La guerra dei mirtilli USA-Perù diventerà mondiale?

Gli agricoltori statunitensi hanno accusato i produttori messicani di danneggiarli tramite pratiche di concorrenza sleale, appellandosi al WTO e alle competenti agenzia governative federali. In caso di vittoria ci potrebbero essere ripercussioni anche sulle esportazioni di mirtilli del Perù, i cui produttori si vedrebbero costretti a cercare nuovi mercati, rischiando di invadere l’Europa. Ecco i dettagli legali della questione.

Senza dubbio i numeri dimostrano che il mirtillo, anche con le sue piccole dimensioni, è un gigante delle esportazioni peruviane. Secondo l’Associazione degli esportatori peruviani, entro il 2019 le spedizioni di mirtilli all’estero raggiungeranno un valore di quasi 825 milioni di dollari, posizionando il Paese come il suo principale esportatore mondiale.

Nonostante ciò, secondo i dati della Blueberries Consulting, nel corso del 2019 gli Stati Uniti sono stati la destinazione di circa il 50% delle esportazioni di mirtilli del Perù. Questo eccesso di centralizzazione può generare il classico rischio di mettere molte uova in un unico paniere, rischio che, di fatto, sembra concretizzarsi con l’indagine che il Paese nordamericano ha avviato in relazione alle sue importazioni di mirtilli.

La suddetta indagine trae origine da una serie di denunce locali presentate al governo statunitense in merito alla possibile esistenza di concorrenza sleale -generata da sovvenzioni illegali e/o dumping- da parte di alcuni prodotti agricoli messicani sul mercato statunitense. In risposta a questi reclami, l’Ufficio del Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti (“USTR”), in collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura (“USDA”) e il Dipartimento del Commercio (“USDOC”), ha organizzato delle audizioni durante il mese di agosto per ascoltare le preoccupazioni dei produttori statunitensi e di altre parti interessate.

Al termine delle audizioni, le istituzioni statunitensi sopra citate hanno pubblicato un rapporto intitolato “Report on Seasonal and Perishable Products in U.S. Commerce” (Rapporto sui prodotti stagionali e deperibili nel commercio statunitense) che annunciava la seguente azione per rispondere ad alcune preoccupazioni dei produttori statunitensi:

L’USTR richiederà alla U.S. International Trade Commission di avviare un’inchiesta di salvaguardia globale della Sezione 201 riguardante l’aumento delle importazioni di mirtilli che hanno causato un grave pregiudizio ai produttori locali di mirtilli.

“Report on Seasonal and Perishable Products in U.S. Commerce”

Dopo aver spiegato il contesto della questione, in questo articolo valuteremo, da un punto di vista legale, le implicazioni e le conseguenze della misura annunciata per i mirtilli esportati dal Perù verso il mercato statunitense.

L’indagine sulle salvaguardie globali della Sezione 201

In seguito alla relazione di cui sopra, il 6 ottobre la U.S. International Trade Commission (“ITC”) ha avviato l’inchiesta richiesta dall’USTR riguardante le importazioni di mirtilli freschi, refrigerati e congelati. Ora, per comprendere la portata di questa indagine è importante rispondere alle seguenti domande:

  • Cos’è una salvaguardia globale? L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization – WTO) definisce una salvaguardia come una restrizione temporanea sulle importazioni di un prodotto per proteggere un’industria nazionale dall’aumento delle importazioni che causano o minacciano di causare un grave pregiudizio a tale industria. Il termine “globale” si riferisce al fatto che la misura di salvaguardia copre tutti i paesi da cui viene importato il prodotto oggetto della misura.
  • Cos’è la Sezione 201? Si tratta di una sezione dell’U.S. Trade Act del 1974 in base alla quale l’ITC può indagare se l’aumento delle importazioni di un prodotto negli Stati Uniti causi o minacci di causare un grave pregiudizio ai produttori nazionali.
  • Quanto tempo richiederà l’indagine dell’ITC? L’indagine dura 120 giorni e, se l’ITC ritiene che l’impatto sull’industria nazionale sia rilevante, l’ITC dispone di altri 60 giorni per presentare un rapporto al Presidente degli Stati Uniti in cui si raccomandano le azioni da intraprendere.
  • Quali sono le conseguenze di una tale indagine? Il Presidente degli Stati Uniti potrebbe adottare diverse misure per limitare le importazioni di mirtilli, come ad esempio: aumentare o imporre tariffe, creare restrizioni sui volumi di importazione, negoziare con i paesi esportatori, tra gli altri.

Salvaguardie all’interno del WTO

Tuttavia, le salvaguardie che gli Stati Uniti devono applicare non solo dipendono dal loro diritto interno, ma devono anche aderire al sistema giuridico internazionale creato dal Wordl Trade Organization (WTO), un organismo di cui fanno parte sia gli Stati Uniti che il Perù. In particolare, ci sono due accordi nel quadro del WTO che regolano queste misure:

  • Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994: questo accordo regola la possibilità per i paesi di attuare misure di salvaguardia.
  • Accordo sulle misure di salvaguardia: questo accordo stabilisce due elementi che sono di fondamentale importanza:
    • Livello di applicazione delle misure di salvaguardia (articolo 5): Le misure di salvaguardia devono essere applicate solo nella misura necessaria per prevenire o porre rimedio a una situazione di grave pregiudizio e per facilitare l’applicazione degli adeguamenti richiesti.
    • Durata della misura di salvaguardia (articolo 7): il periodo di applicazione delle misure di salvaguardia non può superare complessivamente 8 anni.

Strumenti dei paesi esportatori.

Per evitare l’imposizione di misure di salvaguardia da parte degli Stati Uniti, i paesi esportatori devono dimostrare che le loro esportazioni di mirtilli non causano o minacciano di causare un grave pregiudizio ai produttori statunitensi. In questa linea, gli strumenti legali di cui questi paesi dispongono per raggiungere il loro obiettivo sono i seguenti:

  • partecipare all’indagine ITC con l’obiettivo di presentare prove a sostegno della loro posizione; e/o,
  • ricorrere al sistema di risoluzione delle controversie del WTO che prevede istanze di negoziazione e di revisione del caso da parte di esperti terzi.

In conclusione, le salvaguardie negli Stati Uniti potrebbero significare un vero e proprio muro legale per le esportazioni di mirtilli verso quel paese. In questa linea, indipendentemente dall’esito di questa situazione, sembra che quello che stiamo vivendo sia un invito ad esplorare nuovi mercati che permettono di ridurre i rischi nella commercializzazione di questo piccolo gigante del mondo della frutta.

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