I cambiamenti climatici e l’evoluzione delle esigenze del mercato rendono la scelta varietale un fattore di successo sempre più determinante nella frutticoltura. Dal 2022 il gruppo di lavoro Piccoli Frutti, Drupacee e Frutta a Guscio del Centro di Sperimentazione Laimburg studia il potenziale di diverse varietà di ciliegio dolce e di mirtillo, con l’obiettivo di fornire indicazioni operative alle aziende agricole del territorio.
In occasione della visita guidata ai campi sperimentali, in programma il 23 giugno 2026, il team di ricerca ha presentato i risultati più recenti delle prove varietali. Durante l’incontro è stato possibile osservare direttamente in campo 53 varietà di mirtillo, provenienti da diversi programmi di miglioramento genetico internazionali.
Tra le varietà testate ci sono Duke, Spartan, Huron, Katahdin, Titanium, Draper, Valor, Top Shelf, Peachy Blue, Blue Ribbon, Berkeley, Bluecrop, Osorno, Megas Blue, Legacy, Calypso, Elisabeth, Darrow, Brigitta Blue, Liberty, Lunablue, Elliot, Cargo, Aurora, Last Call.
“I primi risultati mostrano che le varietà più recenti superano in molti aspetti quelle tradizionali, distinguendosi per rese più elevate, qualità dei frutti e facilità di raccolta”, spiega Victor Mari-Almirall del gruppo di lavoro Piccoli Frutti, Drupacee e Frutta a Guscio del Centro di Sperimentazione Laimburg. “Inoltre, mostrano una maggiore resistenza ai periodi secchi e alle estati calde degli ultimi anni.”

Ricerca applicata per le aziende del territorio
Il Centro di Sperimentazione Laimburg porta avanti una ricerca fortemente applicata, guidata dagli input di oltre 100 stakeholder locali, con più di 30 progetti recenti dedicati a ciliegio e mirtillo.
Una delle sfide strategiche principali riguarda l’integrazione di queste colture nei terreni di fondovalle, in affiancamento alla coltivazione del melo. L’obiettivo è individuare varietà capaci di inserirsi nei calendari aziendali senza entrare in competizione con le principali operazioni colturali del meleto.
Selezionando varietà che maturano nel periodo di pausa delle lavorazioni del melo, ad esempio dopo il diradamento, le aziende agricole possono allungare la stagione d’impiego della manodopera stagionale, ottimizzando le risorse interne e garantendo maggiore continuità lavorativa agli operai.

Mirtillo: un campo sperimentale con oltre 50 varietà
La ricerca sul mirtillo condotta a Laimburg è pensata in particolare per le piccole aziende familiari tipiche del territorio. Il campo sperimentale, messo a dimora nel 2022 e giunto al primo vero anno di raccolta commerciale nel 2024, ospita circa 50 varietà.
Oltre al tradizionale Vaccinium corymbosum, sono in valutazione anche genetiche diverse, come il Vaccinium virgatum — noto anche come Rabbit-eye — con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di migliorare qualità del frutto, adattabilità agronomica e resilienza produttiva.
Integrazione aziendale e gestione della manodopera
Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione è la possibilità di coltivare il mirtillo nei fondovalle, affiancandolo al melo. Alcune varietà di mirtillo maturano infatti in una finestra temporale in cui il meleto richiede meno interventi, in particolare verso la fine delle operazioni di diradamento.
Questo incastro permette alle aziende di prolungare il periodo di impiego degli operai stagionali, una risorsa sempre più difficile da reperire. Per le piccole aziende, inoltre, la scelta della varietà può essere calibrata anche in funzione dei flussi turistici o dell’organizzazione familiare, con l’obiettivo di massimizzare la redditività della vendita diretta.

Resilienza climatica, dormienza e gelate tardive
Un mirtilleto deve rimanere produttivo per 15-20 anni. Per questo motivo la resilienza climatica è uno degli elementi centrali della valutazione varietale.
I ricercatori hanno evidenziato in particolare la criticità degli autunni caldi. Anche quando le temperature notturne sono basse, giornate con 15-20°C mantengono la pianta fotosinteticamente attiva, ritardando l’entrata in dormienza. In alcuni casi questo fenomeno può provocare fioriture autunnali, con un consumo anomalo delle riserve nutrizionali della pianta e possibili effetti negativi sulla qualità e sulla quantità del raccolto dell’anno successivo.
Un altro parametro decisivo è la finestra di fioritura. Anche una differenza di una sola settimana tra una varietà e l’altra può incidere in modo significativo sulla capacità di evitare o tollerare le gelate tardive.
La fertirrigazione rientra in questa strategia di gestione: per favorire la dormienza, ad agosto viene ridotto l’apporto di nutrienti, arrivando a settembre con la distribuzione di sola acqua pulita.
Calibro dei frutti e costi di raccolta
Nel mirtillo la manodopera rappresenta circa il 50% dei costi di produzione. Per questo motivo il calibro dei frutti è un parametro economico oltre che qualitativo.
Poiché il raccoglitore è spesso remunerato a peso, la presenza di frutti di grande pezzatura aumenta l’efficienza della raccolta: raccogliere frutti da 3 grammi può dimezzare il tempo necessario rispetto a frutti da 1,5 grammi. Il calibro minimo di riferimento per garantire una buona resa di raccolta è indicato in 18 millimetri di diametro.
In campo viene utilizzato uno strumento specifico che consente di cernire e valutare rapidamente la distribuzione dei calibri appena raccolti, fornendo ai ricercatori dati utili per confrontare le diverse varietà.

Raccolta semimeccanica come risposta alle emergenze climatiche
Sono inoltre in corso prove di raccolta semimeccanica con scuotitori su varietà caratterizzate da uno stacco del frutto particolarmente facile, come Liberty.
L’obiettivo non è necessariamente sostituire la raccolta manuale, ma valutare se la macchina possa diventare uno strumento utile per svuotare rapidamente le piante in situazioni di emergenza, ad esempio prima dell’arrivo di ondate di calore estreme con temperature fino a 35°C. In questi casi, la tempestività della raccolta può fare la differenza tra salvare o perdere il prodotto.

Qualità nutraceutica e contenuto di antociani
Accanto alle analisi tradizionali su zuccheri, acidità e durezza — quest’ultima misurata anche tramite Durofel — il Centro Laimburg collabora con altri centri di ricerca per misurare il contenuto di antociani.
L’obiettivo è selezionare varietà con elevata attività antiossidante, trasformando il profilo nutraceutico del mirtillo in un elemento di differenziazione. In un mercato sempre più attento al valore salutistico percepito dei piccoli frutti, questo aspetto può diventare anche un importante strumento di marketing.
Shelf-life: una nuova metodologia di valutazione
La conservabilità dopo lo stoccaggio è un altro parametro chiave. Nelle normali vaschette commerciali da 250 o 500 grammi, un singolo frutto marcio può contaminare rapidamente gli altri, rendendo difficile capire se il problema derivi dalla reale sensibilità varietale o dall’efficacia dei trattamenti eseguiti in campo, ad esempio con cloruro di calcio.
Per superare questo limite, il team di ricerca ha introdotto l’isolamento dei singoli frutti in speciali vassoi. Questa metodologia permette di valutare la shelf-life in modo più preciso, eliminando il “rumore” generato dal contagio fungino a catena.
I frutti vengono così classificati in categorie distinte: ancora idonei, marci oppure privi di croccantezza. Il risultato è una lettura più accurata della reale conservabilità delle diverse varietà e una base tecnica più solida per orientare le scelte produttive.


