazionale nei territori gestiti da GPG al di fuori di Stati Uniti e Canada.
Le prove e le prime introduzioni sono in corso di sviluppo in Europa, nell’area mediterranea, in America Latina, in Asia e in alcune aree produttive caratterizzate da climi più caldi. In Europa collaboriamo con Kusibab-Wyka, in Polonia, che rappresenta il principale vivaio autorizzato alla produzione delle piante nell’ambito del programma.
Le varietà si trovano in differenti fasi di sviluppo commerciale. Le superfici attualmente impiantate vanno da piccole parcelle sperimentali replicate fino a prove precommerciali di dimensioni maggiori. Per questo motivo preferiamo non pubblicare ancora dati definitivi sugli ettari presenti nei singoli Paesi, almeno fino a quando gli impianti e i programmi di importazione in corso non saranno stati completamente verificati.
Per l’Italia e, più in generale, per l’area mediterranea, prevediamo un posizionamento differenziato per ciascuna cultivar.
OBG-Astoria è una varietà high chill, potenzialmente interessante per le aree produttive dell’Italia settentrionale e dell’Europa continentale.

OBG-Belair™ e OBG-Sirocco™ sono cultivar low chill, con possibili applicazioni nelle regioni mediterranee e nei sistemi di coltivazione protetta, fuori suolo e ad alta intensità.


OBG-Raptor™ è invece una cultivar di tipo rabbiteye destinata soprattutto agli ambienti nei quali resilienza della pianta, produttività e adattabilità climatica assumono particolare importanza.

I volumi commerciali di piante possono essere forniti rispettando le normali tempistiche di preordine del materiale vivaistico. La prima disponibilità europea passerà attraverso i canali vivaistici autorizzati e non prevediamo restrizioni alla produzione dei frutti».
Quali risultati quantitativi sono già disponibili su resa, calibro, consistenza e qualità dei frutti?
«Le cultivar sono state introdotte sui mercati internazionali solo recentemente. Non disponiamo ancora di dataset completi e replicati, pubblicabili per tutti i caratteri e per i diversi ambienti produttivi.
Oltre ai dati raccolti in Oregon e presentati nelle schede varietali, le informazioni quantitative più avanzate riguardano attualmente OBG-Belair™.

Nella Central Valley della California, in condizioni di circa 300 ore di freddo, le prove hanno registrato:
un calibro medio di circa 22-24 millimetri;
valori di consistenza compresi approssimativamente tra 307 e 430 g/mm³;
rese nell’ordine di 8 chilogrammi per pianta, nelle condizioni della prova.
Nella Willamette Valley, in Oregon, i frutti del primo stacco hanno superato i 21 millimetri. In questo ambiente, caratterizzato da circa 400 ore di freddo, la varietà si colloca nella parte iniziale della finestra produttiva di media stagione.
Per OBG-Astoria, OBG-Sirocco™ e OBG-Raptor™ proseguono le valutazioni su resa, calibro, consistenza, grado Brix, comportamento post-raccolta, tolleranza allo spacco causato dalla pioggia ed efficienza della raccolta. Al di là delle informazioni già condivise, non riteniamo opportuno pubblicare dati precisi finché i risultati non saranno stati replicati in più località e per diverse stagioni».
Le varietà potrebbero essere adatte alla raccolta meccanica?
«L’idoneità alla raccolta meccanica è ancora oggetto di valutazione. I modelli di maturazione concentrata osservati finora hanno mostrato indicazioni iniziali molto promettenti.
Stiamo analizzando anche l’architettura delle piante, le caratteristiche di distacco dei frutti e la consistenza delle bacche. In questa fase, tuttavia, sarebbe prematuro formulare una raccomandazione commerciale definitiva.

Anche le varietà utilizzate come confronto cambiano in funzione della località e del sistema produttivo. Il programma confronta le selezioni con cultivar riconosciute e diffuse in ciascuna regione, ma non esiste ancora un unico dataset di benchmark applicato uniformemente a tutte le prove internazionali».
OBG-Sirocco™ è proposta per i sistemi intensivi e fuori suolo. Quali caratteristiche sono emerse?
«OBG-Sirocco™ è stata selezionata pensando ai sistemi produttivi intensivi, fuori suolo e low chill. Le prime osservazioni indicano un forte potenziale negli impianti in cui i produttori richiedono una nutrizione controllata, una gestione efficiente della chioma e frutti di elevata qualità in condizioni climatiche più calde.
Queste indicazioni dovranno comunque essere validate nelle diverse regioni produttive. Le prestazioni di una cultivar non possono essere trasferite automaticamente da un ambiente a un altro senza una sperimentazione locale».

