Lamponi: i consumi aumentano nonostante 1 famiglia su 6 sia insoddisfatta della qualità

Il consumo di lamponi delle famiglie italiane nel periodo luglio 2021 – giugno 2021 ha mostrato una crescita sia a valore che a volume nonostante un grave calo nella penetrazione che ha eroso la base acquirente.

Aumentano quantità e valore

Infatti il totale del fatturato stimato è risultato essere pari a 30,4 milioni di €, che rappresenta un aumento del 4,6% rispetto ai 12 mesi precedenti (29,1 milioni di € nel periodo luglio 2020 – giugno 2021). Nello stesso periodo le quantità sono aumentate infatti dello 0.9%.

Le componenti della crescita della spesa

La crescita della spesa è composta da un aumento del 3,7% nei prezzi medi e da un aumento dello 0,9% nelle quantità acquistate.

Mentre i prezzi medi sono passati da 14,96 €/kg a 15,52 €/kg, le quantità hanno subito un lieve aumento passando da 1944 a 1961 tonnellate nei 12 mesi in esame.

Lamponi premium in vendita da Esselunga il 2/11/2021 a € 15,84/kg, un prezzo superiore del 2% alla media dei prezzi pagati dalle famiglie italiane nel periodo luglio 2021 – giugno 2022.

Quantità +0,9%, ecco i motivi

Le componenti della crescita a volume hanno mostrato andamenti fortemente contrastanti: il numero di famiglie acquirenti ha subito un brusco calo passando da 3,3 milioni a 2,8 milioni in 12 mesi, mentre la quantità acquistata per ogni famiglia è aumentata del 20,5%, passando 0,59 Kg a 0,71 Kg annuali.

Il fattore principale che ha causato il deciso calo delle famiglie acquirenti è stato un grave calo della penetrazione (la % di famiglie che hanno acquistato lamponi almeno una volta nel periodo), passate da 12,7% al 10,7%, con un calo di 2 punti percentuali che corrispondono al 15,7%. Questo significa che una famiglia su 6 ha smesso di comprare lamponi negli ultimi 12 mesi.

Bene gli indicatori delle famiglie acquirenti

Le famiglie che hanno acquistato nel corso del periodo in esame hanno avuto un comportamento decisamente positivo, sono infatti risultati in aumento:

  • il volume per atto di acquisto, passato da 0,18 Kg a 0,20 Kg (+8,3%)
  • la frequenza di acquisto (numero di atti di acquisto in 12 mesi), aumentati dell’11,3% passando da 3,2 a 3,6.
Lamponi in 250g in vendita da Aldi
Il volume per atto di acquisto delle famiglie italiane è pari a 0,2 Kg: nella foto lamponi in 250g venduti da Aldi il 16/11/2021

Di conseguenza risultano positivi anche gli indicatori derivati:

  • spesa per famiglia acquirente, aumentata del 25,0% passando da 8,81 € a 11,02 € nel periodo di 12 mesi
  • spesa per atto di acquisto, passato da 2,73 € a 3,06 €, con un aumento del 12,3%.

Lamponi: gli indicatori di consumo delle famiglie italiane (luglio 21 – giugno 22)

La penetrazione fattore critico

Il crollo della penetrazione ha fatto sparire oltre mezzo milione di famiglie acquirenti. Questo significa che l’aumento degli acquisti a valore avrebbe potuto essere molto migliore del 4,3% registrato: infatti a parità di penetrazione questo valore sarebbe schizzato a oltre 36 milioni, con un aumento del 24%, quasi 6 volte superiore al’incremento effettivo.

Una penetrazione in calo significa una disaffezione netta delle famiglie: sono state più le famiglie ad avere cancellato i consumi di lamponi per un anno intero che non le new entry. L’aumento dei prezzi (+3,7%) è simile a quello registrato dai mirtilli (+3,6%) , che però non hanno avuto un calo della penetrazione.

Non è il prezzo, è la qualità

Se ragionevolmente non si tratta del prezzo, l’ipotesi più probabile da mettere in campo potrebbe essere la qualità. I dati rilevati nei punti vendita della GDO italiana dall’Osservatorio Piccoli Frutti registrano infatti che per i lamponi circa il 30% della merce in esposizione ha qualche tipo di difetto, mentre tale percentuale per i mirtilli è circa pari al 20%.

Confezione di lamponi con difetti gravi in vendita in un punto vendita della GDO italiana il 25 maggio 2022

Le famiglie italiane hanno dimostrato che, mentre gli acquirenti soddisfatti hanno comportamenti di acquisto positivi e in decisa crescita, la disaffezione all’acquisto causata dai problemi di qualità ha avuto conseguenze di grande rilevanza sui consumi, mandando in fumo probabilmente almeno € 6 milioni di fatturato.

Recuperare l’indice di penetrazione diventa ancora più cruciale considerando i comportamenti positivi delle famiglie acquirenti, che indicano un potenziale importante se si saprà soddisfare il consumatore evitando l’esodo registrato negli ultimi 12 mesi.

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