L’ultimo rapporto Global Blueberry Industry 2025 dell’International Blueberry Organization è stato presentato ieri 27 agosto 2026.
Nel webinar, a cui hanno partecipato oltre 500 operatori da tutto il mondo, è stata evidenziata una crescita senza precedenti che ha visto raddoppiare le piantagioni e triplicare i volumi in un decennio. Gli esperti analizzano come la qualità superiore stia diventando lo standard di mercato, creando un divario netto tra i prodotti premium e quelli considerati commodity.
Il report (294 pagine - inglese) può essere scaricato gratuitamente dal sito dell'IBO.
Nonostante l'incertezza causata dal fenomeno El Niño e dalle sfide climatiche, il settore continua a espandersi grazie a massicci investimenti in innovazione tecnologica e genetica. La produzione si sta globalizzando rapidamente, con la Cina e il Perù che guidano l'offerta mentre il consumo fresco domina la domanda mondiale. Il rapporto conclude che l'efficienza operativa e l'adozione di nuove tecnologie saranno determinanti per mantenere la redditività futura del settore.
Mario Sta, presidente dell'IBO, identifica cinque fattori commerciali e di business chiave che riflettono un contesto di crescente incertezza e complessità per il settore globale dei mirtilli:
- Crescita dei consumi e espansione del mercato: Il settore globale dei mirtilli sta dimostrando di muoversi nella direzione corretta, come evidenziato dalla costante crescita dei consumi, dall'espansione dei mercati e dall'aumento dei volumi complessivi. Inoltre, il valore e i prezzi mantengono una stabilità generale in rapporto alla crescita dei volumi, garantendo un buon equilibrio economico.
- Strategie di segmentazione efficaci: I programmi di segmentazione del mercato stanno funzionando e dimostrano il loro valore sia per i produttori che per i consumatori, in particolare quando applicati alle specificità e alle dinamiche dei diversi paesi.
- Esecuzione, efficienza e gestione dei costi: L'esecuzione è fondamentale, poiché la mancata costanza nella fornitura del prodotto compromette seriamente il business. È diventato vitale mantenere l'equilibrio tra domanda e offerta e ottimizzare l'efficienza operativa per contrastare l'aumento dei costi, aggravato in alcune nazioni da un'inflazione superiore al 10%.
- Sviluppo di nuovi mercati: C'è una chiara necessità di espandere i volumi verso mercati emergenti (come Brasile e India) o sviluppare forti mercati interni (ad esempio la Colombia, dove il 95% del prodotto viene consumato localmente), specialmente in uno scenario in cui attori importanti come la Cina stanno iniziando a esportare.
- Protezione della proprietà intellettuale (IP): Poiché lo sviluppo del settore è strettamente legato alla genetica e all'innovazione varietale, la tutela della proprietà intellettuale rimane un pilastro imprescindibile per preservare il valore del business nel lungo termine.
A integrazione di questi aspetti prettamente commerciali, vengono evidenziati anche quattro fattori ambientali e normativi critici che impattano direttamente sulla sostenibilità e la redditività del settore:
- Impatto climatico: Le anomalie meteorologiche (come quelle registrate di recente in Europa e Marocco) hanno un impatto concreto e severo sulla produzione di molte regioni.
- Reperibilità della manodopera: L'accesso alla forza lavoro e la sua disponibilità rappresentano una sfida persistente che richiede lo sviluppo di strategie congiunte a livello di settore.
- Risorse idriche: L'acqua è un elemento critico che condiziona la redditività e la sopravvivenza stessa delle coltivazioni in molte aree del mondo.
- Regolamentazioni e commercio: Le normative e le politiche commerciali globali sono determinanti per garantire un commercio equo e libero, essenziale per una coltura ormai globalizzata.

I dati presentati nel webinar dell'IBO evidenziano una profonda globalizzazione del mercato dei mirtilli, che sta vivendo un vero e proprio cambiamento strutturale con lo spostamento del baricentro produttivo dalle sole Americhe a uno scenario mondiale ampiamente distribuito. Entro il 2029, si stima che la produzione globale coltivata raggiungerà circa 3,4 milioni di tonnellate.
La crescita nei prossimi anni sarà guidata principalmente da tre colossi geografici e da una serie di promettenti mercati emergenti:
1. Cina (Asia-Pacifico)
L'Asia-Pacifico guiderà la corsa globale con la crescita più rapida in assoluto, registrando un incremento stimato di circa il 60% entro il 2029. Questa espansione è quasi interamente una "storia cinese". La Cina ha ormai superato i 100.000 ettari coltivati (il doppio rispetto agli Stati Uniti) ed è saldamente il primo produttore mondiale di mirtilli.
2. Perù (Americhe)
Sebbene la quota complessiva delle Americhe sulla produzione globale stia scendendo sotto il 50%, il Perù rimane il motore che sostiene la crescita della regione. Ha superato gli Stati Uniti diventando il secondo produttore di mirtilli freschi al mondo dopo la Cina e si prevede che continuerà a rappresentare tra un terzo e la metà di tutte le spedizioni transfrontaliere globali di mirtilli freschi nei prossimi anni.
3. Marocco (EMEA)
Nella macro-regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), proiettata a crescere del 40% entro il 2029, il Marocco rappresenta il caso di successo più dirompente. Ha superato la Spagna per ettari piantati e, pur disponendo di circa il 60% degli ettari del Messico, è già riuscito a superarlo in termini di volume produttivo complessivo..

Nuovi produttori e mercati emergenti da monitorare:
- Colombia, Ecuador, Zimbabwe e Romania: Sono i paesi in cui i produttori mostrano il livello più alto di ottimismo ed entusiasmo commerciale (misurato tramite il Net Promoter Score). La Colombia, in particolare, si distingue per un mercato interno eccezionalmente sano che consuma localmente il 95% della produzione nazionale.
- Brasile e India: Sono identificati come i mercati emergenti chiave verso cui indirizzare l'espansione dei volumi commerciali nei prossimi anni.
- Turchia: Sta vivendo una crescita importante, potendo contare su un robusto consumo interno e una posizione geografica strategica per servire il Medio Oriente e l'area del Mar Nero.
L'Asia-Pacifico guiderà l'espansione globale con una crescita del 60% entro il 2029, portando il proprio volume a circa 1,22 milioni di tonnellate e arrivando quasi a pareggiare la produzione delle Americhe.
Dettagli e dinamiche della crescita regionale:
- Americhe: Nel 2025 hanno rappresentato poco meno della metà della produzione globale (circa 1,10 milioni di tonnellate). Entro il 2029 si stima una crescita più contenuta, pari a circa un terzo (+33%), che porterà il volume a 1,46 milioni di tonnellate.
- Asia-Pacifico: Nel 2025 ha generato circa un terzo del volume mondiale (pari a 0,76 milioni di tonnellate). Grazie alla spinta travolgente della Cina, questa regione registrerà l'incremento più rapido in assoluto (+60%), raggiungendo 1,22 milioni di tonnellate nel 2029 e riducendo drasticamente il divario storico con le Americhe.
- EMIA (Europa, Medio Oriente e Africa): Partendo da una quota di poco inferiore a un quinto del totale nel 2025 (circa 0,44 milioni di tonnellate), la regione crescerà del 40%, salendo a 0,62 milioni di tonnellate entro il 2029.
In totale, la produzione mondiale di mirtilli coltivati passerà dai 2,3 milioni di tonnellate del 2025 a circa 3,4 milioni di tonnellate nel 2029, segnando un incremento complessivo di oltre un milione di tonnellate in soli quattro anni.
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