Vaccino e Vaccinium: il filo rosso tra salute e natura

In questo periodo il vaccino per il Covid-19 è protagonista sulle prime pagine dei giornali: questo termine ha una qualche correlazione con Vaccinium, termine ricorrente quando parliamo di alcuni piccoli frutti?

L’enciclopedia Treccani riporta la seguente definizione:

vaccìnio s. m. [lat. scient. Vaccinium, dal lat. class. vaccinium, nome di pianta non bene identificata]. – Genere di piante ericacee con numerose specie distribuite nell’emisfero boreale e sui monti delle zone tropicali; le poche specie presenti in Italia, [sono] note con il nome di mirtillo [...]

In particolare nell’esperienza quotidiana in Italia, possiamo imbatterci principalmente in tre tipologie di Vaccinium:

Vaccinium mirtyllus, comunemente noto come mirtillo selvatico, che cresce spontaneo in boschi (in prevalenza di abete rosso), brughiere, cespuglieti, pascoli subalpini dell’Italia settentrionale e centrale.

Vaccinium_myrtillus_3.jpg
Vaccinium myrtillus (foto Acta Plantarum)

Vaccinium corymbosum, o mirtillo gigante americano, che viene prodotto in tutto il mondo e consumato quotidianamente da milioni di consumatori: per intenderci è il mirtillo che si trova comunemente in vendita nei supermercati.

Vaccinium corymbosum, o mirtillo gigante americano

Vaccinium vitis-idea, il mirtillo rosso selvatico, utilizzato principalmente per preparare una confettura dal caratteristico sapore asprigno. Da non confondere con il più famoso cranberry americano.

Vaccinium vitis-idea

Cosa hanno a che fare queste piante con il vaccino? Treccani riporta questa definizione di vaccino:

vaccino - preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria). 

Dal punto di vista etimologico qualche fonte riporta un’origine comune tra i due termini “vaccino” e “Vaccinium“, che viene fatta risalire alla vacca.

Infatti il termine “vaccino” deriva dal latino “vacca”. Venne coniato dal medico britannico Edward Jenner, che nel 1796 lo utilizzò la prima volta per indicare il materiale ottenuto dai bovini ammalati di vaiolo bovino, che negli esseri umani causa solo una lieve infezione e fornisce un’immunità al vaiolo umano.

Edward Jenner, padre del vaccino contro il vaiolo

Il termine Vaccinium, proprio invece del mirtillo, viene fatto risalire da alcuni autori al fatto che si tratta di una pianta particolarmente ricercata dalle vacche al pascolo.

Se il mirtillo è gradito alle vacche, per l’uomo è addirittura considerato un superfood per le sue straordinarie proprietà salutistiche e nutrizionali, collegate principalmente alla presenza di antociani (flavonoidi) e vitamina C.

Quindi mentre il vaccino deriva da una malattia delle vacche e guarisce l’uomo, il Vaccinium è cibo gradito alle vacche di montagna e alimento di particolare utilità nell’alimentazione umana. Questo filo rosso che unisce, nel segno della salute, la possibilità di non contrarre gravi malattie a una famiglia di deliziosi frutti oggi non può passare inosservato.

Questo legame ci parla dell’uomo, del suo collegamento con la natura e della possibilità di trovare benessere e salute negli elementi e nei meccanismi che regolano la vita sulla Terra. E ci ricorda che la salute si costruisce giorno per giorno, con un’alimentazione sana e uno stile di vita corretto.

E i mirtilli, assieme agli altri piccoli frutti, sono un tassello importante di questo schema: ne costituiscono il lato piacevole, gourmet, giocoso, gustoso, attraente alla vista e al palato.

Quindi domani, mentre camminiamo tra le corsie del supermercato, possiamo prenderci cura del nostro corpo e della nostra salute proprio iniziando dalla lista della spesa.

E il 2021, proclamato Anno Internazionale della Frutta e della Verdura, può essere un ottimo punto di partenza per “promuovere diete e stili di vita sani, diversificati ed equilibrati”: in fondo bastano 80g di mirtillo al giorno per avere un impatto significativo sul nostro benessere.

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