L’azienda italiana G-Berries presenterà il 2 settembre la sua prima varietà di lampone, caratterizzata da frutti di grande pezzatura, lunga shelf life e rapida entrata in produzione. Sarà coltivata in Italia meridionale, Spagna, Portogallo e Marocco, mentre sono in corso valutazioni per Polonia, Regno Unito e Messico.
Italian Berry rivela in anteprima il nome della nuova varietà: si chiamerà G‑Viva e sarà il primo lampone sviluppato dal programma di breeding italiano G‑Berries.

Quali parametri agronomici avete utilizzato per selezionare la nuova varietà e quale peso avete attribuito a produttività, precocità, rifiorenza, qualità del frutto, facilità di raccolta e comportamento post-raccolta?
Qui osserviamo circa 8000 seedlings di lampone all’anno e il nostro lavoro di selezione si svolge attraverso un protocollo scientifico ben definito, con obiettivi molto chiari. Per il lancio della nostra prima varietà l’obiettivo era focalizzarci su una genetica che garantisse una produzione cosiddetta invernale nei climi adatti, con una qualità della frutta in grado di provare a definire un nuovo standard.
Gli elementi su cui abbiamo puntato sono quindi precocità, rifiorenza con caratteristiche evergreen, qualità media del frutto e shelf-life.
In quali ambienti, sistemi di coltivazione e periodi dell’anno è stata sperimentata? Potete descrivere durata delle prove, numero di cicli, superfici, presenza di varietà di confronto e risultati ottenuti nei diversi Paesi?
GBR148 G-Viva ® è stata selezionata 3 anni fa e, appena superate le fasi di test interne, abbiamo deciso di estendere le prove nell’areale del Sud Italia per testarne le capacità di produzione invernale e di adattamento alla coltivazione a suolo. Ovviamente in ogni fase si va confrontare i risultati con i nostri benchmark interni.
Abbiamo poi proseguito i test sfruttando i climi dell’area sud della Spagna e del Portogallo. Da quest’anno la varietà è testata anche in Marocco, nell’area di Agadir e abbiamo optato per un ultimo test anche in climi più continentali, come UK e Polonia, per verificarne le capacità di adattamento.

La produzione indicativa di 28 t/ha nel doppio ciclo in quali condizioni è stata raggiunta? Quali sono la ripartizione tra i due cicli, la percentuale di frutti commercializzabili e la stabilità della resa tra aziende, annate e aree climatiche?
È un dato medio ripetuto su più annate di test e confermato sia in produzione in suolo che in fuorisuolo. La produzione è ripartibile in circa 18t/Ha nella produzione rifiorente e 10 t/Ha in quella unifera.
Quale architettura della pianta presenta e come deve essere gestita? Quali indicazioni potete già fornire su densità, substrato, fabbisogno in freddo, gestione dei laterali, potatura, tutoraggio, nutrizione e strategia irrigua?
La varietà si caratterizza per un portamento aperto, che aiuta in modo rilevante la raccolta, un alto livello di rifiorenza e una propensione naturale allo sviluppo di nuovi laterali. È un materiale vigoroso, decisamente resistente che si presta a differenti tecniche di coltivazione.
La sua “plasticità” è, a nostro avviso, uno dei tratti fondamentali che la rendono efficiente nella situazione di mercato attuale.
Abbiamo poi sviluppato un manuale di coltivazione che sarà a disposizione per tutti coloro che avranno accesso a G-Viva ®. Qui sono riportati tutti gli elementi per le ricette di fertirrigzione studiate ad-hoc, tecniche di potatura (abbiamo un manuale per la gestione del green cut), periodi di trapianto. Per quanto riguarda le necessità irrigue abbiamo anche sviluppato un sistema nell’area dedicata alla ricerca applicata del nostro sito breeding che ci permette di monitorare la necessità di ogni genetica a confronto con i nostri benchmark.

