i Piccoli di Spreafico e la sfida del 100% italiano

Spreafico, primaria azienda del panorama ortofrutticolo che nel 2019 ha fatturato € 350 milioni, lanciava nel febbraio 2020 il brand “i Piccoli”. In meno di un anno, nonostante le impreviste dinamiche di mercato causate dall’erompere del Covid-19, il marchio sta conquistando spazi sugli scaffali della distribuzione italiana.

Spreafico ha dichiarato a Italian Berry che i Piccoli è “un progetto di category management che vuole rispondere alle esigenze del «consumatore tipo», individuate in seguito ad approfonditi studi di mercato“.

Uno degli obiettivi dichiarati del progetto è “offrire e valorizzare sempre di più il prodotto italiano” e a questo riguardo Spreafico “ha deciso di adottare una strategia per potenziarne la produzione”.

Si tratta di una sfida ambiziosa, visto che i margini di differenziazione sul mercato italiano sono ancora ridotti a causa della gestione poco evoluta della categoria. Tuttavia secondo Spreafico

clienti e consumatori hanno dimostrato una crescente predilezione per la frutta – in particolare i frutti rossi – di origine italiana.

Spreafico ha affermato che l’orientamento del consumatore italiano verso la produzione nazionale si realizza grazie al fatto che la frutta italiana “è più controllata e, quindi, migliore in quanto a salubrità, controllo dei trattamenti – sia pre che post raccolta –, selezione e sostenibilità”.

Al momento, Spreafico dichiara di poter garantire “lampone italiano per tutto l’anno, grazie alla collaborazione con agricoltori distribuiti in varie aree del Paese, da Nord a Sud. Anche la fragola italiana è nell’assortimento dell’azienda per 12 mesi all’anno, mentre il ribes non pone particolari criticità grazie al suo lungo periodo di conservazione”.

Lamponi 100% italiani in vendita da Carrefour nel brand “i Piccoli” (26/12/2020)

Quindi per ora sono more e mirtilli a rappresentare “la sfida maggiore nella strategia di Spreafico”, che riesce ad approvvigionarsi di prodotto italiano solo in un periodo che va da aprile a novembre. Proprio per questo motivo, l’azienda ha dichiarato di “scommettere sulla ricerca e lo sviluppo di nuove varietà insieme agli agricoltori con cui collabora, che permetteranno di estenderne il periodo di raccolta e avvicinarsi all’obiettivo di vendere prodotto italiano per tutto l’anno.”

L’innovazione varietale dovrà quindi costituire il principale strumento per coprire i ritardi della produzione italiana, che spesso risulta penalizzata rispetto alla concorrenza straniera contemporaneamente sotto vari fattori: prezzo, qualità, gusto, disponibilità, stagionalità.

Secondo Spreafico la domanda in Italia

è sempre più alla ricerca di varietà specifiche succose, croccanti e saporite, secondo i gusti degli italiani

e quindi la sfida di puntare sulle produzioni si potrà vincere solo ponendo “un’attenzione particolare al gusto del consumatore moderno, che è diventato più selettivo, consapevole, attento all’origine del prodotto e alla sua sostenibilità.”

I consumatori di oggi ricercano il benessere e la qualità e sono sempre più disposti a riconoscerne il valore.

La strategia di Spreafico “mira a creare un vantaggio competitivo nella produzione e nel commercio dei piccoli frutti” tramite al potenziamento della “filiera integrata nel nostro Paese”. Questo programma potrebbe rappresentare un tassello importante nel percorso di crescita del settore dei piccoli frutti in Italia, sulla scia di altri paesi produttori come Polonia e Spagna che stanno rapidamente aumentando il consumo interno proprio valorizzando la produzione nazionale.

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