Loganberry, l’ibrido con 140 anni di storia

Origine

Nel 1881, il giudice californiano e selezionatore amatoriale di piante James H. Logan inventò accidentalmente il ‘Loganberry’ nel suo cortile quando piantò due more vicino a una vecchia pianta di lamponi. Delle 50 piantine prodotte da questo mix, una era notevolmente robusta; egli diede il suo nome a questa bacca: ‘Loganberry’, un ibrido, cioè un incrocio tra mora nordamericana (Rubus ursinus) e lampone (Rubus idaeus).

Nella prima fila ho trovato una singola pianta solitaria, dall’aspetto simile a nessun’altra pianta di bacche che avessi mai visto. Non era né un lampone né una mora, ma una forma decisamente nuova.

James H. Logan, breeder del loganberry

Diede le piante ai suoi amici che iniziarono a chiamare il frutto ‘Mr Logan’s Berries’. Le discussioni sulla sua origine infuriarono per circa 50 anni, con il giudice che insisteva che la pianta era un ibrido naturale che coinvolgeva alcuni lamponi che crescevano vicino alle sue more e i professori delle università americane che sostenevano che doveva essere una nuova specie. La soluzione venne dal Regno Unito negli anni ’40, quando Percy Thomas studiò la sua genetica al John Innes Institute e dimostrò che il giudice aveva ragione.

Questa bacca sarebbe poi arrivata al programma di selezione del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti – Servizio di Ricerca Agricola (USDA-ARS) gestito in collaborazione con la Oregon State University.

Vista la rilevanza di questa pianta dal punto di vista botanico come genitore di altri ibridi, al loganberry è stata assegnata dal botanico statunitense Liberty Hyde Bailey la denominazione di Rubus loganobaccus.

Diffusione

Dalla California, sua terra d’origine, il loganberry si è diffuso rapidamente in Oregon, dove ha trovato condizioni ideali per il suo sviluppo.

La coltura era una relativa novità nella Willamette Valley. Secondo la sua stessa pubblicità, le prime piante di Loganberry furono “introdotte” a Salem dall’agricoltore Gus. Freniard nel 1899. Gli annunci sui giornali indicano che nel 1900, oltre a vendere le proprie piante, Freniard forniva anche scorte per vari venditori di semi, che descrivevano la nuova bacca come “un incrocio tra la mora e il lampone rosso …[è] la bacca più grande e più bella e prolifica esistente, di colore rosso scuro“.

Raccolta di more nell’azienda agricola di L.H. Roberts, Salem, Oregon. Questa foto deve essere stata scattata dopo il 1917, poiché presenta un programma di lavoro dell’epoca della prima guerra mondiale chiamato “U.S. Boys Working Reserve”.

Inizialmente si prevedeva uno sviluppo in larga scala anche a causa del fatto che, in pieno proibizionismo, il mercato era alla ricerca di una bevanda legale, rinfrescante e gustosa. Negli anni ’10 del secolo scorso la stampa locale incoraggiava i produttori di Salem (Oregon) ad accaparrarsi le piante che secondo le previsioni sarebbero andate presto esaurite.

Il succo di Loganberry di marca Phez era prodotto a Salem, Oregon e commercializzato come un sostituto dell’alcool dopo che le leggi sul proibizionismo entrarono in vigore a Salem (1913) e a livello nazionale (1919).

Salem (Oregon) divenne presto il centro dell’industria della coltivazione del loganberry. Come un annuncio pubblicitario affermava grandiosamente (senza citare le fonti): “L’ottanta per cento delle loganberry del mondo crescono entro trenta miglia da Salem, Oregon”. Un’altra stima, più conservatrice, affermava: “La gente di Salem dovrebbe essere orgogliosa del fatto che metà del raccolto mondiale di logan viene raccolto a poca distanza dalla cupola del Campidoglio”.

Coltivare il loganberry non era un problema. Portare le bacche sul mercato era un’altra storia. Le vendite nazionali erano l’obiettivo, ma gli agricoltori erano limitati dalla natura deperibile delle bacche. Alcuni si rivolsero all’essiccazione, altri alla spremitura. Nel 1915, due aziende di Salem iniziavano la produzione su larga scala di succo di loganberry.

Nonostante si fossero spesi fino a USD 700.000 in pubblicità per raggiungere con successo “hotel, club e linee ferroviarie” in tutto il paese, il succo di loganberry ebbe vita breve e già negli anni ’20 il mercato mostrava segni di crisi e notevole ridimensionamento.

Pubblicità di Loju, la bevanda a base di succo di loganberry, apparsa nel giornale St. Louis Dispatch il 9 settembre 1917

Attualmente il loganberry viene coltivato professionalmente negli Stati Uniti (in Oregon e Washington) ed è anche coltivato in Inghilterra e in Australia, tra gli altri.

Secondo recenti stime la produzione in Oregon (2002) è pari a circa 45 tonnellate, prodotte su 28 ettari, per un valore di circa 50.000 USD.

Caratteristiche

 I frutti sono molto grandi, di colore rosso-violaceo, dalla forma allungata e gusto dolce e dissetante, ricchi di vitamine e sali minerali. La consistenza è buona, per cui si prestano anche alla surgelazione.

Le bacche di questo ibrido di mora e lampone assomigliano alle more per dimensioni e forma, anche se il colore e il sapore sono più simili ai lamponi. I Loganberry sono di colore rosso intenso, con semi di medie dimensioni, una forma conica e una buccia soda ma tenera.

Il suo frutto rosso vino intenso, aspro e saporito è tecnicamente un aggregato di drupe e l’interno è chiuso come una mora.

La raccolta viene fatta prevalentemente a mano. Il loganberry viene anche trasformato in succo, sciroppato, surgelato per confetture oppure usato per la vinificazione.

Produzione

La pianta del loganberry è moderatamente robusta e spinosa. Il loganberry è una pianta vigorosa, quasi rampicante, con foglie composte da tre a cinque foglioline e rami spinosi. Anche se le piante sono abbastanza resistenti alle malattie e al gelo, la produzione commerciale è limitata, perché la raccolta è considerata ad alta intensità di lavoro e i frutti hanno una breve durata di conservazione. Sono stati sviluppati ibridi senza spine.

Una pianta di loganberry ben condotta può produrre 6-8 kg di bacche in un periodo di due mesi. Dopo la raccolta, le canne di due anni dovrebbero essere tagliate.

In Oregon la raccolta avviene da metà luglio a metà agosto. In Italia la maturazione è medio-tardiva, piuttosto continua da luglio a settembre. Buona scalarità di maturazione.

Loganberry in produzione (foto by Baswanschers – Own work, CC BY-SA 4.0)

L’inglese Royal Horticultural Society censisce due cultivar di Loganberry:

  • LY 59: un loganberry moderatamente vigoroso con rami spinosi e arcuati. I frutti rossi scuri, lunghi e conici producono durante l’estate
  • LY 654: un loganberry senza spine con frutti dolci. È meno vigorosa della LY 59, il che la rende adatta ai giardini più piccoli.
Loganberries (By Nadiatalent – Own work, CC BY-SA 4.0)

Per acquistare piante di loganberry in Italia basta rivolgersi ai vivai specializzati in piccoli frutti:

Loganberry sui social

Il loganberry suscita grande entusiasmo sui social media grazie al suo aspetto invitante e i piccoli produttori sono orgogliosi di mostrarlo ai follower.

Approfondimenti

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