27 ott 2026

Il "caso" Marocco: efficienza record e il sorpasso storico sulla Spagna

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Come un Paese con il 60% degli ettari del Messico riesca a produrre volumi superiori, diventando il nuovo benchmark per la regione EMEA.


Nel panorama ortofrutticolo globale, l'ascesa del Marocco rappresenta uno dei casi di studio più interessanti per efficienza agronomica e rapidità di espansione. Secondo i dati ufficiali dell'IBO Global Blueberry Report 2026, il Paese nordafricano ha compiuto nel 2025 uno storico doppio sorpasso: ha superato la Spagna nei volumi totali prodotti ed è salito al quinto posto assoluto tra i maggiori produttori mondiali di mirtilli, scavalcando anche il Messico.


Il report (294 pagine - inglese) può essere scaricato gratuitamente dal sito dell'IBO.


L'aspetto più sorprendente di questo primato risiede nella straordinaria resa del sistema produttivo marocchino: con 6.800 ettari coltivati — pari a circa il 60% della superficie agricola del Messico (10.800 ettari) — il Marocco ha generato una produzione complessiva di oltre 84.900 tonnellate, dimostrando una produttività e una competitività commerciale da vero e proprio benchmark internazionale.

I numeri del sorpasso sulla Spagna e la corsa nel Mediterraneo

Nel bacino del Mediterraneo (che comprende la macro-regione del Sud Europa e del Nord Africa), Marocco e Spagna sono da anni i due colossi di riferimento . Tuttavia, la campagna 2025 ha decretato un chiaro cambio di guardia ai vertici della classifica produttiva ed esportatrice:

  • Marocco: Nel 2025 ha raggiunto 6.800 ettari piantati, registrando una produzione totale di 84.940 tonnellate (di cui 80.690 tonnellate destinate al mercato fresco) e un volume di esportazioni fresche pari a 82.590 tonnellate.
  • Spagna: Si è attestata a 6.180 ettari piantati, con una produzione totale di 82.700 tonnellate (74.900 tonnellate fresche) e 71.600 tonnellate di export fresco.

Il Marocco ha quindi staccato la Spagna sia per volume complessivo che per capacità di penetrazione sui mercati europei, inviando quote massicce di prodotto verso la Spagna stessa (che opera come hub di smistamento e confezionamento con 43.110 tonnellate importate dal Marocco), il Regno Unito (20.180 t), la Francia (8.250 t), la Norvegia (3.040 t) e i Paesi Bassi (2.310 t).

Guardando al futuro, le proiezioni IBO al 2029 per la sub-regione del Sud Europa e Nord Africa (destinata a superare le 279.000 tonnellate) mostrano un divario destinato ad ampliarsi: la produzione marocchina crescerà di quasi il 70% rispetto ai livelli attuali, mentre quella spagnola avanzerà a ritmi molto più moderati verso le 96.000 tonnellate.

Mirtilli premium del Marocco in offerta da Lulu Hypermarkets (EAU)

L'equazione dell'efficienza: Marocco vs Messico

Il confronto con il modello messicano evidenzia chiaramente la natura "ad altissima intensità e tecnologia" del settore marocchino:

Indicatore (Dati IBO 2025)MaroccoMessico
Ettari coltivati6.800 ha10.800 ha
Produzione totale84,94 mila t77,95 mila t
Produzione fresco80,69 mila t76,43 mila t
Export fresco82,59 mila t76,46 mila t

Com'è possibile che il Marocco, disponendo di quasi 4.000 ettari in meno rispetto al Messico, riesca a produrre ed esportare volumi superiori di mirtillo fresco? La risposta risiede nella convergenza di tre fattori chiave: elevate rese agronomiche per ettaro, diffusione capillare della coltivazione fuori suolo su substrato e una precisa strategia orientata alla qualità.

Genetica premium, calibro "Jumbo" e continuità stagionale

L'industria del mirtillo in Marocco si caratterizza per una rigida selezione varietale. I produttori locali mostrano una marcata avversione non solo per le vecchie varietà libere, ma persino per cultivar introdotte solo quattro o cinque anni fa che non garantiscono gli standard richiesti dai buyer internazionali.

Le caratteristiche distintive del mirtillo marocchino includono:

  • Dimensione e consistenza: Il mercato riconosce al Marocco il ruolo di fornitore di riferimento per frutti di calibro "Jumbo", elevata consistenza (firmness) e profilo organolettico superiore.
  • Finestra commerciale estesa: La geografia del Paese consente di avviare la stagione già ad ottobre con le raccolte ultra-precoci nella regione di Dakhla, nel profondo sud, per poi proseguire durante l'inverno e la primavera con i grandi bacini produttivi del nord (Kenitra, Larache e Souss-Massa), garantendo continuità fino a maggio.
  • Vicinanza strategica: La prossimità geografica rispetto all'Europa occidentale permette di ridurre i tempi e i costi di trasporto marittimo e stradale rispetto ai concorrenti d'oltreoceano.

Il nuovo benchmark per la regione EMEA

Nella macro-regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), proiettata a superare le 607.000 tonnellate entro il 2029, il Marocco è quindi diventato il vero modello produttivo da emulare. Dopo aver messo a segno un incremento delle esportazioni del 27% in un solo anno, il Paese si proietta a insidiare da vicino persino la quarta posizione mondiale occupata dal Cile.

Per la grande distribuzione e i buyer europei, il mirtillo marocchino non costituisce più soltanto una finestra d'integrazione stagionale per coprire i mesi invernali, ma un pilastro strutturale dell'offerta, capace di fissare nuovi standard per la categoria sia in termini di volume che di valore.

 Redazione 

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