20 feb 2026

Mirtilli: consumo procapite a 340g e spesa delle famiglie a € 27

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I mirtilli stanno consolidando il loro posto nelle abitudini di acquisto delle famiglie italiane. È un trend che si conferma ogni anno secondo i dati di YouGov Shopper - Italian Berry, e i dati aggiornati al 31/12/2025 descrivono in modo approfondito i principali fattori che determinano questo trend crescente.

Aumentano le famiglie che comprano mirtilli

Sono oltre 9,1 milioni le famiglie italiane che hanno acquistato mirtilli almeno una volta nel corso del 2025, in aumento del 65% nell'ultimo quinquennio (2021-25).

Non solo si aggiungono famiglie, ma il parco degli acquirenti ha aumentato del 28% la quantità totale acquistata nell'anno, che per la prima volta ha superato i 2 kg per nucleo famigliare.

In rapporto a una popolazione italiana pari a circa 59 milioni nel periodo in oggetto, il consumo pro-capite si può quindi stimare attorno ai 330 g.

Spesa annuale oltre € 26

Anche la spesa per nucleo famigliare sta crescendo, anche se a un ritmo minore a causa del calo del prezzo medio.

Mentre nel 2020 le famiglie acquirenti spendevano mediamente Eur 15.68 per i mirtilli, nel 2025 il valore è stato pari a Eur 26.74.

Si tratta di un segnale positivo, che descrive una crescente attenzione delle famiglie italiane verso i mirtilli: le famiglie acquirenti consumano e spendono ogni anno di più, secondo una progressione molto netta,


In un quadro di consumi stabili per il reparto frutta, i mirtilli stanno quindi facendosi strada nel carello del consumatore erodendo quote all'altra frutta.

I mirtilli prendono il posto dell'altra frutta

I mirtilli stanno aumentando la quota sia rispetto ai soli piccoli frutti (dal 56% al 76%), ai berries in generale che includono anche le fragole (dal 14% al 32%).

Non è trascurabile nemmeno la quota che detengono i mirtilli sulla spesa totale del carrello frutta, giunta nel 2025 a quota 3,7%.

Anche la frequenza di acquisto sta aumentando regolarmente, passando da 5,3 volte l'anno (2020) a 7,5 volte nel 2025.

In particolare il 2025 ha visto un aumento del 14% nella frequenza d'acquisto, il più elevato registrato nel periodo in esame (2020-2026).


Acquisto medio per occasione a 290g

Il 2025 ha visto anche un balzo nell'acquisto medio, passato da 260g nel 2024 a 290g nel 2025. Questo dato descrive il trend che è visibile anche nei punti vendita, con un evidente spostamento verso i formati più grandi.

Il dato evidenzia un cambio di passo rispetto al quinquennio precedente (2020-2024), dove le quantità erano tendenzialmente stabili o in lieve calo.


L'andamento dello scontrino medio riflette il fatto gli aumenti dei volumi per occasione d'acquisto sono superiori ai cali nei prezzi medi.

Nello scontrino delle famiglie italiane i mirtilli pesano adesso Eur 3.56: è questo l'importo che una famiglia spende quando decide di comprarli.

Non è più un acquisto occasionale

I numeri 2025 confermano che i mirtilli non sono più un acquisto “occasionale”, ma una voce strutturale nel carrello di una parte sempre più ampia di famiglie italiane: cresce la base acquirente, cresce la quantità annua per nucleo, cresce la frequenza e aumenta anche il peso della categoria rispetto al resto della frutta. In un reparto complessivamente stabile, questo significa che i mirtilli stanno continuando a conquistare spazio e attenzione, spinti da una combinazione virtuosa di maggiore penetrazione e intensità di consumo.

Il 2025 segna anche un passaggio qualitativo: l’aumento dell’acquisto medio e lo scontrino per occasione indicano un consumatore più “maturo”, che non solo compra più spesso ma sceglie anche formati più generosi, compensando il calo del prezzo medio con volumi superiori. Per la filiera, il messaggio è chiaro: la crescita non dipende più soltanto dall’allargamento della platea, ma dalla capacità di alimentare continuità, soddisfazione e valore per occasione d’acquisto, trasformando l’abitudine in fidelizzazione.


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