Benessere e bellezza: la ricetta del “Piccolo frutto di Chiara”

Siamo a quasi 1000 m di quota sulle alture del lago di Como; l’aria è fresca e pura, non sembra di essere a soli 40 km da Milano. Qui una giovane ragazza, appassionata di agricoltura e buoni sapori, sta portando avanti una sfida che, come ogni grande impresa, è guidata da un motto e il suo è: “Coltiviamo benessere, bellezza e freschezza”.

In questa lunga intervista esclusiva, una solare Chiara Guffanti svela a Italian Berry i segreti della sua attività e la passione che l’accompagna lungo ogni stagione dell’anno per portare a consumatori, turisti, visitatori e amici i frutti, le ricette e i sapori di una terra “generosa con chi la sa rispettare”.

Chiara, come è nato questo gioiello dell’agricoltura sostenibile lombarda? 

L’azienda “Il Piccolo Frutto” è stata fondata vent’anni fa  da Mario Turconi, che investì gran parte del suo tempo per dar vita a questa realtà, specializzata nella coltivazione di piccoli frutti.

Dopo gli studi di agraria presso l’Istituto Fondazione Minoprio, nel 2019 ho deciso di realizzare uno dei più grandi obiettivi che mi ero prefissata: arrivare ad essere a capo di una realtà agricola montana per continuare a valorizzarne i territori e preservarne le caratteristiche naturali e ambientali, favorevoli a una crescita sicuramente più salutare e genuina di prodotti frutticoli ed orticoli.

L’azienda nel frattempo ha cambiato il nome in “Il Piccolo Frutto di Chiara” per sottolineare proprio il mio coinvolgimento in prima persona.

Chi condivide con te questa esperienza?

Nei momenti di necessità mi avvalgo dell’aiuto dei miei familiari (genitori e fratello). Nel periodo di raccolta della frutta, invece, viene assunto del personale con regolare contratto stagionale. Il numero di persone impiegate varia di anno in anno in base alle necessità del periodo, al quantitativo di frutta prodotta che dev’essere raccolta, e in base alle differenti tipologie di lavori che devono essere svolti e portati a termine nel corso della stagione. 

Il territorio montano del Lago di Como è la cornice paesaggistica della tua azienda. Cosa hanno di speciale questi luoghi?

L’azienda è sita a Pellio Intelvi, Alta Valle Intelvi, sulle alture del lago di Como. La posizione è assolutamente indicata per la coltivazione dei frutti di bosco; infatti, è stata scelta un’area ben soleggiata, pianeggiante, ma allo stesso tempo a 950 m.s.l.m., ragion per cui in estate il clima è comunque abbastanza fresco, non si riscontrano problemi di siccità e in inverno il freddo e la neve non mancano mai.

Il Piccolo Frutto di Chiara, pur essendo ubicato tra pascoli e montagne, è facilmente raggiungibile dal paese da cui dista solo pochi minuti.

Quindi la natura la fa da padrona!

Certo! La piantagione è circondata da pascoli incontaminati e boschi di faggi, tigli ma anche pinete. Una sorgente, che nasce tra le montagne che fanno da sfondo all’azienda, dà vita ad un ruscello che l’attraversa per tutta la sua estensione ed in estate, il rumore dell’acqua che scorre tra le rocce, rende ancora più vivo e magico questo posto.

Come si inserisce la tua azienda in questo contesto ambientale?

Le piante sono state impiantate a terra andando a creare diversi settori costituiti da file e interfile inerbite (costantemente curate e sfalciate nel momento del bisogno), così da favorire la biodiversità all’interno dell’area e creare un ecosistema ricco, vario e mantenendo un buon grado di pulizia e ordine. La fortuna di questa azienda è quella di trovarsi in una valle ben frequentata anche da turisti stranieri, soprattutto nel periodo primaverile/estivo.

Inoltre, distando meno di un’ora da Milano e meno ancora dalla Svizzera, anche nei week-end autunnali si registrano buoni afflussi di gente. Il Piccolo Frutto di Chiara è inoltre costeggiato da una caratteristica mulattiera che attira molteplici escursionisti o ciclisti che la percorrono per raggiungere località o zone piuttosto conosciute.

Ci parlavi all’inizio di un grande obiettivo che ti avevo guidato quando hai pensato a questo progetto. 

Uno dei valori cardini dell’azienda è la qualità dei prodotti come frutto di una valida collaborazione tra uomo e natura. Abbiamo infatti scelto di lavorare escludendo l’utilizzo di prodotti chimici, per focalizzarci al meglio sulla sostenibilità ambientale. Essendo una piccola realtà, ci teniamo a far si che si crei un buon connubio tra lavorazioni tradizionali, dinamismo e allo stesso tempo evoluzione, il tutto fatto avendo sempre rispetto per quello che la terra offre, senza creare forzature che andrebbero a rompere un equilibrio prezioso.

