Il prodotto all’origine è sceso fino a 100 UAH/kg, favorendo la crescita dei consumi. Ma varietà medie e tardive registrano forti perdite e, in alcune aree, produzioni quasi azzerate.
La stagione 2026 del mirtillo in Ucraina presenta una situazione apparentemente contraddittoria: mentre i prezzi sono scesi su livelli particolarmente accessibili per i consumatori, numerosi produttori segnalano rese insoddisfacenti, soprattutto per le varietà a maturazione media e tardiva.
La raccolta è ancora in corso e dovrebbe proseguire indicativamente fino alla fine di agosto. A tracciare il quadro della campagna è Taras Bashtannyk, presidente dell’Ukrainian Horticultural Association (UHA), intervistato dalla testata specializzata EastFruit.
Prezzi all’origine intorno a 100 UAH/kg
Uno degli elementi più rilevanti della stagione è rappresentato dal forte calo dei prezzi sul mercato interno. Nei periodi di massima disponibilità, le quotazioni all’ingrosso direttamente presso le aziende agricole sono scese fino a circa 100 UAH/kg, mentre nei punti vendita al dettaglio si sono generalmente attestate intorno a 200 UAH/kg.
Per le famiglie ucraine il mirtillo sta quindi passando dalla condizione di prodotto relativamente costoso e di nicchia a quella di referenza acquistata da una platea sempre più ampia.
«Il mirtillo è diventato un prodotto di largo consumo perché l’offerta sta aumentando e piace ai consumatori. In questo caso crescono sia la domanda sia l’offerta e mi aspetto che i consumi continuino a espandersi», ha dichiarato Bashtannyk.
Secondo il presidente dell’associazione, tuttavia, i prezzi contenuti registrati nel 2026 non indicano necessariamente un peggioramento strutturale delle prospettive del settore. Le aziende più efficienti e tecnologicamente avanzate continuano infatti a rivolgersi sia al mercato nazionale sia all’export, che rimane fondamentale per difendere la redditività.
Varietà medie e tardive maggiormente colpite
La buona disponibilità di mirtilli sugli scaffali dei supermercati non riflette l’effettivo andamento della produzione. In molte aree del Paese le aziende segnalano infatti rese fisiche molto basse, con differenze legate alla zona, al microclima, alle varietà coltivate e alle tecniche produttive adottate.
Le difficoltà più gravi interessano le cultivar a maturazione media e tardiva. «Le rese di quest’anno sono effettivamente scarse. Le varietà medie e tardive hanno sofferto maggiormente. In alcune zone la produzione delle varietà di media stagione è praticamente pari a zero: semplicemente non ci sono frutti», ha spiegato Bashtannyk.
Tra le principali cause delle perdite figurano le gelate primaverili, che hanno compromesso la produzione in diversi areali. La stagione evidenzia ancora una volta la crescente importanza della gestione dei rischi climatici, attraverso un’adeguata scelta varietale, la diversificazione delle epoche di maturazione e gli investimenti nei sistemi di protezione antigelo.
Prezzi bassi al consumo, ma costi produttivi elevati
La situazione genera un netto contrasto tra consumatori e produttori. I primi possono acquistare mirtilli a prezzi tra i più accessibili degli ultimi anni, mentre le aziende devono affrontare contemporaneamente rese ridotte e costi operativi elevati.
La manodopera continua a rappresentare una delle voci più rilevanti, perché raccolta, selezione e confezionamento dipendono ancora in larga misura dal lavoro manuale.
La redditività non è quindi determinata soltanto dalla quantità complessivamente raccolta, ma anche dalla percentuale di prodotto commercializzabile, dalla qualità dei frutti, dall’efficienza produttiva e dalla possibilità di accedere ai canali retail ed export con maggiore valore aggiunto.
La coltivazione in contenitore resta una nicchia
Alcuni produttori ucraini stanno sperimentando anche la coltivazione del mirtillo in contenitori e substrati, in alcuni casi all’interno di tunnel.
Questi sistemi consentono un controllo più preciso della nutrizione, dell’acidità del substrato e dell’irrigazione, ma richiedono investimenti iniziali superiori e una gestione agronomica più sofisticata.
Secondo Bashtannyk, nel prossimo futuro la produzione in contenitore difficilmente diventerà il modello dominante in Ucraina. «Rimane un sistema di produzione di nicchia e relativamente esclusivo. Tunnel e substrati offrono vantaggi, ma non sono né economici né semplici. La questione principale è capire se i maggiori costi produttivi possano essere giustificati dal prezzo finale di vendita», ha osservato.
La carenza di manodopera limita la crescita
Alle difficoltà climatiche e alla pressione sui prezzi si aggiunge la carenza strutturale di lavoratori stagionali. Il problema risulta particolarmente rilevante per il mirtillo, la cui raccolta richiede un impiego intensivo di manodopera e deve essere completata in finestre temporali relativamente ristrette.
Bashtannyk ha sottolineato che la scarsità di personale interessa ormai quasi tutti i comparti ortofrutticoli ucraini e potrebbe diventare uno dei principali fattori capaci di frenare l’ulteriore espansione delle coltivazioni professionali di piccoli frutti.
Il settore ucraino entra in una fase più matura
La campagna 2026 indica che il mercato ucraino del mirtillo sta entrando progressivamente in una fase di maggiore maturità. L’aumento dell’offerta nazionale e la riduzione dei prezzi stanno ampliando il consumo e rendendo il prodotto più familiare alle famiglie.
Parallelamente, rese instabili, eventi meteorologici estremi, carenza di manodopera e crescente concorrenza esercitano una pressione sempre maggiore sulle aziende.
La competitività futura del settore dipenderà quindi meno dalla semplice espansione delle superfici e sempre più dalla stabilità delle rese, dalla scelta varietale, dal contenimento dei costi, dalla gestione post-raccolta, dalla qualità dei frutti e dall’accesso ai mercati internazionali.
Fonte: elaborazione Italian Berry su informazioni pubblicate da EastFruit.

