L’aronia di Martelli, il superfood delle colline di Imola

Concettualmente i “superfoods” sono alimenti che hanno sia un alto valore nutrizionale dovuto ad un’alta concentrazione di nutrienti, sia un grande valore biologico dovuto ad un’ampia biodisponibilità di ingredienti bioattivi all’interno dell’organismo. (I componenti bioattivi più importanti che hanno dimostrato di essere benefici per il corpo umano sono acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6), vitamine, minerali, probiotici, antiossidanti, amminoacidi essenziali, polisaccaridi e vari enzimi).

Sono alimenti che secondo gli studi sono in grado di aumentare la vitalità del corpo umano e possono essere una buona scelta per migliorare la salute rafforzando il sistema immunitario.

L’elenco dei super alimenti aumenta costantemente di anno in anno ed è arrivata a far parte di questa categoria anche la famosa bacca proveniente dalle parti orientali del Nord America e del Canada: l’aronia.

Aronia melanocarpa, chiamata Aronia nera

L’aronia ha proprietà legate al contenuto di vitamine C e K e sali minerali ma l’elemento fondamentale è la consistente fonte di polifenoli che questo frutto è in grado di apportare. Da qualche anno sono presenti anche in Italia superfici destinate alla produzione di questo prodotto.

Sulle colline di Imola (Emilia-Romagna), “Aronia Italia” ha deciso di diversificarsi ed ampliare la sua offerta, dedicando qualche ettaro di terreno alla coltivazione dell’aronia.

In questa intervista esclusiva a Italian Berry, Marco Martelli (“Aronia Italia e le conserve di nonna Mina”) racconta la sua esperienza.

Marco Martelli, “Aronia Italia”

Perchè la scelta di questo frutto così particolare?

“La nostra azienda è dotata di una superficie agricola utilizzabile di 27 ettari e le specie coltivate un tempo erano principalmente albicocche, prugne, pesche e kiwi. 15-20 anni fa circa la ricerca genetica ha creato albicocche che possiedono un fabbisogno di freddo più basso e quindi tutto il meridione è diventato zona vocata. Mi sono trovato costretto a diversificare le mie produzioni e consultandomi con il mio vivaista abbiamo deciso di piantare questa bacca. Questa scelta è dovuta al fatto che l’unico “berry” che si sarebbe adattato al nostro tipo di terreno sarebbe stato appunto l’aronia. Il primo esperimento comprendeva mezzo ettaro di terreno destinato ad essa, ora la superficie coltivata è più ampia.”

Come viene gestita la coltivazione e la raccolta di questa preziosa bacca?

“Dal punto di vista della coltivazione è molto semplice: è piantata in campo aperto, in suolo, resistente persino alla grandine. L’unica esigenza che possiede, di cui ci siamo resi conto, è la necessità di irrigazione; senza, per istinto di sopravvivenza, verso agosto la pianta tenderebbe a ritirare l’acqua dal frutto, disidratandolo. Con l’irrigazione, invece, il problema viene risolto e la raccolta può arrivare addirittura a metà ottobre. Questo protrarsi della raccolta dovuto all’irrigazione ha due effetti: il contenuto zuccherino è molto più elevato (si può arrivare tranquillamente oltre i 20°Brix) e i tannini diventano più morbidi (meno sensazione di ruvidità ed astringenza al palato); in questo modo il succo finale sarà molto più equilibrato. Per quanto riguarda la raccolta, invece, avviene con una sola passata, per ora manualmente, in un secondo momento a macchina.”

Come viene venduta?

“L’aronia che produciamo è destinata alla trasformazione che avviene in azienda. Elaboriamo succhi e confetture, il prodotto trasformato è venduto un po’ direttamente e un po’ tramite grossisti, non abbiamo ancora avviato il commercio online ma sarà il prossimo passo. A proposito di obiettivi futuri, andremo a piantare l’anno prossimo l’olivello spinoso, altro superfood dagli innumerevoli effetti benefici”.

I trasformati di aronia, le Conserve di nonna Mina

I primi passi della coltura dell’aronia in Italian di inseriscono in un trend globale più ampio che ha un valore di 638,5 milioni di dollari (2018) e si stima che raggiungerà i 1038,7 milioni entro il 2025. Si prevede che l’Europa genererà il tasso annuo di crescita comporto (CARG) più elevato nel mercato globale a causa della crescente domanda di frutti di bosco.

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