La raccolta a 90 giorni dal trapianto è stata osservata in quali condizioni climatiche e con quale materiale vivaistico? Come cambiano precocità, continuità produttiva e qualità dei frutti al variare della data di trapianto?
G-Viva ® è stata selezionata proprio per la sua precocità. Questa caratteristica è stata misurata partendo da una classica piantina in alveolo e si conferma, con pochi giorni di differenza, in areali differenti in cui abbiamo testato la varietà.
Abbiamo poi osservato un’ottima risposta ad una potatura verde (green cut), con rapida emissione di nuovi laterali come risposta al taglio, suggerendo un ottimo potenziale per ambienti evergreen.
Quali dati avete raccolto su sensibilità o tolleranza alle principali avversità del lampone, comprese Phytophthora, Botrytis, oidio, acari e insetti vettori? Sono previste prove specifiche anche in condizioni di caldo, elevata umidità, salinità o limitata disponibilità idrica?
Gli stress test affrontati finora non hanno evidenziato particolari sensibilità. In ambienti caldi e secchi non abbiamo osservato sensibilità al ragnetto rosso, mostrando una buona capacità di mantenere le proprie performance anche in condizioni di elevata pressione del fitofago. In ambienti umidi e asfittici con coltivazione in suolo non abbiamo osservato fitoftora e botrite, in ambienti freschi e umidi non abbiamo osservato la presenza di ruggine.
Per completare ogni tipologia di osservazione stiamo inoltre svolgendo anche una prova con un substrato a tessitura più grossolana e la varietà in termini di sviluppo vegetativo sta rispondendo molto bene, tra qualche settimana vedremo i primi frutti.
Come sono stati misurati i dieci giorni di shelf-life dichiarati? Quali protocolli avete applicato per temperatura, umidità, trasporto simulato, confezionamento e valutazione di perdita di peso, consistenza, colore, leakage, muffe e tenuta commerciale?
In G-Berries misuriamo la shelf-life delle nostre genetiche sin dalla fase 2, ossia il primo livello di selezioni. In questo caso la misurazione avviene con una conservazione statica e scadenziata fino ai 14 giorni. Nel caso di G-Viva ® già dallo scorso anno, sfruttando la nostra rete, abbiamo svolto test di shelf-life commerciale: produzione in Sud-Italia, trasporto a Verona, stoccaggio e distribuzione commerciale.
Non un dato scientifico, ma una prova concreta di gestione commerciale. E i risultati sono stati notevoli. La shelf life è per noi elemento centrale per portare valore su tutta la filiera: troppo spesso ancora si vedono e si promuovono varietà commerciali bellissime sulla pianta ma non altrettanto performanti in post-raccolta.

Quali caratteristiche determinano concretamente il posizionamento premium della varietà? Potete fornire dati su calibro medio, uniformità, consistenza, gradi Brix, acidità, aroma, resa di raccolta e percentuale di frutti conformi dopo trasporto?
L’obiettivo è di posizionare G-Viva ® nel segmento della produzione invernale e lavorare sulle sue caratteristiche di uniformità e facilità di gestione post-raccolta per creare un nuovo standard premium. La varietà mantiene un’ottima pezzatura, sopra i 6 grammi di media nella produzione rifiorente e ancora maggiore in quella unifera. Ma soprattutto si presenta brillante, asciutto e sodo, sempre.
Quale modello di licenza adotterà G-Berries nei diversi mercati? La varietà sarà aperta a tutti i produttori qualificati oppure riservata a partner selezionati, e quali condizioni sono previste in termini di royalty, minimi d’impianto, esclusività territoriale e commercializzazione del prodotto?
Questo è un tema molto importante per noi. I nostri materiali sono disponibili in Europa per le aziende parti del nostro club di sviluppo, Gil Program ®. Questo programma è un fiore all’occhiello della nostra azienda, lanciato già alcuni anni fa, oggi presenta 8 aziende su territorio europeo e UK. Per il Marocco è definita una strategia dedicata molto simile a quella europea.
Tutte le condizioni commerciali sono quindi ben conosciute dai members sin dal loro ingresso nel club: non c’è contrattazione sulla base dell’andamento di mercato del periodo e questo elemento può aiutare le marketing companies a predisporre piani di crescita varietale più solidi e definiti.
Possiamo poi anticipare che G-Viva ® sarà disponibile per i primi trial in Messico a partire dal 2027 e sono in via definizione le strategie per il lancio sempre nel 2027 in altri due paesi strategici nella strategia di sviluppo di questa genetica e, in generale, del nostro programma di breeding sul lampone.

Come verrà costruita e tutelata l’identità commerciale della nuova varietà? Il nome sarà destinato soltanto alle piante o diventerà anche un marchio riconoscibile dal consumatore? Quali attività di marketing, standard qualitativi, controlli di filiera e collaborazioni con produttori, marketer e retailer accompagneranno il lancio internazionale?
Oltre alla privativa vegetale abbiamo lavorato alla registrazione del marchio commerciale. Il marchio sarà applicato alla commercializzazione delle piante e, soprattutto, alla commercializzazione della frutta. Ovviamente ci auguriamo che quei paesi in cui la varietà non è ancora elemento di distinzione nella categoria lamponi, come l’Italia, facciano passi avanti.
A riguardo possiamo dire che alcuni retailer tra i più importanti nel mercato UK hanno già partecipato a momenti di campo e di panel test durante il mese di Giugno e l’evento che si terrà a Cesena il 2 Settembre vedrà la partecipazione di alcuni retailer internazionali. G-Berries si pone l’obiettivo di essere piattaforma d’incontro tra marketing companies, growers e retailers per la categoria lamponi.
Mi avete anticipato che non ci sarà solo G-Viva all'evento del 2/9. Cos'altro presenterete?
In effetti durante lo stesso evento verranno presentate anche altre due genetiche – ognuna dedicata a un segmento di coltivazione differente - che andranno a completare il pacchetto d’offerta per i prossimi anni. In più stiamo lavorando alla presentazione di una quarta genetica che andrà ad occupare una specifica nicchia di mercato. Ma per ora il palco è tutto di G-Viva®!
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