Lo scorso anno sono state esportate a livello globale un milione di tonnellate di mirtilli, per un valore complessivo di 6,733 miliardi di dollari USA (circa 6,3 miliardi di Euro), secondo uno studio della società di consulenza peruviana Fluctuante.
Il Perù si è confermato il principale esportatore con una quota del 31% del totale, seguito da Cile, Spagna e Marocco (ciascuno con l’8%) e dagli Stati Uniti (7%).
Il Marocco tra i protagonisti
Il Marocco si è distinto come uno dei Paesi fornitori a più rapida crescita, passando in un solo anno dal settimo al quarto posto e consolidando così la propria posizione tra i primi cinque esportatori mondiali.
Basti pensare che nel 2009 il Paese esportava appena 636 tonnellate di mirtilli, mentre nel 2024 ha raggiunto quota 83.000 tonnellate.
“Questa crescita, con un tasso medio annuo del 43%, riflette il consolidamento di un’industria dinamica e competitiva, capace di valorizzare i propri vantaggi naturali, tecnologici e geografici”, ha dichiarato Fluctuante.
Fattori di sviluppo agricolo
I principali fattori di sviluppo del settore marocchino comprendono condizioni agroclimatiche favorevoli alla coltivazione dei mirtilli: inverni miti ed estati calde e secche che consentono più raccolti all’anno con rese elevate per ettaro.
Inoltre, aree come il Souss e l’Orientale offrono terreni fertili e ben drenati, ideali per produrre piccoli frutti consistenti e dal sapore intenso.
La vicinanza geografica all’Europa accresce la competitività del prodotto marocchino in termini di qualità e costi logistici.
Negli ultimi anni, l’introduzione di tecnologie moderne e l’applicazione di buone pratiche agricole hanno ulteriormente innalzato gli standard produttivi, consentendo al Paese di rispondere con efficacia alla crescente domanda internazionale.
Una strategia a lungo termine
“Ciò che negli anni ’90 era una coltura agli esordi si è trasformato in un’industria organizzata e orientata all’export.
Visione strategica e investimenti continui sono stati determinanti per consolidare il ruolo del Marocco come attore rilevante nel mercato globale dei mirtilli”, ha osservato Fluctuante.
Grazie a questo percorso, il Marocco è riuscito a consolidare la propria presenza nelle principali destinazioni internazionali, diventando uno dei cinque maggiori esportatori mondiali di mirtilli.
Espansione e competitività futura
Il Paese intende mantenere un trend di crescita positivo sia in termini di volumi sia di valore.
L’integrazione di nuove aree produttive, come Dakhla e alcune zone dell’Atlante, consentirà di estendere la stagione di raccolta e di rispondere con maggiore precisione alle finestre di domanda dei diversi mercati esteri.
“Questa espansione territoriale, unita alla continua evoluzione delle pratiche agricole, contribuirà a rafforzare la stabilità dell’offerta marocchina e a migliorarne la competitività rispetto ai principali concorrenti internazionali come Spagna, Cile e Perù”, ha aggiunto la società di consulenza.
Parallelamente, gli esportatori locali stanno adottando un approccio sempre più strategico e professionale, adeguando i propri modelli di business per affrontare la volatilità dei prezzi e sviluppando legami più diretti con i mercati di destinazione.
“Se questa tendenza proseguirà, il Marocco non solo consoliderà la propria presenza in Europa, ma sarà in grado di accedere con maggiore forza a nuove destinazioni come Asia e Medio Oriente, rafforzando ulteriormente la sua posizione nella catena di fornitura globale dei mirtilli nei prossimi anni”, ha concluso Fluctuante.
Fonte: Fruitnet