Mirtillo italiano, al via la stagione export 2022

E’ iniziata in questi giorni la stagione di esportazione del mirtillo italiano, con la prima varietà precoce Duke che è prodotta in Nord Italia.

La produzione italiana inizia quindi con qualche giorno di anticipo rispetto alle previsioni pre-stagionali e si prevede durare almeno fino alla fine di luglio, con le varietà più tardive che copriranno anche agosto per le vendite sul mercato italiano. I danni da grandine che erano stati annunciati in maggio hanno effettivamente colpito solo una parte minima del raccolto, in particolare i piccoli produttori piemonstesi che, in alcune zone, non avevano coperto le produzioni con gli impianti anti-grandine. L’impatto sulle quantità complessivamente disponibili risulta in effetti trascurabile.

Le prime quantità di mirtillo italiano si sono dirette principalmente verso i mercati europei, mentre le vendite in Italia sono ancora concentrate sul prodotto di importazione (principalmente Spagna) che, nonostante abbia spesso qualità discutibile, permette di vendere al dettaglio a prezzi inferiori a € 15/kg (secondo l’Osservatorio Italian Berry i prezzi nei supermercati sono principalmente da € 1,29 a € 1,79 per il 125g, con media inferiore a € 2.00 per 125g).

Il mirtillo in italia è prodotto su 1390 ettari (+9% rispetto al 2020); si tratta di una produzione ancora prevalentemente legata alle regioni del Nord, che detengono il 90% degli impianti nazionali; predomina il Piemonte sulle altre regioni del settentrione (Veneto Trentino e Lombardia). Dal Sud c’è qualche segnale di crescita e sono stati raggiunti quasi i 100 ettari, grazie ad una buona accelerata registrata nell’ultimo biennio.


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