In Sicilia i mirtilli che fanno bene a una comunità di persone

“Premi di produzione, motivazione e senso di appartenenza”. A Santa Croce Camerina, nel ragusano, un’orgogliosa isola felice, creata da Giuseppe Zisa.

Di Alessandro Franceschini

Due aziende agricole, dodici ettari di serre specializzate e una vera e propria “famiglia allargata” che in alta stagione può arrivare sino a 80 componenti. “E il prossimo anno se ne aggiungeranno altri 40 circa grazie al nuovo impianto di 4 ettari che abbiamo appena inaugurato lo scorso dicembre“.

Giuseppe Zisa, 56 anni, è un imprenditore siciliano con il pallino delle risorse umane, oltre che dei mirtilli, costantemente proiettato a organizzare e ideare il futuro piuttosto che a voltarsi indietro. “Il mio lavoro mi entusiasma perché mi consente di vedere sul volto dei lavoratori felicità, motivazione e senso di appartenenza”.

Agricoltore da generazioni a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, padre di due figli – “il più piccolo a breve aprirà anche lui la sua azienda agricola” –, una vita dedicata all’agricoltura, allo studio e all’innovazione. E un unico obiettivo: creare reddito e lavoro in un areale dove l’agricoltura è una leva economica fondamentale, anche se spesso non così remunerativa.

E per fare tutto questo è fondamentale riuscire a creare un clima ideale all’interno del personale. “Da noi la gestione delle risorse umane è l’attività in assoluto più importante. Grazie a i nostri collaboratori siamo riusciti a costruire una solida realtà che è passata dalla coltivazione delle orticole a quella dei piccoli frutti, a partire dai lamponi e soprattutto dopo con i mirtilli, ora anche  a residuo zero”.

Dalle orticole ai mirtilli, passando per il fotovoltaico

Orticoltore classico con colture in serra tipiche di questa zona, nel 1997 ha convertito pionieristicamente tutta l’azienda al biologico. “Mi hanno sempre dato un po’ del matto”. Contemporaneamente, fino al 2012, si è occupato anche di impianti fotovoltaici, mentre l’ultima svolta è datata 2015 con il primo mezzo ettaro di lamponi, complice una visita al centro sperimentale di Sant’Orsola situato a pochi chilometri dalla sede delle due aziende di famiglia, Zisa e Stamilla “A quel punto è nata la decisione di produrre mirtilli. Anche in questo caso sono stato uno dei primi della zona a dedicarmi ai piccoli frutti, certamente il primo a investire così tanti ettari”.

La vera ricchezza dell’azienda: le risorse umane

Più donne che uomini, età trasversale tra i 18 e i 50 anni, un mix di nazionalità differenti tutte ben integrate e soprattutto soddisfatte e formate. “Tutti i nostri dipendenti sono regolarmente assunti con contratti che ci consentono di coprire il periodo di raccolta, che va da fine febbraio a fine giugno, e poi il successivo periodo di potatura fino a settembre. Tutti ricevono formazione interna e premi di produzione, oltre che una remunerazione assolutamente competitiva e più che soddisfacente”.

A febbraio vengono organizzati dei job day per 4 venerdì durante i quali si svolgono i colloqui di selezione per illustrare il lavoro e le mansioni ricercate. “L’aspetto che mi dà più soddisfazione è il clima di grande fraternità e collaborazione che orami si è instaurato, fondamentale per fare un lavoro delicato, ma che io giudico pulito, elegante e leggero rispetto ad altre coltivazioni”.

Tutti sanno cosa devono fare all’interno di un’organizzazione del lavoro rodata da tempo. “Ognuno ha le sue mansioni e il suo ruolo che svolge con dedizione e responsabilità. C’è gente che arriva demotivata e poco dopo è orgogliosa di lavorare e questo fa sì che tutti ne beneficino”.

Cambiare con lungimiranza

“È fondamentale rimanere al passo coi tempi e del mercato. Con i mirtilli è stato un po’ come cambiare mestiere, perché sebbene avessi già serre e terreni, siamo in una zona che si trova più sud del Nord Africa ed è necessario avere tante piccole ma fondamentali attenzioni”. Secondo Zisa coltivare mirtilli è “come guidare una Formula 1: noi dobbiamo essere bravi a farla andare dritta e veloce, cercando sempre di arrivare nei primi posti”. Innovare è una fiamma costantemente accesa. “In Sant’Orsola siamo stati i primi a offrire mirtilli a residuo zero, grazie all’esperienza che avevo nel biologico”.

Secondo Giuseppe Zisa c’è ancora tanto potenziale da sfruttare per creare reddito e posti di lavoro. “Qui in Sicilia abbiamo un potenziale incredibile per l’agricoltura: abbiamo luce, calore, pianure, acqua del sottosuolo ricca di sostanze minerali. Siamo seduti sull’oro, ma spesso sembriamo non saperlo”.

Prossimi progetti? “Il ciliegio!” conclude ridendo, felice al solo pensiero di affrontare una nuova sfida. “Ho preso le prime 100 piante: voglio produrre delle primizie, le prime ciliegie d’Italia da commercializzare ad aprile”. Insomma, ancora tanti altri importanti progetti e risorse che porteranno benefici per tutto il territorio.

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