Il rompicapo prezzi, margini e costi sotto i riflettori di Italian Berry Day

Mentre il consumo di piccoli frutti sta crescendo in Italia a ritmi che sono tra i più dinamici d’Europa, rimangono ancora molti fattori che costituiscono un motivo di attrito tra gli attori della filiera. Secondo Thomas Drahorad, presidente di NCX Drahorad e organizzatore di Italian Berry Day “la categoria dei piccoli frutti sta iniziando a funzionare anche in Italia ma gli ingranaggi del meccanismo non sono ancora ben lubrificati”.

Uno di questi è il livello di costi, margini e prezzi che costituisce spesso un motivo di insoddisfazione nelle varie componenti della catena di fornitura.

Costi

Partiamo dal costo: il valore al quale il supermercato acquista i piccoli frutti dal produttore è generalmente estremamente variabile. Questo è causato da dinamiche di mercato settimanali per cui si passa da acquisti speculativi ad accaparramenti a qualsiasi prezzo: il produttore e il buyer che si muovono su un mercato settimanale variano il prezzo in funzione della disponibilità del momento, per cui i prezzi possono variare da € 3/kg fino a oltre € 15/kg. Ogni settimana si genera uno squilibrio in favore di una o l’altra parte che genera un’altalena di malumori e comportamenti non efficienti.

Nella presentazione in programma a Italian Berry Day, Thomas Drahorad analizzerà se la filiera dei piccoli frutti ha le potenzialità per gestire il costo di acquisto in maniera programmata oppure se sia necessario trovare altri strumenti per gestire l’elevata variabilità settimanale delle quantità e del valore.

Margini

Un altro fattore che genera attriti nella filiera è il margine applicato dai supermercati, cioè la differenza tra il costo di acquisto e il prezzo di vendita.

Veniamo da una fase iniziale della filiera con margini elevati che trovano una giustificazione in uno scenario ad elevata incertezza, dove si combinano alti prezzi unitari, ridotto shelf-life, bassa rotazione ed elevato invenduto.

Secondo Thomas Drahorad “questa fase si sta gradualmente superando con l’aumento delle vendite. Mentre si riducono i rischi si aprono le possibilità di ridurre i margini unitari e puntare sui margini totali, che crescono all’aumentare delle vendite a volume”.

Per i piccoli frutti esiste un margine sostenibile, che remuneri il supermercato per la sua attività e consenta un livello di prezzo che attiri e fidelizzi il consumatore? Thomas Drahorad analizzerà alcuni scenari nel corso della relazione che si terrà a Italian Berry Day l’8 settembre 2021.

Prezzi

Nelle analisi che verranno presentate da Thomas Drahorad a Italian Berry Day sarà inclusa anche uno studio sui livelli di polverizzazione dei prezzi della referenza principe della categoria: il mirtillo nel cestino da 125g, che negli ultimi due anni ha rappresentato l’80% delle vendite della bacca nera.

Per questo prodotto si vedrà come i prezzi variano notevolmente tra un punto e vendita e l’altro e tra una settimana e l’altra, creando uno scenario di montagne russe dove il consumatore facilmente si disorienta e perde fiducia.

Queste differenze sono giustificate? Sono inevitabili? Si potrebbe in maniera sostenibile per tutta la filiera offrire al consumatore uno scenario di prezzi più stabile per rassicurarlo nell’acquisto e facilitare il riacquisto?

L’appuntamento è quindi per Italian Berry Day, l’evento di NCX Drahorad che si svolgerà a Macfrut (Rimini) l’8 settembre prossimo, dove questi temi saranno discussi alla presenza dei principali attori della filiera, dalla GDO al produttore.

Foto di copertina: Ivan Samkov da Pexels


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