Le donne italiane dei berries: storie di competenza, visione e futuro della filiera
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In occasione della Festa della Donna dell’8 marzo 2026, Italian Berry raccoglie le voci di alcune professioniste del settore per restituire un quadro concreto del mondo italiano dei berries. Ne emerge un racconto fatto di esperienze diverse ma attraversato da alcuni fili comuni molto chiari: il valore della competenza, il cambiamento culturale in atto e il contributo delle donne all’innovazione e alla crescita delle imprese.
Dalle responsabilità commerciali alla direzione aziendale, dalla ricerca genetica alle relazioni internazionali, emerge un universo femminile che non chiede spazi in quanto tale, ma che li costruisce ogni giorno attraverso risultati, preparazione e visione.
Competenza, formazione e credibilità professionale
Uno dei temi più ricorrenti è quello della competenza come leva decisiva per affermarsi in un settore che, storicamente, è stato percepito come prevalentemente maschile. La preparazione, la costanza e la qualità del lavoro emergono come elementi in grado di superare pregiudizi e resistenze.
Giulia Rosa, responsabile commerciale di Bruno srl, sottolinea con chiarezza il ruolo del coraggio e della formazione continua:
“Penso che per aver successo sia fondamentale avere il coraggio di mettersi in gioco, avere la costanza (sicuramente alimentata dalla passione) di studiare e formarsi ogni giorno. Non perdersi d’animo ma imparare anche dagli errori; alla fine, quando lavori con serietà e padroneggi la materia, ogni pregiudizio cade: la competenza non ha genere ed essere una donna smette di essere tema di discussione e diventa semplicemente un dato di fatto.”
Giulia Rosa responsabile commerciale Bruno srlAlessandra Sacchetto responsabile commerciale Asprofrut
Sulla stessa linea si colloca Catarina Gruber Genetti, CEO di Blueberry Europe, che lega il proprio percorso a un’esperienza complessivamente positiva, fondata sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza personale:
“Nel mio percorso professionale in un settore prevalentemente maschile ho avuto, nel complesso, esperienze molto positive. Sono convinta che l’atteggiamento personale, la sicurezza in sé e la qualità del proprio lavoro facciano la vera differenza: quando si dimostrano competenza e professionalità, il genere passa naturalmente in secondo piano. Non mi sono mai percepita in una posizione di svantaggio; al contrario, considero questa esperienza una grande opportunità di crescita, per la quale sono profondamente grata.”
Anche nelle parole di Monia Dall’Ara, general manager di Molari Società Agricola, il riconoscimento professionale resta un nodo centrale, soprattutto quando all’esterno dell’azienda persistono automatismi culturali che associano ancora alle donne una minore autorevolezza tecnica o manageriale:
“Dal mio punto di vista oggi le sfide più dure sono l’essere riconosciute come professioniste capaci, formate e performanti al pari dei colleghi uomini. Spesso si dà per scontata una minore conoscenza o esperienza rispetto ai colleghi e questo può creare dei percorsi ‘in salita’ per essere ascoltate da clienti e colleghi, pur essendone di fatto allo stesso livello. Fortunatamente nel mio caso questa sfida mi capita di viverla solo esternamente all’azienda, probabilmente grazie al fatto che in azienda siamo un team molto giovane e sto notando che nelle nuove generazioni vi è meno gender-gap.”
Catarina Gruber Genetti CEO Blueberry EuropeMonia Dall’Ara general manager Molari Società Agricola
Un settore che cambia: dall’eccezione alla normalità
Un secondo tema forte riguarda l’evoluzione del settore ortofrutticolo e dei berries negli ultimi anni. Se in passato le donne in ruoli di responsabilità erano poche, oggi il quadro appare in trasformazione, con una presenza più ampia e sempre più normalizzata.
Alessandra Sacchetto, responsabile commerciale di Asprofrut, porta la prospettiva di chi ha vissuto direttamente questo cambiamento lungo un arco di trent’anni:
“Lavoro nel mondo dell’ortofrutta in Asprofrut da trent’anni rivestendo da venti il ruolo di commerciale acquisti/vendita anche del settore berries.
Non potete immaginare quanto sia contenta di vedere così tante donne nell’ortofrutta con ruoli importanti e di responsabilità e vi garantisco che quando ho iniziato io erano davvero pochissime.
