02 ott 2026

Mirtilli, India e Brasile alla prova dei mercati globali tra barriere doganali e protocolli fitosanitari

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Come superare i vincoli logistici e fitosanitari per posizionare i volumi in eccesso nei due giganti demografici.


Con la produzione globale di mirtilli destinata a raggiungere i 3,4 milioni di tonnellate entro il 2029 e con la Cina che inizia a proporsi sul mercato come Paese esportatore, la ricerca di nuovi mercati di sbocco è diventata un'impellente priorità strategica per i principali player internazionali. 

In questo contesto, evidenziato dal recente IBO Report 2026, Brasile e India rappresentano due frontiere commerciali dal potenziale immenso ma ancora ampiamente inespresso.


Il report (294 pagine - inglese) può essere scaricato gratuitamente dal sito dell'IBO.


Se da un lato l'enorme bacino demografico e la crescita delle classi medio-alte offrono un terreno fertile per assorbire i surplus produttivi dell'emisfero sud, dall'altro gli operatori devono districarsi tra barriere tariffarie, rigidi protocolli fitosanitari e carenze infrastrutturali nella catena del freddo.

India: la svolta tariffaria e l'esplosione delle importazioni

L'India, oggi il Paese più popoloso del pianeta e caratterizzato da una solida abitudine culturale allo snack, sta vivendo una fase di rapida accelerazione nella domanda di mirtilli freschi, pur partendo da consumi pro capite ancora estremamente contenuti.

Un catalizzatore fondamentale di questa espansione è stata la recente riduzione dei dazi doganali sulle importazioni di mirtilli freschi, scesi dal 30% al 10% per i principali Paesi fornitori delle Americhe. Questo intervento normativo ha alleviato la protezione tariffaria di cui godevano i produttori locali, stimolando la mobilità dei volumi e lo sviluppo del mercato. Contestualmente, l'accordo di libero scambio (FTA) siglato con l'Australia prevede l'azzeramento graduale delle tariffe entro il 2028, il che potrebbe spingere i produttori australiani a riaprire questo canale commerciale.

I risultati di queste aperture commerciali si riflettono nei dati di importazione:

  • Nel 2025, le importazioni indiane di mirtilli freschi sono quasi raddoppiate, raggiungendo le 2.660 tonnellate (2,66 mila tonnellate) rispetto alle 1.350 tonnellate del 2024 e alle 790 tonnellate del 2023.
  • Il Perù domina incontrastato il mercato di importazione indiano con 2.260 tonnellate spedite nel 2025.
  • Completano il quadro delle forniture estere il Cile (180 t), la Tunisia (160 t), la Polonia — che ha recentemente ottenuto l'approvazione del protocollo fitosanitario di esportazione — (30 t), gli Stati Uniti e lo Zimbabwe.

Le sfide dell'India: protocolli fitosanitari, catena del freddo e vuoti legislativi sulla PVR

Nonostante la crescita dei volumi, l'accesso al mercato indiano presenta ostacoli operativi di primaria grandezza:

  1. Protocolli fitosanitari stringenti: Molte nazioni esportatrici (come diversi Paesi dell'Africa meridionale) stanno ancora lavorando per definire protocolli di accesso diretto. Per l'Australia, ad esempio, le spedizioni richiedono trattamenti al cold treatment o fumigazione con bromuro di metile, a meno che i frutti non provengano da aree ufficialmente prive del moscerino della frutta (fruit fly-free), come la Tasmania o la regione del Riverland.
  2. Infrastrutture e catena del freddo inadeguate: L'India sconta severi limiti logistici. Nei grandi centri urbani, al massimo la metà dei canali di vendita al dettaglio di generi alimentari dispone di scaffali refrigerati. Le basse velocità di percorrenza stradale e i tempi di trasporto prolungati spingono infatti molti nuovi progetti produttivi locali a insediarsi nelle immediate vicinanze dei grandi centri di consumo come Mumbai, Delhi e Bengaluru.
  3. Mancanza di tutela della Proprietà Intellettuale (PVR): Attualmente in India il mirtillo non rientra tra le colture tutelabili tramite i diritti sui costitutori vegetali (Plant Variety Rights). La mancanza di un quadro normativo a protezione delle varieta brevettate rischia di rallentare l'introduzione delle migliori genetiche mondiali su larga scala, sebbene i principali player genetici internazionali abbiano iniziato a condurre trial in aree vocate come lo stato di Tamil Nadu (Ooty), il Kashmir e l'Himachal Pradesh.
  4. Formato e posizionamento di prezzo: Il mirtillo rimane un prodotto di fascia alta, commercializzato prevalentemente nel formato da 125 grammi per la fascia di popolazione a medio-alto reddito (Middle and Affluent Class), stimata tra un quinto e un quarto rispetto a quella cinese. Gli operatori segnalano che l'afflusso incontrollato di partite di scarsa qualità rischia di deprimere i listini anche per la merce premium.

Brasile: la valorizzazione dell'alta capacità d'acquisto interna

In America Latina, il Brasile rappresenta il secondo gigante demografico ed economico da monitorare con attenzione. Pur essendo il Paese più esteso del Sud America, dotato di una solida tradizione agricola e di una classe medio-alta con un elevato potere d'acquisto, l'industria e il mercato locale del mirtillo si trovano ancora ben al di sotto del loro reale potenziale.

Attualmente, il Brasile vede la presenza di importanti aziende di breeding e commercializzazione sudamericane (con impianti nello stato di Minas Gerais e test di coltivazione nell'area di Petrolina, nota per la produzione di uva da tavola). Tuttavia, il canale delle importazioni sta crescendo grazie alle campagne di promozione e sviluppo della domanda guidate principalmente da Perù e Cile, che puntano a fare del Brasile un bacino di assorbimento fondamentale per la frutta sudamericana nei periodi di picco produttivo.

Implicazioni B2B e prospettive commerciali

Per gli esportatori e i breeder internazionali, posizionare i volumi in Brasile e India non significa semplicemente spedire container in eccesso, ma attuare strategie d'ingresso strutturate:

  • In India, la combinazione tra produzione locale (in forte crescita in regioni come la zona di Pune o il nord del Paese) e importazioni contro-stagionali dal Perù sta consentendo ad alcune multinazionali di strutturare una fornitura continua su 52 settimane.
  • Il superamento delle barriere passa per l'ottenimento di protocolli fitosanitari flessibili, investimenti condivisi nella catena del freddo e l'introduzione di packaging protettivi adatti alle temperature locali.

Mentre i mercati maturi in Europa e Nord America mostrano segni di saturazione sui prezzi medi all'importazione, la capacità di penetrare con successo i canali distributivi di India e Brasile definirà quali player commerciali sapranno governare con profitto la sovrabbondanza dell'offerta globale nei prossimi anni.

 Redazione 

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