Tra i tanti obiettivi vi è senza dubbio quello di riuscire a portare sulle tavole del consumatore finale un prodotto che metta in risalto le caratteristiche che danno vita al nostro motto: “coltiviamo benessere, bellezza e freschezza”.

Per questo siete anche ben inseriti nel territorio, aprendo la vostra realtà verso l’esterno.

L’azienda si rende inoltre disponibile a collaborare con scuole ad indirizzo agrario, per la presa in carico di stagisti che desiderano cimentarsi in un’esperienza lavorativa di questo tipo. I ragazzi hanno dunque la possibilità di seguire i vari step che riguardano la coltivazione di piccoli frutti, o più in generale la gestione a 360° di un’azienda agricola.

Dal punto di vista della comunicazione, siamo stati ospiti ad un programma radiofonico della provincia di Milano e prossimamente verrà mandato in onda un servizio in cui comparirà la nostra azienda, nella trasmissione Geo & Geo.

Come è stato per Chiara il 2020 appena concluso?

La stagione 2020 purtroppo per noi è partita piuttosto in ritardo (causa lenta maturazione dei frutti). Nonostante questo periodo di attesa, per il resto dei mesi le piante hanno fruttificato in modo sicuramente abbondante, meglio di quanto ci aspettassimo. Anche i nostri prodotti (sia freschi che lavorati) sono stati particolarmente ricercati ed apprezzati.

L’azienda è stata visitata da molte nuove persone e questo ci fa capire quanto la gente al giorno d’oggi, sia attenta a portare in tavola un prodotto genuino e allo stesso tempo alternativo e curioso.

Come si sta preparando la prossima stagione in campagna?

Quella del 2021 sarà una stagione ricca di sfide. Sicuramente, in previsione di mettere a dimora ulteriori piante, la produzione rispetto all’anno precedente dovrebbe essere superiore. Tra i fattori da tenere sempre monitorati vi è anche il clima; quest’inverno è stato particolarmente rigido e nevoso, perciò le piante ne avranno tratto beneficio. Speriamo ora in una stagione primaverile ed estiva altrettanto equilibrata, che ci consenta di arrivare al momento della raccolta con piante sane e frutti particolarmente saporiti. Sul mercato la richiesta di piccoli frutti nel 2020 è stata assolutamente positiva. 

Come vedi le prospettive più strettamente commerciali?

La gente si sta abituando a consumare regolarmente frutta e verdura, perciò, nonostante il periodo storico ed economico in cui ci troviamo, in molti hanno imparato a “investire” i propri soldi su prodotti che sono sinonimo di salute e benessere. Fatta questa considerazione, penso proprio che anche quest’anno si avranno buone richieste per quanto riguarda la fornitura di piccoli frutti coltivati a livello locale.

Cosa hai preparato per gli amici del “Piccolo Frutto di Chiara” per il 2021?

Per la nuova stagione abbiamo pronti gusti nuovi di composte e nettari, l’introduzione di smoothie e tisane e per concludere preparazioni di cesti o bomboniere contenenti i nostri prodotti. Dando uno sguardo al futuro, stiamo lavorando per posizionare all’interno dell’azienda anche delle arnie, con l’obiettivo di produrre un nostro miele di montagna e sempre tra i tanti progetti vi è quello di riuscire a preparare sorbetti e gelati freschi senza zuccheri aggiunti, partendo essenzialmente dalla nostra materia prima.

Come hai organizzato la tua produzione per dare corpo a tutti questi progetti?

L’azienda si estende su un’area di 26000 mq; attualmente la superficie coltivata si aggira attorno all’ettaro e mezzo, interamente in suolo. Le piante sono state messe a dimora nel corso dei vari anni a partire dal 2004 e attualmente sono in produzione:

  • Mirtilli: 1300 piante
  • Lamponi rossi: 600 piante
  • More: 160 piante
  • Ribes: 100 piante
  • Uva spina: 30 piante
  • Mirtillo siberiano: 70 piante
  • Lampone giapponese: 30 piante
  • Piante di marroni: 10
  • Lamponi neri: 80 piante
  • Josta: 20 piante

Puoi darci qualche dettaglio tecnico sulle varietà che avete in produzione?

Per quanto riguarda i mirtilli, essendo stati acquistati e messi a dimora dal precedente titolare, le varietà non sono ben catalogate. Sicuramente nell’arco della stagione abbiamo una maturazione a scalare, per cui ritroviamo sia varietà precoci che tardive.

