Goodberry: i risultati del progetto europeo da 4 milioni di €

Il progetto europeo GoodBerry è stato attuato nel periodo 03/2016-02/2020 e ha ricevuto nel quadriennio un finanziamento di oltre 4.8 milioni di Euro tramite il programma di ricerca e innovazione “European Union´s Horizon 2020”,

Il consorzio è composto da 19 membri internazionali. I partner italiani del progetto sono Sant’Orsola (che ha contribuito, tramite il direttore tecnico Gianluca Savini e Sara Fontanari, a diversi compiti tra cui lo studio dell’aumento della resa, individuando e applicando buone combinazioni di genotipo e pratiche di gestione per l’induzione ottimale dei fiori, la rottura della dormienza in fragola e lampone in una serie di ambienti) e l’Università Politecnica delle Marche (UPM) con un team guidato da Bruno Mezzetti e composto da Maurizio Battino, Franco Capocasa, Luca Mazzoni, Francesca Balducci e Silvia Sabbadini.

Il consorzio si è prefissato di acquisire ulteriori conoscenze sulle procedure che facilitano e accelerano lo sviluppo di frutti a bacca ben accettati, desiderabili e di alta qualità, nonostante le diverse condizioni climatiche e di coltivazione locali in tutta Europa. Con questo, il consorzio GoodBerry mirava a contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti e tecniche di coltivazione e a rafforzare la competitività della produzione europea di bacche.

Il progetto si basa su un approccio multiattoriale integrativo, dalle tecniche di coltivazione agli studi molecolari, mirando allo sviluppo e alla valorizzazione dei frutti, la convalida di una serie di strumenti per migliorare la competitività della produzione europea di bacche e, infine, l’attrazione e la fiducia dei consumatori.

Dopo 48 mesi di indagini, un’enorme serie di dati è stata generata dai molteplici esperimenti sul campo, dalle analisi fenotipiche, genotipiche e sensoriali effettuate durante la durata del progetto.

Questo insieme unico di dati rivela una conoscenza senza precedenti sull’influenza del genotipo, dell’ambiente e delle pratiche di gestione sul potenziale di resa, sulla qualità dei frutti e sulla gestione delle malattie delle tre colture in focus (fragola, lampone e ribes nero).

I risultati parlano di oltre 1000 geni di interesse identificati, oltre 27000 analisi metabolomiche, 25 pubblicazioni scientifiche e altre attività frutto del lavoro in 15 siti produttivi sperimentali posti in 4 diverse condizioni produttive.

GoodBerry parteciperà al Pilot on Open Research Data e genererà analisi fenotipiche e genotipiche, del trascrittoma, metabolomiche e sensoriali sull’iniziazione dei fiori, la dormienza, la resistenza delle piante agli stress biotici e la qualità dei frutti.

Un link per visualizzare, cercare e scaricare i dati sarà presto disponibile sul sito del progetto.

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