27 lug 2026

Fall Creek punta sull'Italia per lamponi e more

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Fall Creek® è storicamente identificata soprattutto con il mirtillo. Con l’acquisizione di Berrytech e Berryplant, i Rubus entrano ora in modo più esplicito nel perimetro strategico del gruppo.

In questa intervista esclusiva Burgert van Dyk, direttore di Fall Creek Italia, analizza per Italian Berry gli aspetti principali di questo nuovo indirizzo del breeder globale.

La strategia di Fall Creek® per lamponi e more

Qual è la visione di Fall Creek® per more e lamponi nei prossimi anni?

«Fall Creek® intende offrire ai produttori di Rubus lo stesso elevato livello di innovazione e assistenza che ha sempre garantito, e continuerà a garantire, nel settore del mirtillo. Il nostro obiettivo non è cambiato: essere al servizio dei produttori di piccoli frutti di tutto il mondo e contribuire allo sviluppo del comparto.

Attraverso genetiche di livello internazionale, piante di alta qualità, competenze tecniche e una conoscenza approfondita dei mercati globali, vogliamo aiutare i produttori a massimizzare i propri risultati, lavorando insieme per costruire “A World With Better Berries”, un mondo con piccoli frutti migliori.»

Quali caratteristiche hanno reso Berrytech e Berryplant particolarmente interessanti per Fall Creek®: il patrimonio genetico, le competenze tecniche, la posizione geografica, la rete produttiva o una combinazione di questi fattori?

«Le risorse genetiche di alto livello e le profonde competenze tecniche sono state tra le principali ragioni alla base della nostra decisione, ma la compatibilità tra le culture aziendali ha avuto un’importanza altrettanto rilevante.

Condividiamo gli stessi valori fondamentali, anche perché entrambe le realtà sono nate da origini semplici. Questo patrimonio comune rende l’operazione un passaggio naturale nel percorso di espansione globale di Fall Creek®.»

Le sinergie tra mirtillo e Rubus

Come saranno integrati i programmi di breeding e propagazione dei Rubus nell’approccio globale di Fall Creek®, già fortemente consolidato nel mirtillo? Sono previste sinergie agronomiche, commerciali o nei servizi ai produttori?

«Faremo leva sulla presenza globale già consolidata di Fall Creek®, integrando le attività laddove ciò possa creare un valore concreto per i produttori. Esistono naturalmente importanti sinergie commerciali e logistiche tra le diverse aree aziendali e intendiamo valorizzarle pienamente.

Tuttavia, poiché lamponi e more presentano esigenze agronomiche specifiche e differenti rispetto al mirtillo, manterremo strategie dedicate a ciascun prodotto, affinché i produttori possano ricevere le competenze più adeguate per ogni coltura.»

Il ruolo dell’Italia nella strategia mediterranea

Quale ruolo avrà l’Italia nei programmi di sviluppo di Fall Creek® per i Rubus? Sarà principalmente una piattaforma di ricerca, un’area di produzione vivaistica, un mercato strategico oppure un hub al servizio dell’Europa e dell’area mediterranea?

«Fall Creek Italia avrà un ruolo centrale nella nostra strategia di sviluppo dei Rubus nell’area mediterranea e oltre. L’Italia rappresenta un punto di riferimento fondamentale, ma le prove varietali sono già in fase avanzata in diversi mercati internazionali strategici, dove stanno registrando buoni progressi.

Intendiamo mantenere tutte le attività locali esistenti e, parallelamente, ampliare in modo strategico le nostre capacità vivaistiche, di ricerca e distribuzione con la crescita della domanda.»

Come valutate oggi il posizionamento dell’Italia nel settore dei piccoli frutti, da una parte come mercato di consumo e dall’altra come area di produzione di mirtilli, lamponi e more? Quali opportunità e quali limiti strutturali individuate rispetto agli altri Paesi europei?

«L’Italia deve affrontare sfide strutturali simili a quelle di molte altre aree produttive europee. Sul fronte dell’offerta, gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e rendono necessari investimenti significativi nelle strutture di protezione. I costi della manodopera agricola sono in aumento e la disponibilità di lavoratori stagionali è più limitata rispetto alle aree produttive a costo inferiore dell’Europa orientale e del Nord Africa. Nonostante ciò, l’Italia mantiene una posizione solida nel mercato europeo.

Sul fronte dei consumi, la domanda interna di piccoli frutti, percepiti come prodotti salutari, continua a crescere. Dal punto di vista produttivo, gli operatori italiani si distinguono per la capacità di proporre varietà premium di elevata qualità. Grazie alla combinazione tra standard qualitativi elevati e sistemi produttivi moderni, l’Italia rimane una componente essenziale e competitiva della filiera europea dei piccoli frutti.»


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