Irrigazione e nutrizione del mirtillo, principi e pratiche

Irrigazione e fertilizzazione influenzano in modo determinante i risultati di un impianto di mirtilli. La quantità e la qualità dell’acqua utilizzata hanno un effetto fondamentale sulla salute e il rendimento di un impianto, che deve essere inoltre nutrito correttamente per poter produrre in modo ottimo ed equilibrato. 

In questa intervista esclusiva Andrea Pergher, responsabile tecnico di Fall Creek, ci introduce ai criteri generali e alle migliori pratiche per irrigare e nutrire correttamente le piante di mirtillo. 

Qual è il ruolo dell’irrigazione nella crescita della pianta di mirtillo?

La gestione dell’apporto idrico deve essere adattato innanzitutto all’età della pianta. In una pianta piccola la quantità di acqua necessaria è diversa rispetto alla pianta grande: in particolare del primo anno non è necessario dare eccessiva acqua. Nel primo anno è consigliabile lasciare la pianta quasi asciutta per stimolare le radici nuove e incrementare pian piano l’apparato radicale. Per quanto riguarda le piante adulte in piena produzione occorre tenere conto dell’evapotraspirazione che è determinata dalla temperatura, dal vento, e dallo stato fenologico e quindi gli interventi varieranno tra aprile e giugno. 

Come variano gli interventi di irrigazione nel corso della stagione?

Nel primo stadio fenologico del mirtillo Northern Highbush, cioè in aprile, l’irrigazione non sarà abbondante perché la pianta senza massa fogliare non assorbe acqua. Il picco dell’uso dell’acqua si avrà in maggio e giugno. In maggio si avrà infatti l’ingrossamento dei frutticini verdi, l’aumento della lunghezza della giornata e l’incremento della superficie fogliare. In questo periodo una carenza d’acqua può essere fatale per la pianta. In giugno si avrà il picco della domanda di acqua durante la maturazione e l’ingrossamento dei frutti. 

Quali altri fattori influenzano l’irrigazione?

L’irrigazione deve essere effettuata tenendo conto di una varietà di parametri. Cioè non è necessario tenere conto solo del tempo di irrigazione. Ad esempio per l’irrigazione in suolo occorre valutare il tipo di suolo per determinare la quantità di acqua totale e l’intervallo tra le diverse irrigazioni. Ad esempio in un terreno sabbioso sarà necessario un’irrigazione più frequente e più breve, mentre un terreno argilloso richiederà irrigazioni meno frequenti e più lunghe. 

Concretamente, come si determina la corretta quantità di acqua necessaria per uno specifico impianto di mirtilli?

E’ necessario calibrare con precisione l’apporto idrico siccome il mirtillo teme il ristagno idrico che causa marciumi alle radici e conseguenti danni alla pianta. Per determinare le modalità di irrigazione occorre determinare la capacità di campo. Questo si effettua tagliando una sezione del terreno sulla fila trasversale alla pianta e all’impianto di irrigazione; bastano una profondità di 30 cm e una larghezza corrispondente alla fila, esponendo l’apparato radicale. A questo punto occorre aprire l’irrigazione e vedere dopo quanto tempo il terreno si inzuppa e drena sotto i 30 cm, che è la normale profondità a cui giunge l’apparato radicale del mirtillo. Occorre inoltre valutare quanto tempo ci mette il terreno ad asciugarsi e quando la pianta inizia a calare le parti apicali della foglia.

Quali modalità di irrigazione è consigliabile usare per le colture in vaso?

Per quanto riguarda l’irrigazione in vaso, la quantità di acqua necessaria si misura con il drenaggio: a fine giornata deve essere drenato il 20-30% dell’acqua utilizzata cioè questa quantità deve essere presente nel sottovaso. Per gli impianti a regime un drenaggio superiore al 30% indica un eccesso di irrigazione, invece è un drenaggio inferiore al 30% è indicatore di irrigazione insufficiente. Questi parametri si applicano agli impianti a regime, mentre per quelli giovani occorre limitare l’irrigazione per favorire lo sviluppo dell’apparato radicale.

Per quanto riguarda la nutrizione della pianta di mirtillo, quali sono i consigli principali?

Prima di passare a parlare della nutrizione della pianta, occorre tenere conto degli aspetti chimici dell’irrigazione, che possono avere un effetto anche sulla nutrizione della pianta. Gli interventi che si effettuano per dare la giusta acidità all’acqua di irrigazione hanno infatti anche un’attività fertilizzante di cui bisogna tenere conto per mantenere la pianta nel giusto equilibrio.

Quali sono queste interazioni tra irrigazione e nutrizione?

Per il mirtillo è necessario acidificare l’acqua in base ai bicarbonati che questa naturalmente contiene. A seconda delle caratteristiche dell’acqua e del periodo fenologico si potrà usare acido solforico, acido nitrico o acido fosforico. Oltre all’effetto di acidificazione, questi elementi hanno anche un effetto di nutrizione e quindi occorre dosare bene gli interventi; ad esempio a inizio stagione è consigliabile l’uso dell’acido nitrico per spingere la pianta, mentre da metà stagione è opportuno passare all’acido solforico per un’azione più equilibrata. In caso di acqua calcarea (1-2 millimoli) l’acido fosforico è consigliabile tutto l’anno. Ma con 4-5 millimoli non si userà sempre l’acido fosforico al fine di evitare un eccesso di fosforo che può disequilibrare la pianta.

Passando alla nutrizione, come si strutturano gli interventi di fertilizzazione?

La nutrizione si effettuerà da aprile a luglio per poi calare gradualmente fino a smettere a settembre. Da maggio è consigliabile l’utilizzo di azoto in forma ammoniacale (NH4), iniziando a ridurre le dosi da luglio per poi terminare ad agosto. Da settembre, con la pianta ferma, è importante non effettuare trattamenti di nutrizione per permettere la differenziazione a fiore che altrimenti non avviene. 

Quali sono i concimi consigliati?

Sono consigliati concimi a reazione acida che aiutano a mantenere il pH basso, ad esempio i concimi a base di solfati. Se il pH del terreno è giusto, cioè tra 4,5 e 5,5, è consigliabile non eccedere nell’utilizzo di microelementi. 

Esiste un indicatore semplice per tenere sotto controllo la salute della pianta?

Un indicatore importante della salute della pianta è il colore della foglia: l’ingiallimento fogliare normalmente indica un pH sbagliato del terreno, del substrato, o dell’acqua e questo causa a sua volta un assorbimento squilibrato degli elementi.


Questo contenuto è stato sviluppato con il supporto tecnico di:

Fall Creek Farm & Nursery | World's Leading Blueberry Nursery Stock Company

Tutti i diritti riservati


Advertisements

Ti è piaciuto questo articolo?

Vota per rendere Italian Berry sempre più interessante.

Voto medio 5 / 5. Numero voti: 2

Vota per primo questo articolo!

Se ti è piaciuto questo articolo...

seguici sui social media!