Quali elementi rendono OBG-Raptor™ potenzialmente interessante in presenza di condizioni climatiche difficili?
«OBG-Raptor™ incorpora genetica rabbiteye, generalmente associata a maggiore vigore della pianta, adattabilità climatica e resilienza in un ampio ventaglio di condizioni pedologiche e ambientali.
La cultivar è in fase di valutazione anche per le sue caratteristiche di impollinazione e per il comportamento in presenza di un ridotto accumulo di freddo invernale.
La tolleranza alle alte temperature, la risposta allo stress idrico e le prestazioni in condizioni di ridotto fabbisogno in freddo devono però essere confermate in situazioni commerciali all’interno di ogni regione target. Proprio per questo stiamo sviluppando una rete internazionale di prove, senza affidarci esclusivamente ai risultati ottenuti nell’area in cui è stato condotto il programma di breeding.
L’obiettivo è produrre indicazioni regionali affidabili sulla risposta al freddo, sull’esposizione al caldo, sulla gestione dell’acqua, sulle prestazioni in substrato e sul calendario produttivo, prima di raccomandare impianti commerciali su larga scala».

Come sarà organizzato il licensing delle nuove varietà in Europa?
«GPG è responsabile dello sviluppo commerciale internazionale del programma Oregon Blueberry fuori da Stati Uniti e Canada. In Europa il progetto sarà sviluppato attraverso partner autorizzati.
Kusibab-Wyka, in Polonia, sta già collaborando con GPG per moltiplicare e fornire al mercato europeo materiale vegetale Oregon Blueberry regolarmente licenziato.
La struttura potrà cambiare a seconda del Paese e della cultivar, ma prevediamo che comprenda:
produzione delle piante tramite vivai autorizzati;
fornitura controllata di materiale vegetale autentico e tracciabile;
licenze commerciali ai produttori, quando necessarie;
valutazioni tecniche prima di ogni espansione significativa;
rendicontazione delle produzioni e delle royalty, a tutela del programma genetico e dei partner autorizzati.
Sono in corso discussioni con produttori e gruppi commerciali in diversi territori europei. Al momento preferiamo non annunciare accordi specifici per l’Italia fino a quando non saranno formalmente conclusi».
Sarà quindi un programma chiuso oppure le varietà saranno liberamente accessibili?
«Il nostro obiettivo non è creare un club produttivo chiuso in ogni territorio, ma nemmeno offrire un accesso completamente privo di controllo.
Vogliamo costruire una rete attentamente gestita di produttori qualificati, capaci di valutare, coltivare e commercializzare responsabilmente le varietà. Il principio è coniugare accessibilità commerciale, tracciabilità del materiale vegetale e tutela del lavoro di breeding.
Le quattro cultivar rappresentano le prime introduzioni internazionali provenienti da una pipeline Oregon Blueberry molto più ampia. La priorità di GPG è svilupparle sulla base di prestazioni verificate, solido supporto tecnico e sostenibilità commerciale di lungo periodo».

Dalla resa alla qualità: cambiano le priorità del breeding
La presentazione delle quattro cultivar si inserisce in una fase di evoluzione del mercato mondiale del mirtillo. Come sottolineato durante l’Open Day, le nuove varietà non possono essere valutate esclusivamente sulla base della produttività.
«Il settore del mirtillo si è evoluto in modo significativo nell’ultimo decennio», conclude Petchell. «Le varietà di maggior successo devono fare molto più che produrre rese elevate: devono trovare un equilibrio tra qualità dei frutti, redditività per il produttore, resilienza e soddisfazione del consumatore.
Durante l’Open Day mi hanno colpito soprattutto la profondità del programma genetico Oregon Blueberry e il suo evidente impegno nello sviluppo di genetiche capaci di mantenere competitivi i produttori in un mercato globale sempre più orientato alla qualità».