È vero, è sempre stato un settore dominato da uomini ma il consiglio che do a tutte noi donne soprattutto alle più giovani, è ‘nessun consiglio perché non serve’; io mi sono sempre trovata molto bene a lavorare con gli uomini anzi all’inizio mi hanno aiutata e sorretta con consigli preziosi.
Perché noi donne non dobbiamo mai dimenticare che non sono gli uomini a farci sentire ‘meno’ quanto noi a considerarci tali; invece non è così e anche i tempi moderni ci dimostrano che possiamo rivestire qualsiasi ruolo come gli uomini; loro stessi lo ammettono serenamente.”
Nelle parole di Sacchetto non c’è contrapposizione, ma piuttosto la fotografia di una transizione culturale: da un settore in cui la presenza femminile era rara a uno scenario in cui le donne occupano con crescente naturalezza ruoli chiave.
Anche Monia Dall’Ara richiama un cambiamento generazionale che sembra già produrre effetti concreti, almeno nei contesti aziendali più giovani e dinamici, dove il gender gap appare meno marcato.
Donne come forza di innovazione e crescita
Accanto alle testimonianze individuali, emerge anche una dimensione collettiva: quella delle donne come componente strutturale della crescita aziendale, dell’innovazione e della capacità di interpretare il futuro del comparto.
È il caso delle sei donne di Nova Siri Genetics (NSG), che propongono una riflessione corale attraverso il racconto delle professioniste impegnate in diversi ambiti della società:
“Nel mondo della fragola e berries, fatto di ricerca, innovazione e passione per il settore agricolo, il contributo delle donne rappresenta oggi una delle forze più dinamiche e innovative del settore. Anche in NSG, società di ricerca e sperimentazione con sede in Basilicata, questa energia prende forma ogni giorno attraverso professionalità, competenze e visione.
NSG è un’azienda che parla al femminile. Non solo per la presenza significativa di donne nel team, ma per il valore concreto che queste professioniste portano nello sviluppo dell’azienda e dei suoi progetti. In un comparto in continua evoluzione come quello della fragola e piccoli frutti, dove genetica, sostenibilità e mercato internazionale si intrecciano, la capacità di guardare avanti, di organizzare e di innovare diventa fondamentale.
Alida Stigliano responsabile marketing e comunicazione Nova Siri GeneticsGiovanna Lionetti responsabile di laboratorio Nova Siri GeneticsMichela Arcuri tecnica agronoma Nova Siri Genetics
Sono sei le donne che contribuiscono in modo determinante alla crescita della società italiana di miglioramento genetico: Carmela Suriano, direttore EMEA; Giovanna Lionetti, responsabile di laboratorio; Alida Stigliano, responsabile marketing e comunicazione; Fabrizia Settembrino, responsabile relazioni internazionali; Ilaria Sollazzo, responsabile amministrativa; Michela Arcuri, tecnica agronoma. Ognuna di loro porta in azienda una prospettiva unica, costruendo giorno dopo giorno un equilibrio tra competenza scientifica, gestione strategica e attenzione per l’ambiente.
Dalla ricerca genetica alla gestione delle relazioni internazionali, dalla comunicazione alla sperimentazione in campo, il loro lavoro racconta una storia fatta di dedizione, precisione e visione. Una presenza che non è solo numerica, ma sostanziale: le donne di NSG sono protagoniste attive di un percorso che guarda al futuro in questo comparto con ambizione e responsabilità.”
Un racconto che parla di presente
Nel complesso, le voci raccolte restituiscono un messaggio netto. Le donne dei berries non chiedono di essere raccontate come eccezioni, ma come professioniste. La loro esperienza parla di studio, responsabilità, crescita, confronto e visione. In alcuni casi restano ostacoli culturali e percorsi più faticosi; in altri, il superamento di certe barriere appare già una realtà acquisita. In tutti i casi, però, emerge un dato comune: il settore sta cambiando anche grazie al loro lavoro.
E proprio questo sembra essere oggi il significato più concreto di una giornata come l’8 marzo dentro la filiera dei berries: non soltanto celebrare la presenza femminile, ma riconoscere la qualità, il peso e la prospettiva che questa presenza porta con sé ogni giorno.