Per i lamponi abbiamo optato per la varietà “Enrosadira” e “Tulameen”, per i ribes la varietà “Rovada” e per le more le “Loch Ness” , “Chester” e “Jumbo”.

Un assortimento ricco e interessante, che include anche piccoli frutti poco comuni: hai in programma di ampliare ulteriormente le specie in offerta?

A partire da quest’anno vorremmo cimentarci nella coltivazione del lampone giallo, partendo da una settantina di piante. Oltre a questi ultimi andremo ad inserire negli appezzamenti ancora vuoti, 50 nuove piante di lamponi rossi rifiorenti, 30 uva spina, 20 lampone giapponese, 20 more, Tayberry, Lagonberry ed infine una decina di piante di Kiwiberry (varietà “Ananasnaya” e “Jumbo”).

Qual è la stagione di raccolta?

A fine maggio – inizio giugno si apre la raccolta dei mirtilli siberiani; subito dopo, a fine giugno, arrivano i primi mirtilli la cui produzione continua con una maturazione a scalare, fino a fine settembre. Particolarmente precoci (inizio luglio) sono anche i ribes. A metà luglio fanno la prima cacciata i lamponi e la seconda produzione verso fine settembre. Dalla fine di luglio troviamo pronti i restanti frutti: more, uva spina e lampone giapponese.

Veniamo agli aspetti economici, che sono fondamentali per dare sostenibilità a un’impresa in un contesto sfidante come quelle delle economie rurali montane.

Cominciamo dalle rese in produzione, che sono abbastanza variabili tra le diverse specie:

  • Mirtilli: 6kg per le piante più vecchie, 4-5kg per quelle più giovani.
  • Lamponi: intorno a 1,5-2kg di frutta per pianta nel periodo estivo e 1,5kg nel periodo autunnale.
  • Ribes: ottima produzione; arriviamo a raccogliere 3kg per pianta
  • More: produzione elevata; 4kg per pianta
  • Uva spina: le piante sono piuttosto giovani, per cui siamo sui 2kg per pianta.
  • Lampone giapponese e lamponi neri: i frutti essendo meno corposi dei precedenti, fanno poco peso, per cui i dati oscillano tra 1,5 – 2kg per pianta.

I prezzi di vendita del prodotto fresco, in funzione della tipologia del cliente, in base alle quantità di frutta richieste e al tipo di pagamento, varia tra i 12€/kg e i 18€/kg.

Come si svolge il ciclo di vita del prodotto dalla raccolta al consumo? 

I frutti vengono raccolti manualmente nell’arco della giornata; solitamente si inizia la mattina presto per staccare nelle ore centrali e riprendere verso le 16.00 di pomeriggio. Dopodiché dai campi i frutti vengono portati in magazzino, riposti in vaschette di plastica riciclata a loro volta inserite in cassette e lasciati a temperatura ambiente per circa un’ora. Il passo successivo consiste nella pesatura dei frutti e nel loro imballaggio.

Al momento come contenitori stiamo utilizzando vaschette di plastica riciclata, sul cui coperchio andremo ad applicare la rispettiva etichetta con la tipologia del prodotto, la grammatura ed il lotto. Una volta pronte, le confezioni vengono riposte in cella frigorifera in cui i rimarranno per un massimo di 3 giorni (questo per quanto riguarda i mirtilli). Il resto dei frutti tendiamo a venderlo immediatamente nel giro di un giorno, per preservare al massimo la freschezza di questi prodotti molto più delicati.

Una parte del raccolto viene invece surgelata. Ci servirà poi nell’arco dei mesi seguenti per preparare i nostri prodotti lavorati.

La tua formazione tecnica come ha influito sulle tue decisioni più strettamente colturali?

Già ai vecchi tempi l’azienda possedeva la certificazione biologica. Abbiamo quindi deciso di rinnovarla per continuare a lavorare sulla scia di questa filosofia, che ci permette di vendere il prodotto ad un prezzo maggiore, il tutto giustificato dal fatto che i frutti non trattati acquisiscono sul mercato un valore sicuramente superiore.

Nel rispetto dei limiti dettati dall’agricoltura biologica, cerchiamo quindi di lavorare in un’ottica che non vuole sconvolgere gli equilibri della natura. Quasi ogni attività viene svolta manualmente, dalla raccolta alla potatura. Per quanto riguarda la cura dei campi, sfalciamo regolarmente l’erba sulla fila con decespugliatori (non utilizzando pacciamatura, questo è uno dei pochi modi che ci consente di tenere sotto controllo la crescita delle malerbe) e nell’interfila con un apposito tagliaerba che svolge al contempo funzione di mulching.

