L’Italia dei piccoli frutti presentata da CSO e Fondazione Mach a Italian Berry Day

Italian Berry Day, il primo evento internazionale sui piccoli frutti in Italia che si terrà mercoledì 8 settembre 2021 a Macfrut (Rimini), avrà due relazioni che analizzeranno due aspetti della produzione italiana: l’andamento delle superfici in produzione e le caratteristiche delle produzioni fuori suolo, che stanno permettendo la diffusione della coltura del mirtillo in tutte le regioni italiane.

Tomas Bosi, CSO Italy

Secondo Tomas Bosi di CSO Italy “il trend conferma l’evoluzione positiva in atto in questi ultimi anni: le superfici dei piccoli frutti sono in aumento rispetto al 2020 nel complesso Italia.”

La relazione di CSO Italy analizzerà in dettaglio le singole specie e il rispettivo andamento regionale, con una panoramica che toccherà tutta la penisola dal Trentino – Alto Adige alla Sicilia.

Verranno presentate anche le cifre del biologico in Italia che, secondo Bosi, “anche per i piccoli frutti risulta in crescita, anche se con un trend che sembra rallentare”.

E’ anche grazie allo sviluppo delle tecniche di produzione in fuori suolo che il mirtillo ha avuto una diffusione così capillare nelle diverse aree di produzione italiana. Tommaso Pantezzi, responsabile dell’Unità Frutticoltura e piccoli frutti della Fondazione Mach, illustrerà ai partecipanti a Italian Berry Day le tecniche di coltivazione del mirtilli gigante americano fuori suolo.

Tommaso Pantezzi Fondazione Mach
Tommaso Pantezzi, Fondazione Mach

Nella presentazione si approfondiranno tutti i principali elementi per la progettazione di un impianto di mirtilli: forme di allevamento ed esigenze pedoclimatiche, le tecniche di potatura e i sistemi di copertura, la difesa dalle avversità e le varietà (calendari e caratteristiche), la scelta dei substrati.

Una particolare attenzione verrà posta agli aspetti economici: Pantezzi illustrerà “i costi indicativi per un impianto di mirtilli fuorisuolo, che comprende le coperture (antipioggia e antinsetto), le piante, i contenitori e il substrato. A questo si aggiungono i costi di manodopera, particolarmente rilevanti per il mirtillo, e i costi pluriennali (ammortamenti).”


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