22 ott 2026

Trentino: sequestrati 790 mila € per sfruttamento braccianti stranieri nei piccoli frutti

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Un’indagine sul presunto sfruttamento di 84 braccianti stranieri nella raccolta dei piccoli frutti in Trentino ha suscitato una netta presa di posizione di Coldiretti Trentino Alto Adige. Come riferisce L’Adige, l’associazione condanna i fatti al centro dell’inchiesta e sottolinea la necessità di tutelare i lavoratori e le aziende agricole che rispettano le regole.

L’indagine e il sequestro preventivo

Secondo quanto riportato dalla testata, gli accertamenti della Guardia di finanza di Trento e del Servizio Lavoro della Provincia riguardano il periodo tra il 2018 e il 2024. In quegli anni, secondo l’ipotesi investigativa, i lavoratori sarebbero stati sfruttati nelle attività di raccolta dei piccoli frutti.

Su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto un sequestro preventivo di oltre 790mila euro nei confronti di un imprenditore trentino e di cinque familiari, indiziati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e alla truffa. Le responsabilità restano da accertare.

La posizione di Coldiretti

Il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, ha espresso la ferma condanna dell’organizzazione. Nelle dichiarazioni riportate da L’Adige, prende le distanze dalle condotte contestate: «Quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il mondo agricolo sano, con il lavoro dignitoso nelle nostre campagne e con i valori di etica, rispetto e trasparenza che animano le nostre imprese».

Barbacovi definisce quanto emerso «un fatto puramente criminale» e richiama l’esigenza di mantenere alta l’attenzione contro illegalità e marginalizzazione sociale, oltre che contro le infiltrazioni malavitose nelle filiere agricole.

Diritti dei lavoratori e concorrenza tra imprese

Per Coldiretti, lo sfruttamento della vulnerabilità delle persone ha conseguenze che coinvolgono l’intero settore: alla violazione dei diritti fondamentali si aggiunge una concorrenza sleale nei confronti delle migliaia di aziende agricole trentine che operano nel rispetto delle regole.

«L’obiettivo comune deve essere quello di isolare e sanzionare con estrema severità chi opera al di fuori del perimetro della legalità», afferma Barbacovi.

L’organizzazione ricorda il proprio sostegno alla legge contro il caporalato e la collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie per la mappatura dei fenomeni illegali. Ribadisce inoltre l’impegno a garantire dignità, sicurezza e tutela ai lavoratori agricoli.

«Non c’è e non ci sarà mai spazio per l’illegalità all’interno del nostro sistema», conclude il presidente.

 Redazione 

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