Erika, la giovane filosofa dei mirtilli in Calabria

L’azienda agricola ‘Il colle dei mirtilli’ di Erika Manfredi, situata ai piedi della Crista d’Acri, in provincia di Cosenza (Calabria), immersa in un’incantevole macchia verde e contornata da alberi di pino silano, è posta ad un’altitudine di 850 m s. l. m. e si estende su una superficie di 6 ettari, due dei quali sono dedicati alla coltivazione del mirtillo.

L’azienda è incentrata esclusivamente sulla coltivazione del Vaccinium Corymbosum (mirtillo gigante americano) del quale vengono coltivate due varietà:

  • DUKE a maturazione precoce, che fruttifica tra giugno e luglio
  • BERKELEY a maturazione medio-tardiva, che fruttifica tra luglio e agosto

In questa intervista esclusiva a Italian Berry la giovane imprenditrice racconta la storia della sua attività e un piccolo segreto che abbiamo scoperto e che riguarda proprio il suo nome.

Come è nata l’idea di produrre piccoli frutti?

La scelta di dedicarmi all’agricoltura non è stata immediata, infatti, dopo gli studi liceali decido di dedicarmi agli studi umanistici, indi mi iscrivo alla facoltà di Filosofia e Storia presso l’Università della Calabria. Porto avanti i miei studi con forte dedizione. Nel mentre ero impegnata negli studi, conclusi con il massimo dei voti, i miei genitori decidono di aprire per me nuovi orizzonti, pensando di acquistare dei terreni con l’intento di realizzare quello che oggi é la nostra meravigliosa realtà: la nostra azienda.

Quali sono stati i primi passi in quest’avventura?

É il 2012 quando inizia tutto, si inizia ad impiantare le prime piantine di Vaccinium Corymbosum e tra la voglia di veder crescere questi piccoli mirtilli e la paura di realizzare e investire per un’azienda nel nostro territorio, mi affianco al progetto famigliare. Nasce così “Il colle dei mirtilli”. Dopo la laurea, inizio a sentire sempre di più l’amore per la terra, erano anni in cui molti giovani, miei coetanei lasciavano la nostra Calabria per trasferirsi altrove in cerca di un posto che offriva maggiori opportunità. Ma io scelgo di restare, pertanto di accettare una grande sfida e tutto con uno scopo: valorizzare il nostro territorio, dimostrare che la nostra terra ci può dare tanto.

E ha scelto un frutto particolare: il mirtillo gigante.

Il Vaccinium Corymbosum non è una pianta tipicamente calabrese, quindi decidere di creare un mirtilleto in Calabria è stata una scelta coraggiosa nonché molto impegnativa sia dal punto di vista colturale che commerciale. La sfida primaria che ‘Il colle dei mirtilli’ può oggi dire di aver vinto, in poco tempo, è quella di essere riuscita ad affiancarsi ed essere competitiva con aziende affermate nel settore dei piccoli frutti.

Quale ruolo ha giocato il territorio con le sue caratteristiche nella sua scelta?

Il mirtillo gigante americano è un arbusto classificabile come ‘frutto di bosco’, come tale richiede una determinata altitudine e un giusto Ph del terreno. Inoltre è una pianta appartiene alla famiglia delle ericacee, e in seguito ad una serie di analisi effettuate sul suolo sul quale si voleva creare l’impianto abbiamo riscontrato una forte presenza, anche in epoche passate, di piante appartenenti proprio alla famiglia dell’ericacee. Questo dato ci ha offerto la prima intuizione della possibilità dell’impianto. Immediatamente abbiamo effettuato delle analisi al terreno e abbiamo riscontrato anche un Ph ottimale, ovverosia quella giusta acidità che il mirtillo richiede dal terreno. Quindi il nostro terreno era vocato alla coltivazione di questi piccoli frutti.

Quindi si potrebbe dire che anche il suo nome, Erika, parla di una sorta di legame con la famiglia botanica delle ericacee a cui appartiene proprio il mirtillo. Quali sono i criteri e le strategie che guidano oggi la sua azienda agricola?

Il fine che ci siamo posti come azienda è quello di offrire un prodotto eccellente. Ora, vari sono gli aspetti che vanno ad incidere sulla qualità di un prodotto, è chiaro che il terreno svolge un ruolo centrale. Quindi uno degli aspetti primari resta per noi una rigida attenzione e un rigoroso studio del terreno dell’impianto. I nostri frutti vengono coltivati in pieno campo, non in vaso, su un terreno completamente incontaminato, e senza far uso di sostanze chimiche che, oltre ad alterarne le qualità, ne altererebbero il naturale sapore.

Altro aspetto importante resta per noi, la pacciamatura, da effettuare dopo aver effettuato le misurazioni del Ph, per la quale utilizziamo esclusivamente aghi di pino raccolti in azienda. Punto, a mio avviso, centrale è il fatto che in azienda tutto viene svolto rigorosamente a mano ( dalla pulitura delle piantine fino alla raccolta del frutto). Questo contatto diretto tra piantina e essere umano fa si che la pianta “capti l’energia” e il calore umano.

Quindi si può parlare di un rapporto tra uomo e mirtillo, di uno scambio che va a vantaggio di entrambi?

E’ risaputo, i frutti di bosco in primis i mirtilli hanno una serie di proprietà nutritive, benefiche e curative quasi uniche, che li rendono un superfood indispensabile per la salute dell’uomo.

Il progetto che cerco di portare avanti è una coltivazione di alta qualità del piccolo frutto, una coltivazione che definisco “coltivazione morale” perché condotta e nel rigoroso rispetto del frutto, della natura e del suolo in genere, e nel rispetto del consumatore.

A questo unisco un’altra idea che è quella di, tramite le visite in azienda, far riavvicinare l’uomo alla natura con lo scopo di far riscoprire ed apprezzare la bellezza naturale.

E qui si ritorna all’inizio, ai suoi studi di filosofia.

Conduco la mia azienda cercando costantemente di unire il sapere storico-filosofico, mai abbandonato nel corso degli anni, con la mia coltivazione. Lo studio della filosofia mi ha inculcato tre principi sui quali ho deciso di impostare la mia azienda: rigore, spirito critico e continua ricerca.

E adesso è su “Il colle dei mirtilli” che continuo la mia personale applicazione pratica della filosofia.

L'immagine può contenere: pianta, natura e spazio all'aperto

Guardando al futuro, quali sono i suoi prossimi progetti?

Testato il prodotto sul mercato e considerati i positivi riscontri abbiamo in progetto di ampliare l’azienda con una cultivar tardiva per soddisfare l’elevata richiesta del periodo tardo estivo.

Stiamo anche progettando di offrire un prodotto trasformato di alta qualità. Ad oggi ci siamo soffermati solo sul prodotto fresco, ma è nostra intenzione ampliare la gamma dei prodotti pertanto ci stiamo addentrando nell’ambito della trasformazione.

Grazie Erika, che ci manda un messaggio costruttivo: l’amore per la natura unito al rigore e alla passione può fare crescere frutti nuovi in una terra difficile. Basta prenderla con filosofia!

Ho visto in questi anni che “Il colle dei mirtilli” apre a me, ai clienti e ai visitatori una nuova esperienza, allontanandoci dell’oppressione della vita quotidiana, riappropriandoci, anche se per poco tempo di ciò che io definisco “lusso della contemplazione naturale”, ormai lasciata da parte nella frenesia della quotidianità.

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