Inclusione con gusto: piccoli frutti coltivati da persone con disabilità a Cremona

E’ stato firmato in questi giorni l’accordo tra Azienda Sociale Cremonese, Fondazione Sospiro e l’impresa sociale Cascina San Marco di Tidolo per la realizzazione di interventi integrati di inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità intellettiva e autismo. In particolare, il progetto che viene portato avanti si chiama ‘Facciamo Scam-bio” e consiste nello svolgimento di esperienze lavorative in campo agricolo, nella fattispecie nella coltivazione dei piccoli frutti rossi (lamponi, more, ribes, mirtilli).

La coltivazione di piccoli frutti rossi è stata scelta in quanto offre la possibilità di evitare l’utilizzo di macchine, servendosi di azioni semplici e ripetitive, adatte alle attitudini/capacità dei ragazzi con disabilità intellettiva ed autismo, che trovano in esse grande soddisfazione.

Il forte investimento sul tutoraggio e la costruzione di una equipe multidisciplinare integrata permetterà la costruzione di legami e consentirà l’avvicinamento alle regole del mondo del lavoro, la tenuta della persona (orari, tempi ecc.) rispetto al proprio percorso, una presa in carico complessa che porta a sostegni individualizzati oltre all’area lavorativa. Oltre alla creazione di relazioni utili per superamento della solitudine costruzione di competenze relazionali.

Cascina San Marco insegna quanto di bello e costruttivo può essere fatto grazie all’impegno, la costanza, la volontà, il cuore ed il sorriso di giovani con disabilità. La sfida è quella di sperimentare un’attività imprenditoriale capace di stare sul mercato in modo autonomo anche quando include al lavoro persone con fragilità.

I prodotti della Cascina San Marco

“Come Fondazione Sospiro siamo particolarmente grati per questa opportunità alla Azienda Sociale del Cremonese ed in particolare al suo presidente Giuseppe Tadioli”, afferma il presidente Giovanni Scotti. Così come va sottolineato che la prospettiva di occupazione per i nostri ragazzi è merito del competente lavoro della dottoressa Marilena Zecchini, responsabile del progetto “0 – 30 Passi da gigante” sostenuto dall’impresa sociale I Bambini delle Fate, che sa sempre unire competenza professionale ad attenzione personale ai bisogni delle persone più fragili”.

Fonte: CremonaOggi

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