More, è stato un 2021 difficile per i consumi in Italia

Il 2021 è stato un anno difficile per i consumi di more in Italia: secondo dati GfK i consumi hanno visto infatti un calo del 3,1%. Il valore totale delle vendite è passato infatti 9,7 milioni di euro nel 2020 a 9,4 milioni di euro nel 2021.

Questo andamento negativo è stato determinato da due fattori principali: un lieve calo nei prezzi medi, passati da Eur 13,45 (2020) a Eur 13,38 nel 2021 (-0,5%) a cui si è sommato l’effetto di un contemporaneo calo delle quantità, passate in un anno da 724 tonnellate (2020) a 706 tonnellate nel 2021 (-2,5%).

A loro volta, le quantità sono calate per l’effetto combinato di una diminuzione delle famiglie acquirenti da 1,82 milioni a 1,76 milioni (-3,7%), solo parzialmente compensata da un lieve aumento delle quantità acquistate per buyer (0,40 Kg, con una variazione del +1,2%).

Penetrazione

Per le more la penetrazione è ancora molto bassa: nel 2021 solo il 6,7% delle famiglie (cioè una famiglia su 15) ha effettuato almeno un acquisto nel corso del 2021. Questo dato è leggermente in calo rispetto all’anno precedente quando la penetrazione era pari al 7%.

Per le more la penetrazione nelle famiglie italiane è superiore alla media per gli abitanti nel nord-ovest (+71%), di classe socio-economica alta (+40%) o medio-alta (+15%), con famiglie di due componenti (+16%) e di età compresa tra 35 e 44 anni (+27%), residenti in aree metropolitane o periferiche (+36%).

I fattori che influenzano più negativamente la penetrazione sono la residenza in Sud e Sicilia (-66%), la classe socio-economica bassa (-43%), l’età del responsabile di acquisto (-30% per gli oltre 65 anni) e la residenza in aree urbane medio-grandi (-29% per le aree oltre 50.000 abitanti).

Comportamento d’acquisto

Per le more il volume per famiglia nel 2021 è risultato in lieve aumento (+1,2% a 0,40 Kg), mentre le componenti del comportamento d’acquisto hanno mostrato andamenti discordanti. La frequenza infatti è aumentata del 6,6%, portando le occasioni di acquisto da 2,0 a 2,1 nel corso dell’anno, ma questo effetto positivo è stato in parte vanificato da un calo del volume per trip, cioè le quantità acquistate per atto di acquisto, passate tra 2020 e 2021 da 0,20 Kg a 0,19 kg (-5,2%).

Spesa

Ha mostrato un segno negativo anche la spesa media per atto di acquisto, passata da Eur 2,72 a Eur 2,56 (-5,7%); la spesa media per buyer invece ha registrato un lieve aumento passando da Eur 5,34 a Eur 5,38 nel 2021 (-0,6%). Questo è simile al dato dell’anno precedente (Eur 5,34) contro una crescita media della categoria dei piccoli frutti senza fragole pari al 10,0%. Nel 2021 si è registrata una diminuzione della spesa per atto di acquisto, passata in un anno da Eur 2.72 a Eur 2,56 (-5,7%).

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Risultano superiori alla media gli acquisti in volume per buyer per gli abitanti del Centro Italia + Sardegna (+30%), con età del responsabile d’acquisto tra 45 e 54 anni (+11%) e oltre 65 anni (+12%), con un 2 componenti (+6%).


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