Guida alla coltivazione dei frutti di bosco: terreno, esposizione, potatura e raccolta

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La coltivazione dei frutti di bosco può regalare davvero tante soddisfazioni anche per chi non è troppo esperto. I frutti di bosco si adattano bene a diverse aree, è infatti possibile piantarli direttamente in terra nell’orto o nel giardino, oppure anche sul balcone.

I più comuni sono sicuramente lampone, mora e mirtillo, ma stanno avendo un buon riscontro anche altre specie quali ribes, uva spina, cranberry, aronia, goji e mirtillo siberiano.

Quando mettere a dimora le piante DI FRUTTI DI BOSCO

Le piantine devono essere messe a dimora preferibilmente in periodo di riposo vegetativo, potenzialmente da metà-fine dicembre fino a fine marzo. Tuttavia va considerato che le piante in vaso possono essere piantate in qualunque momento dell’anno, evitando preferibilmente i mesi estremamente caldi come luglio e agosto.

Piantumazione in terra

Solitamente i frutti di bosco vengono commercializzati in vasetto, pertanto sarà sufficiente movimentare il terreno formando una buca di circa due volte più grande rispetto al vasetto iniziale sia lateralmente che in profondità, fermo restando che dimensioni della buca maggiori possono consentire una più facile esplorazione da parte delle radici.

È bene disporre, a fondo buca, uno strato ben drenante formato da sassi, pozzolana o argilla espansa per favorire il deflusso delle acque in eccesso e, non a contatto con le radici, si può mettere anche una manciata di concime organico.

Per chi ha più piante e vuole costituire un filare approcciandosi ad un impianto più tecnico può creare una baulatura, un innalzamento della superficie di coltivazione che avviene mediante lo spostamento del terreno dalle corsie laterali sulla linea centrale tenendo così nettamente separate la zona di coltivazione, dall’area di passaggio e scolo dell’acqua.

Schema di baulatura

La baulatura permette di ottenere un ambiente ottimale di sviluppo, con migliori risultati sia in merito al ripristino del substrato post irrigazione o piogge, evitando ristagni irrigui grazie al miglior drenaggio, sia come conservazione della temperatura ideale del terreno, mantenendolo più arieggiato e incentivando lo sviluppo dell’apparato radicale.

Si consiglia un’altezza di baulatura di circa 20 cm con larghezza 50-60 cm.

Piantumazione in vaso

È importante scegliere un vaso adatto perché deve essere abbastanza grande da permettere la crescita della pianta. Come per la piantumazione in terra, è opportuno inserire uno strato drenante nella parte inferiore del vaso per favorire il deflusso delle acque in eccesso e sul fondo della miscela di terriccio, non a contatto con le radici, una manciata di concime organico.

Frutti di bosco: piantumazione in vaso

Usare il terriccio giusto

Un buon terriccio fa sì non solo che la pianta attecchisca meglio e si adatti al nuovo ambiente, ma anche che essa cresca rapidamente e in salute. I frutti di bosco, escluso mirtilli e cranberries, apprezzano un terriccio leggermente acido (pH 6-6,5) per cui è consigliabile mischiare del buon terriccio per piante verdi ad un po’ di terriccio per acidofile.

I mirtilli e i cranberries amano invece un terreno totalmente acido (pH 4-4,5) per cui è importante usare fin da subito un terriccio per acidofile e mantenerlo acidificato nel tempo.

Pacciamatura

Sia in vaso che in terra è consigliabile disporre sulla parte superiore del terriccio uno strato di pacciamatura.

La pacciamatura consiste nel ricoprire il terreno con materiali organici quali argilla espansa o corteccia. I principali effetti che questa tecnica è in grado di offrire sono il mantenimento dell’umidità nello strato di terreno superficiale, un maggiore controllo della temperatura e la protezione da erbe infestanti, patogeni e insetti mantenendo il terreno circostante la pianta più pulito.

Sostegni e sesto d’impianto

Lamponi e more sono piante che hanno bisogno di un traliccio su cui crescere e svilupparsi al fine di mantenere il portamento eretto. Si realizzano solitamente strutture con pali a “T”, costituite da una fila centrale di pali posti ad una distanza di circa 5-6 m e da una coppia di fili disposti a destra e a sinistra del filare (distanza tra loro di circa 30 cm) e a varie altezze da terra (0,50 m, 1,00 m e 1,50 m). Il filare può essere completato con irrigazione goccia a goccia disposta nella parte inferiore.

Per quanto riguarda il sesto d’impianto la distanza tra le piante consigliabile è 0.8-1 m e la distanza tra le file 2.5-3 m.

Esposizione

Il lampone è la pianta più sensibile, basti pensare che cresce bene con un quantitativo di luce che è la metà di quanto irradia il sole in piena estate in Val Padana; oltre questa soglia infatti la pianta chiude gli stomi e blocca la fotosintesi, rallenta lo sviluppo e può arrivare anche a qualche scottatura nei frutti più esposti.