L’irrigazione avviene tramite un impianto a goccia posizionato su ogni filare. Attualmente il tutto non è ancora automatizzato, ma sicuramente col tempo questo sarà uno dei punti da andare a rivedere. Per migliorare la fertilità del suolo, nel mese di novembre siamo soliti interrare attorno alle piante, una buona dose di letame pellettato, inoltre, per tenere sotto controllo l’acidità del terreno, distribuiamo lungo la fila della torba baltica e qualora capita l’occasione sostituiamo quest’ultima con aghi di pino reperiti in loco ( questo per quanto riguarda più nel dettaglio la coltivazione dei mirtilli). Per tutte le altre piante ci limitiamo a integrare la sostanza organica con del letame e concimare (solitamente in primavera) con prodotti consentiti in agricoltura biologica.

Uno dei problemi delle colture intensive è il rischio derivante dagli agenti atmosferici. Come protetti i tuoi piccoli frutti?

Attualmente le colture sono coperte con semplici teli antigrandine. L’obiettivo del 2021 sarebbe quello di riuscire a coprire parte degli impianti con reti antinsetto e per i lamponi anche antipioggia, il tutto al fine di proteggere la frutta da eventuali danni meteorologici, ormai sempre più frequenti, e controllare l’arrivo di insetti che seppur in maniera discreta, sono presenti anche nelle nostre zone. Al momento, per difenderci da alcuni di questi avversari, facciamo ricorso a trappole a feromoni.

Quali sono le principali sfide che affronta quotidianamente “Il Piccolo Frutto di Chiara”?

La produzione è uno di quei fattori che si può controllare fino ad un certo punto. Di anno in anno i dati ad essa relativi possono variare, per cui i nostri interventi per arrivare ad avere una buona fruttificazione, sono per lo più di tipo preventivo.

La ricerca di personale è uno dei punti più difficoltosi da affrontare per quanto riguarda l’attività. Il lavoro in agricoltura richiede oltre che competenze, anche resistenza al tipo di clima a cui si è esposti, manualità e pazienza per esempio per quanto riguarda la fase di raccolta, e disponibilità di adattamento al periodo in cui si svolge il grosso del lavoro (solitamente coincide con le settimane in cui la gente si organizza per andare in ferie). Detto ciò non tutti possiedono i requisiti sopra elencati. Inoltre, per noi diventa ancora più difficoltoso assumere personale  in quanto, non disponendo di alcuna struttura idonea, non saremmo eventualmente in grado di garantire un alloggio ai lavoratori.

Torniamo ai vostri prodotti, il punto di arrivo di tutta la tua attività. Oltre a piccoli frutti freschi, cosa offre la tua azienda?

Soprattutto nel periodo autunnale e invernale, in mancanza della frutta fresca, ci organizziamo con la vendita dei nostri trasformati, partecipando anche a diverse fiere, manifestazioni e mercatini locali. La nostra gamma è suddivisa in tipologie di prodotti:

  • Confetture
  • Creme di marroni
  • Composte senza zucchero
  • Nettari di frutta con o senza zucchero
  • Smoothie (contenenti esclusivamente polpa di frutta)
  • Tisane
  • Frutti sotto spirito
  • Miele biologico (novità 2021)

La nostra linea di prodotti è abbastanza varia: abbiamo confetture a base di mirtilli e frutti di bosco in diversi formati; abbiamo poi incentrato la nostra produzione su prodotti privi di zuccheri aggiunti, andando a sfruttare gli zuccheri presenti naturalmente nella frutta (ove necessario in prodotti che risulterebbero troppo acidi, aggiungiamo una dose di succo di mela o pera biologico). Questo discorso vale per composte, smoothie e nettari. I gusti tra cui poter scegliere sono molteplici:

  • Composte: mele cotogne pere e cannella; uva fragola e miele; mirtilli; ribes; more; lamponi; frutti di bosco
  • Nettari e smoothie: una ricetta particolare ed apprezzata è sicuramente quella del nettare di lamponi neri senza zuccheri aggiunti.
  • Crema di marroni, Tisane ai frutti di bosco, frutti sotto spirito: sono alcuni dei prodotti che facciamo preparare per il periodo autunnale.

Dove si possono acquistare i tuoi prodotti?

Sia per i prodotti freschi che per quelli trasformati abbiamo un piccolo negozio in azienda che teniamo attivo dalla primavera fino a metà ottobre. In valle forniamo diversi supermercati, oltre che pasticcerie e ristoranti di diverse zone del lago di Como. Fuori dalla realtà della valle, i nostri prodotti si possono trovare anche in ipermercati fuori provincia.

Advertisements

Ti è piaciuto questo articolo?

Vota per rendere Italian Berry sempre più interessante.

Voto medio 4.7 / 5. Numero voti: 12

Vota per primo questo articolo!

Se ti è piaciuto questo articolo...

seguici sui social media!