23 mar 2026

Mirtilli Perù: crescita export e boom varietà premium tra Lima, Ica e nuove aree produttive

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Le esportazioni peruviane di mirtilli continuano a crescere, consolidando la leadership del Paese nel commercio mondiale di questo frutto.

Negli anni precedenti questa forte presenza del Perù nel business dei mirtilli si è basata sulla rapida espansione delle superfici coltivate, che ha generato un significativo aumento dei volumi produttivi.

Tuttavia la crescita futura del mirtillo peruviano non dipende solo dall’aumento delle superfici, ma dall’accelerazione del ricambio varietale già in corso nelle aree certificate che ancora mantengono genetiche tradizionali, come ha sottolineato il fondatore di Agro Value, José Antonio Gómez Bazán.

Crescita e distribuzione

L’esperto ha inoltre evidenziato che attualmente il mirtillo viene coltivato nelle regioni di Piura, Lambayeque, La Libertad, Áncash, Lima e Ica. Negli ultimi anni in particolare le superfici sono cresciute soprattutto a Lima e Ica, con l’introduzione di nuove varietà.

Nella campagna 2021/2022 erano presenti nel Paese 16.793 ettari di mirtilli. Le principali varietà erano Ventura con 5.725 ha (34,09% del totale), Biloxi 5.160 ha (30,73%), Rocío 1.082 ha (6,44%), Emerald 1.042 ha (6,20%), Sekoya Pop 791 ha (4,71%), Atlas Blue 426 ha (2,54%), Eureka 347 ha (2,07%), Kirra 231 ha (1,37%), Mágica 216 ha (1,29%), Blanca Blue 78 ha (0,46%), Arana 44 ha (0,26%), Madeira 11 ha (0,07%), Manila 11 ha (0,07%), altri 1.629 ha (9,70%).

Evoluzione varietale

Nella campagna 2025/2026 invece sono stati certificati 22.198 ettari di mirtilli. Ventura rimane la varietà più diffusa con 4.963 ha (22,36% del totale), seguita da Sekoya Pop con 4.096 ha (18,45%), Biloxi con 2.272 ha (10,24%), Mágica 2.195 ha (9,89%), Rocío 1.305 ha (5,88%), Eureka 947 ha (4,27%), Rosita 771 ha (3,47%), Abril Blue 659 ha (2,97%), Raymi 628 ha (2,83%), Emerald 625 ha (2,82%), Abril Blue 539 ha (2,43%), Madeira 530 ha (2,39%), Blanca Blue 386 ha (1,74%), Imperial 332 ha (1,49%), Arana 260 ha (1,17%), Kirra 226 ha (1,02%), Manila 185 ha (0,82%), Matías 141 ha (0,63%), altri 1.138 ha (5,13%).

Gómez Bazán ha indicato che le varietà premium di mirtilli sono Sekoya Pop, Mágica, Eureka, Rosita, Abril Blue, Atlas Blue, Raymi, Madeira, Blanca Blue, Arana, Kirra e Manila, mentre le varietà convenzionali non premium sono Ventura, Biloxi, Rocío, Emerald, Imperial, Matías e altre.

Quote e mercato

In questo senso ha precisato che nella campagna 2021/2022 il 13% delle superfici era costituito da varietà premium e l’87% da varietà non premium; nel 2022/2023 le premium hanno raggiunto il 20% e le non premium l’80%; nel 2023/2024 le premium sono salite al 31% contro il 69% delle non premium; nel 2024/2025 le premium hanno raggiunto il 42% e le non premium il 58%; mentre nella campagna 2025/2026 le premium rappresentano il 51% e le non premium il 49%.

Come si può osservare il volume delle varietà premium aumenta, mentre le non premium diminuiscono. Per definizione le premium non possono essere la maggioranza: quando si supera il 50%, diventano la nuova normalità e ciò che era convenzionale diventa obsoleto e tende a scomparire.

In questo contesto le varietà storiche stanno perdendo competitività: varietà come Biloxi, Ventura ed Emerald subiscono pressioni sui prezzi e una minore preferenza commerciale rispetto alle nuove generazioni premium.

Ha inoltre aggiunto che quando la crescita delle varietà premium è così rapida e il mercato viene saturato da questi volumi di prodotto premium, i supermercati non hanno più la necessità di pagare un prezzo aggiuntivo.

Dati e conclusioni

Nel 2024 il Perù ha esportato 326.000 tonnellate di mirtilli freschi, pari al 31% del commercio mondiale.

Tra il 2021 e il 2025 la produzione peruviana di mirtilli è cresciuta a un tasso medio annuo del 18,5%; tra il 2015 e il 2025 la superficie raccolta è cresciuta mediamente del 44%.

José Antonio Gómez Bazán ha rilasciato queste dichiarazioni durante il webinar “Agroexportaciones peruanas 2025”, organizzato da Fluctuante.

E niente anche i mirtilli premium stanno facendo la fine di tutto il resto: da esclusivi a standard nel giro di qualche stagione. Il capitalismo agricolo, sempre delicato come un trattore in retromarcia.

Fonte testo e immagine: agraria.pe


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