Pertanto è preferibile posizionarlo a mezz’ombra oppure proteggerlo da un telo ombreggiante in polietilene, che ha pure il grande vantaggio di proteggere i frutti dalle piogge.

La mora è più rustica come pianta, ma i frutti sono sensibili alle piogge e talvolta anche alle scottature.

Il mirtillo può esser coltivato in ambienti con temperature fino a 32-38°C, al di sopra della quale le foglie disseccano perché le radici non sono in grado di assorbire acqua.

Il ribes e l’uva spina amano gli spazi a mezz’ombra perché prediligono i climi freschi.

Irrigazione

Le fasi di maggior necessità di acqua vanno da inizio fioritura alla fine della raccolta.

L’irrigazione non deve mai mancare durante l’estate dal momento che i frutti di bosco temono particolarmente il caldo e soprattutto la mancanza di umidità; queste specie hanno infatti un apparato radicale piuttosto superficiale e portano una quantità di frutti molto impegnativa rispetto alla taglia della pianta e per di più la maturazione avviene nella stagione estiva.

Più difficile è invece stimare la quantità d’acqua necessaria, perché dipende molto dal tipo di terreno e dall’andamento delle piogge.

Per stimare la quantità di acqua necessaria per coltivazioni in suolo, esistono degli strumenti, gli igrometri, che possono essere di aiuto se ben posizionati. Per le coltivazioni fuori suolo è molto più facile, perché è sufficiente raccogliere sotto alcuni vasi il drenaggio che esce dal fondo e rapportarlo alla quantità di acqua di irrigazione somministrata a quegli stessi vasi: un drenaggio del 5 – 10 % è ideale.

Questo controllo, che dovrebbe essere fatto almeno settimanalmente o con più frequenza in caso di piogge o di siccità, abbinato anche alla misurazione del pH e della conducibilità elettrica, è anche utilissimo nella regolazione della fertilizzazione.

Durante il resto dell’anno le annaffiature vanno ridotte in frequenza e in quantità e vanno calibrate in funzione dell’andamento climatico.

Potatura

La potatura è importante al fine di ottenere piante sane, dalla crescita compatta e dalla buona produttività.

In linea generale lampone e mora lasciano seccare il tralcio di due anni che ha prodotto, il quale andrà eliminato e andranno a produrre sul nuovo pollone che va quindi selezionato nel giusto numero per metro lineare.

I mirtilli, il ribes, l’uva spina e gli altri frutti di bosco invece fanno nuovi getti ma i rami vecchi non seccano mai e quindi la potatura serve a diradare i rami al fine di avere un continuo rinnovo della vegetazione, aspetto molto importante perché sono infatti i nuovi getti che producono la frutta di qualità.

Concimazione

I vari concimi, sia naturali (letame o stallatico pellettato) sia chimici (NPK), contribuiscono a fornire alla pianta tutti gli elementi nutritivi indispensabili al suo sviluppo.

È necessario controllare sempre i dosaggi e i periodi di somministrazione di eventuali fertilizzanti per non incorrere in bruciature della pianta controproducenti e che potrebbero causare il disseccamento. Ai concimi chimici è da preferirsi una concimazione organica prima dell’inverno.

Importante per i mirtilli è mantenere alto il livello di acidità del terreno che tende ovviamente a cambiare col tempo, mentre le altre specie sono tutte piante da terreno sub-acido

Per mantenere il terreno acido è bene utilizzare dei prodotti che si trovano in commercio a base di zolfo: molto valido come prodotto è il solfato di ferro che, oltre all’azione acidificante, ha un effetto rinverdente sulla vegetazione.

Oltre ai prodotti in commercio, l’acidità del terreno può essere innalzata utilizzando in piccole dosi bucce d’arancia, succo di limone, aceto, fondi di caffè o aghi di pino.

Fruttificazione

Il lampone e la mora vanno in piena produzione al secondo anno.

Il mirtillo, il ribes, l’uva spina e l’aronia iniziano invece a produrre dal secondo anno e la quantità cresce man mano che la pianta si sviluppa, fino a stabilizzarsi dal 4°-5° anno.

Parassiti e malattie

La salute degli alberi può essere temporaneamente danneggiata o compromessa da numerosi fenomeni di origine fisica e biologica. Pertanto è importante controllare periodicamente che le piante si sviluppino regolarmente e che le foglie, nel loro insieme, non presentino anomalie imputabili all’andamento stagionale.

Nel momento in cui ci si accorgesse di qualche anomalia è consigliabile giovarsi del supporto di un tecnico che conosca a fondo le avversità della specie arborea che si ritiene sia stata colpita, rivolgendosi ad uno dei Consorzi agrari della propria zona con qualche foglia della pianta interessata o qualche foto per farsi consigliare sul trattamento più opportuno, le modalità di impiego e i fitofarmaci permessi per l’utilizzo.


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Photo by Mario Mendez on Unsplash

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