06 ott 2023

Le esportazioni di mirtilli freschi dal Cile raggiungeranno le 82 mila tonnellate in questa stagione 2023-2024

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L'industria concentrerà le sue esportazioni sulle varietà con migliori prestazioni. Ad oggi, le piogge e altri fenomeni climatici non mostrano effetti negativi di grande entità nel settore. Mentre è ancora troppo presto per prevedere l'eventuale impatto del fenomeno El Niño durante la stagione.

Il Comitato dei Mirtilli del Cile - Asoex, in collaborazione con iQonsulting, ha reso nota la prima stima delle esportazioni di mirtilli freschi cileni per la stagione 2023-2024. La proiezione mostra una diminuzione del 6% rispetto all'anno precedente, mentre si prevede una crescita del 10% nelle spedizioni di mirtilli congelati.

Queste proiezioni si basano su una base produttiva che sta cambiando rapidamente, con un'estensione coltivata quest'anno di 18.071 ettari, il che rappresenta una superficie inferiore del 2% rispetto al 2022. "Questo calo è dovuto a varietà più vecchie con una minore produttività e durata post-raccolta, delle quali sono state sradicate 1.164 ettari, e alla piantumazione di 607 ettari di nuove varietà", ha sottolineato Andrés Armstrong, direttore esecutivo del Comitato dei Mirtilli.

Inoltre, Armstrong ha aggiunto che "gli ettari delle nuove varietà al momento superano il 20% della superficie coltivata e dovrebbero mostrare aumenti di produzione più significativi nelle stagioni future".

D'altra parte, Armstrong ha dichiarato che per quanto riguarda le varietà che hanno una buona produttività ma che mostrano debolezza nella post-raccolta, vengono indirizzate in misura maggiore verso il mercato dei prodotti congelati. "È un'alternativa che, gestita a questo scopo, è interessante per i produttori", ha osservato.

Strategia: nuove varietà e gestione più efficiente

Il direttore esecutivo del Comitato ha spiegato che la strategia adottata dal Comitato dei Mirtilli e dalle sue aziende associate mira a rinnovare le varietà e a creare metodi di produzione e servizi logistici più efficienti, al fine di garantire una costante qualità nei mercati, oltre che costi competitivi.

"Non stiamo speculando su ciò che potrebbe accadere con l'offerta peruviana a dicembre e gennaio. Abbiamo un'opportunità unica per dimostrare ai nostri clienti di poter essere un fornitore indispensabile e affidabile, e i nostri esportatori associati stanno lavorando su questo obiettivo.

Pensare che potrebbe esserci un'opportunità di continuare a esportare frutta che non ha la qualità richiesta e attesa dal mercato ci sembra un modo per mettere a rischio il futuro della nostra industria. I paesi concorrenti con il Cile, non solo il Perù, continueranno ad aumentare la produzione nei prossimi anni. C'è una domanda per questa crescita, ma solo per la frutta che soddisfa gli standard di mercato attuali", ha sottolineato il rappresentante dei mirtilli ciliani.

Infine, per quanto riguarda la previsione di eventuali impatti legati a El Niño, Andrés Armstrong ha spiegato: "È ancora troppo presto per sapere quale impatto avrà questo fenomeno climatico sulla nostra produzione e sui periodi di raccolta. Finora, le intense piogge nelle regioni con estese coltivazioni di mirtilli sono avvenute prima della fioritura e non hanno avuto un impatto significativo sulla produzione.

D'altra parte, la minore accumulazione di ore di freddo, un fenomeno che ha colpito pesantemente la produzione di mirtilli in Perù, avrà un impatto minore in Cile, poiché si è verificato in regioni in cui la produzione di mirtilli non è rilevante nel nostro Paese. Monitoreremo settimanalmente l'eventuale impatto che possano causare le probabili piogge, gelate e cambiamenti di temperatura associati a El Niño sui volumi da esportare dal Cile", ha concluso.


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